Un’ora a teatro… Può succedere di tutto! Tanto dura “Federico. Vita e mistero di García Lorca”, di e con Maria Pilar Pérez Aspa, andato in scena sabato e domenica scorsi (5 e 6 febbraio) al Teatro Gerolamo di Milano. Chi ha avuto la fortuna di essere presente in quel gioiello che, purtroppo, in città ancora molti non conoscono, ha assistito a una breve – ma davvero intensa – lezione di storia e di teatro.
La vicenda umana e poetica di Federico è rievocata e abbracciata in tutta la sua originalità. “Quanti per un poeta!”, esordisce l’autrice/attrice rivolgendosi al pubblico, per poi dipanare il filo rosso della vita (e del mistero) del granadino. Trentotto anni vissuti in un paese diviso in due, spaccato ancora prima di fronteggiarsi nella tragica guerra civile le cui ferite ancora non sono rimarginate.

Chi ama la Spagna e ne segue le vicende – politiche e sociali, ma anche artistiche e culturali – sa bene quanto il secolo breve sia stato lungo nella penisola, tanto lungo da protrarsi fino a oggi e ancora non dare segni di voler finire. Dai “tiros a la barriga” (spari nella pancia) ordinati dal presidente della Seconda Repubblica Azaña all’esecuzione dello stesso García Lorca, passando da massacri, vendette (anche post mortem, nei casi più raccapriccianti e insensati) e tradimenti.
A Madrid
Illuminata dalle luci disegnate da Pietro Paroletti, Maria Pilar dà voce a Federico e ai suoi amici, quelli che frequentò alla “Resi”, la Residencia de Estudiantes a Madrid, dove il poeta trascorse ben dieci anni della sua breve vita. Nel centenario della sua fondazione io vi ho visitato una splendida mostra intitolata “Viajeros por el conocimiento” (Viaggiatori per la conoscenza). Con l’aragonese Buñuel e il catalano Dalí García Lorca formava uno strano terzetto: gli altri due, prendendo strade molto diverse, gli sarebbero sopravvissuti per mezzo secolo (anche di più Dalí, poco meno Buñuel).

Certo, la tragedia e la morte impregnano lo spettacolo e attendono al varco il protagonista, tuttavia quanta vita e quanta poesia ci sono nel frattempo! C’è tempo di accorgersi della tristezza e della fierezza negli occhi degli animali e provare un “peso freddo sul cuore” nel vedere la povertà degli ultimi.
Il tempo del poeta
Uno dei momenti più intensi è la recitazione del poema “Romance sonámbulo”, che inizia così:
Verde que te quiero verde.
Verde viento. Verdes ramas.
El barco sobre la mar
y el caballo en la montaña.
L’attrice non lo traduce, anche perché la traduzione di una poesia è tradimento più grave di quello di un testo in prosa. E del resto lo stesso Rafael Alberti confessava di non comprendere quel componimento. La dolcezza della lingua, la musicalità dei versi, le immagini che essi evocano anche a chi ne intende solo poche parole, suscitano una profonda commozione nello spettatore (anche grazie alle musiche di Antonio Porro in sottofondo).
Seduto in poltrona, pensavo ad altri spettacoli, visti negli anni, dedicati alla Spagna e alle sue tante anime. Su tutti “Romancero gitano” dello stesso García Lorca e Lluís Pasqual, interpretato da Nuria Espert, e “La dama duende” di Pedro Calderón de la Barca. Ah, il potere misterioso del duende!
Ma a colpirmi è stata in particolare una frase che suona più o meno così: “gli uomini sono figli più del proprio tempo che dei loro padri”. Totale la consonanza con “M Il figlio del secolo” che Massimo Popolizio ha tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati, attualmente in scena al Teatro Piccolo Strehler. I due spettacoli possono essere visti come due pannelli di un dittico o due facce della stessa medaglia. Quando la nostra epoca ci mette alla prova (e quando non lo fa?), siamo chiamati a esprimere fino in fondo la nostra natura. Qualcuno tradisce gli altri, qualcuno se stesso, qualcuno rimane invece fedele, anche a costo della propria vita.
Le emozioni e la commozione di Maria Pilar Pérez Aspa sono le stesse che prova lo spettatore in sala. Lacrime comprese.
Saul Stucchi
FEDERICO
Vita e mistero di García Lorca
di e con Maria Pilar Pérez Aspamusiche Antonio Porro
produzione Atir
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Teatro GerolamoPiazza Cesare Beccaria 8, Milano
Quando
Sabato 5 e domenica 6 febbraio 2022Orari e prezzi
Orari: sabato ore 20.00domenica ore 16.00
durata 60 minuti
Biglietti: da 10 a 28 €