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Voi siete qui: Biblioteca » Da Utopia “Il dio per metà donna” di Perumal Murugan

19 Aprile 2026

Da Utopia “Il dio per metà donna” di Perumal Murugan

Di Perumal Murugan, una delle voci più interessanti della letteratura indiana in lingua tamil, è possibile leggere in italiano Il dio per metà donna (traduzione di Dorotea Operato, per Utopia, 2026). Lo scrittore, già noto in Italia (i due romanzi precedenti sono stati pubblicati dalla medesima casa editrice), racconta storie in cui il singolo lotta contro una società ossessionata dalle tradizioni e dalle più soffocanti convenzioni.

Kali e Ponna − protagonisti de Il dio per metà donna − vivono in un mondo rurale. Sono una giovane coppia che si ama e che cerca una qualche felicità nel proprio villaggio. Il loro cruccio è quello di non aver avuto dei figli, mentre vedono gli amici che iniziano ad averne. Questo non gli crea nessuna agitazione finché i familiari più stretti, prima, e le persone del villaggio, poi, non iniziano a fargli pressione.

Questo perché realizzarsi nel villaggio significa avere più figli. Vittima di odio e di disprezzo è Ponna, che, come donna, non riesce a procreare. In un mondo contadino è lei ad avere problemi nel concepire. Per questo viene sottoposta a rimedi casalinghi, a pellegrinaggi nei templi dedicati alla fecondità.

Il villaggio interviene sulla questione e qualcuno consiglia il ricorso all’astrologia, ovvero alla divinazione che tramite la lettura dei semi di ricino (produzione agricola importante nel territorio tra l’India meridionale e il nord-est dello Sri Lanka) predice la venuta di un figlio che però non arriva.

Questo fa entrare in crisi la coppia che diventa oggetto di chiacchiere sempre più pressanti. Si fanno battute su entrambi. Tanto da indurre soprattutto Ponna a chiudersi in casa e addirittura a avere alterchi verso alcune persone influenti del villaggio.

Ogni paesino è devoto a una divinità che protegge i propri abitanti e a cui ci si affida nel momento del bisogno. Nel villaggio di Kali e Ponna si venera un Devatha, una divinità minore del pantheon, dalle fattezze androgine, come la figura maggiore dell’Ardhanarishvara, una forma androgina del dio indù Shiva e della sua consorte Parvati, raffigurata come un unico corpo diviso esattamente a metà: il lato destro è maschile (Shiva), quello sinistro femminile (Parvati).

Ogni anno si onora il dio con una festa. Visti gli scarsi risultati, le madri di Kali e di Ponna concordano nel convincere i propri figli che solo lasciando che Ponna vada da sola alla festa e approcci un uomo di un altro villaggio lei riuscirebbe ad avere il figlio tanto desiderato.

Così Ponna va da sola alla festa. Ma non riesce a tradire il marito. Ciò che li unisce si trasforma in disprezzo e in sospetto. Il disprezzo di Ponna verso il marito nasce perché si è piegato alle decisioni della famiglia, mentre in Kali nasce il sospetto che la moglie non solo si sia concessa, ma abbia anche voluto compiere qualcosa a cui aspirava da tempo. Questo mentre un’asfissiante presenza della «pubblica opinione» continua a sparlare di loro.

Murugan, spesso accusato dalle forze tradizionaliste del suo Paese, ha scritto una storia aspra e con la quale canta il suo mondo, fermo in un sistema di controllo che unisce pettegolezzo e rituali. Ne racconta la follia, ma anche i ritmi antichi, regolati da consuetudini, credenze religiose e gerarchie sociali difficili da scardinare. Perché i villaggi sono mondi chiusi in cui l’identità individuale si dissolve nella comunità e ogni scelta personale viene osservata e giudicata. Ne emerge così l’idea che l’individuo deve piegarsi alla comunità e non può esprimersi come vorrebbe.

L’attenzione crescente da parte della critica internazionale ha fatto sì che Perumal Murugan fosse candidato al National Book Award per la letteratura in traduzione nel 2018 e nel 2020.

Claudio Cherin

Perumal Murugan
Il dio per metà donna
Traduzione di Dorotea Operato
Utopia
Collana Letteraria Straniera
2026, 208 pagine
19.00 €

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