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Voi siete qui: Teatro & Cinema » “Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord” al cinema

30 Maggio 2021

“Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord” al cinema

“L’ALIBI della domenica” è dedicato questa settimana al docu-film “Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord”.

“Ero andato a vivere in montagna con l’idea che a un certo punto, resistendo abbastanza a lungo, mi sarei trasformato in qualcun altro e la trasformazione sarebbe stata irreversibile”.

Ha un abbrivo apertamente alla Thoreau il docu-film “Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord” che sarà proiettato nelle sale italiane – distribuito da Nexo Digital – soltanto nelle date di lunedì 7, martedì 8 e mercoledì 9 giugno 2021, dopo essere stato presentato in anteprima al Trento Film Festival. Prodotto da Samarcanda Film con Feltrinelli Real Cinema e con Rai Cinema, è diretto da Dario Acocella e scritto dagli stessi Cognetti e Acocella con Francesco Favale.

Paolo Cognetti: backstage del docu-film "Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord"

È un intenso viaggio di un’ora e mezza verso il Grande Nord, compiuto dallo scrittore in compagnia dell’amico Nicola Magrin, raffinato illustratore. Sua la copertina di “Le otto montagne”, edito da Einaudi, vincitore del Premio Strega nel 2017, che ha venduto un milione di copie, oltre la metà delle quali in giro per il vasto mondo.

Padri ed eroi letterari

Viaggio nella natura ma anche nella letteratura, sulle orme di Hemingway, Carver, Thoreau, London e Melville. Come sapeva quest’ultimo, il momento più acceso dell’inquietudine è il segnale che è il momento di partire, d’imbarcarsi in una nuova avventura. E allora eccoli, Cognetti e Magrin, con la carta geografica squadernata sul tavolo della baita, a seguire con il pennarello il “il grande sterrato” e il “famoso guado” che poi percorreranno in camper e a piedi.

Le varie tappe sono occasioni di incontri e dialoghi, confessioni e considerazioni, ricordi e osservazioni. Il road movie si dipana in paesaggi spettacolari, mentre Paolo e Nicola parlano tra loro e di loro. Soprattutto Paolo, invero. Nicola comunica anche con i suoi disegni, come quando traccia col dito la sagoma di un lupo sulla polvere che ha annerito il retro del camper. Ci sono poi le persone incontrate lungo la strada. Non posso non menzionare, almeno, Gianni e Magy Bianchi e la scrittrice Kate Harris.

Paolo Cognetti e Nicola Magrin in una scena del docu-film "Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord"

Le riflessioni sembrano a prima vista slegate tra loro, ma nel corso del film si fa sempre più evidente la connessione tra i temi e la rete che li unisce: il rapporto con i padri (quelli biologici che hanno voluto o dovuto “andare in città” e i miti letterari), la natura, la morte, l’arte. Se è vero che la pesca è un’arte, è altrettanto vero che l’arte è una forma di pesca, sostiene Cognetti che invita a “guardare nell’invisibile, stare da soli in riva all’acqua, che è la vita, cercando di catturare i pesci che ci nuotano dentro, che sono le storie”.

Verso il Magic Bus

In un viaggio che è anche pellegrinaggio, Cognetti fa sosta sulla tomba di Carver, grazie al quale ha deciso, un giorno, che sarebbe diventato uno scrittore. Di aneddoto in aneddoto, di storia in storia, si macinano i chilometri verso nord, tra betulle e pioppi tremuli, le cui somiglianze possono trarre in inganno Cognetti (chi scrive queste righe si ferma a una distinzione assai più rudimentale tra “piante piccole” e “piante grandi”), ma non Magrin che “di betulle ne ha disegnate molte”. Alcune si possono ammirare in “Passi silenziosi nel bosco”, il gioiello edito da Nuages che unisce i talenti dell’illustratore milanese, dello scrittore Marco Steiner e del maestro Hugo Pratt. Per la stessa editrice Magrin ha illustrato “Il richiamo della foresta” di Jack London, nella traduzione di Gianni Celati.

Naturalmente, è il caso di dire, si ammirano i paesaggi, anche grazie alla scenografica fotografia di Stefano Tramacere. La natura, però, non è solo spettacolare. Può apparire ed essere anche sovrastante e minacciosa, indifferente all’uomo tanto quanto l’uomo ad essa. È motivo di riflessione – e non solo nel suo valore di metafora – quell’incendio autunnale che ha superato l’inverno, sopravvivendo sotto la neve come brace sotto la cenere.

Paolo Cognetti davanti al Magic Bus: sopralluogo del docu-film "Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord"

La fine tragica di Chris McCandless potrebbe essere letta (anche) come ennesima prova della spietatezza della natura. “Madre è di parto e di voler matrigna”, per dirla con il Leopardi de “La ginestra”. “Into the Wild” è uno dei fili conduttori del docu-film, insieme a “Walden ovvero Vita nei boschi” di Thoreau: “Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando solo i fatti essenziali della vita, per vedere se non fossi riuscito a imparare quanto essa aveva da insegnarmi e per non dover scoprire in punto di morte di non aver vissuto”.

In viaggio

Per fortuna, però, Cognetti e Magrin nei loro dialoghi distillano anche qualche goccia di ironia (e autoironia) per stemperare la seriosità dei temi, sullo sfondo dei quali campeggia sempre l’irrisolvibile enigma della morte. L’immensità della natura a paragone della piccolezza dell’uomo tira fuori il meglio e il peggio “degli scappati di casa di tutto il mondo” che si sono rifugiati in questi scenari da cartolina, tra aneliti di santità, prove di egoismo e paura di rimanere soli.

Alcune scene – o scenette – fanno pensare a citazioni, magari anche involontarie, di classici del cinema e poi della tv italiani, come “Il ragazzo di campagna” (la scena del treno) o i road movie del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Ma mi sono tornati in mente anche “Stand by Me – Ricordo di un’estate” di Rob Reiner e “Shining” per le riprese aeree.

Se lo spettatore deve provvedere da sé ad aggiungere gli effetti del freddo pungente, degli odori e dei profumi, le immagini e le parole di “Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord” gli permetteranno di viaggiare nella natura e nella letteratura stando comodamente seduto sulla poltroncina di un cinema. E uscendo dalla sala, lo so, sentirà frizzargli nell’anima un po’ di quell’inquietudine che ha fatto partire Cognetti e prima di lui Melville e mille altri ancora.

Saul Stucchi

Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord

7, 8 e 9 giugno 2021

L’elenco delle sale è sul sito di Nexo Digital www.nexodigital.it

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