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Voi siete qui: Biblioteca » Curiosando nella biblioteca di Simone Cozzi

13 Ottobre 2026

Curiosando nella biblioteca di Simone Cozzi

Nei giorni scorsi si è aperta al Palazzo Morando di Milano la mostra fotografica Dal vivo a Milano. La città come palcoscenico della musica, curata da Matteo Bordone e Roberto Mutti, ideata e prodotta da Vertigo Syndrome in collaborazione con il Comune di Milano. Nel percorso espositivo sono comprese due fotografie realizzate da Simone Cozzi, scrittore, collaboratore di ALIBI e, appunto, fotografo. In margine alla mostra abbiamo chiesto a Simone di partecipare, come secondo ospite, alla nuova rubrica dedicata alle biblioteche personali.

Quali sono i 5 libri che ti sono più cari nella tua biblioteca (per valore affettivo o economico)?

Parliamo di valore affettivo, perché non possiedo volumi pregiati. Rispondo sull’onda dell’emotività del momento perché, a mettermi seriamente, non riuscirei a nominarne solo cinque (e ringrazio Giovanni Granatelli, che mi ha preceduto e la cui mozione ha elevato a 5 il numero dei libri da elencare).

Direi, in ordine sparso, Opinioni di un clown di Heinrich Böll, un autore che ai tempi ancora non conoscevo; L’idiota di Fëdor Dostoevskij, che mi ha offerto un’inattesa interpretazione ancora attuale sulle dinamiche fra umani, e un’affascinante opportunità di identificarmi nel Principe Myskin; Q del collettivo Luther Blisset, un libro la cui dimensione va ben oltre le 643 pagine dell’edizione di Einaudi, un romanzo epico che avrei voluto non finisse mai tanto ci ero sprofondato dentro; Leviatano di Paul Auster, e cito questo in rappresentanza di tutti i romanzi di quello che è di gran lunga il mio autore contemporaneo prediletto; sul quinto direi Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde: lo lessi a marzo del 1997, sul finire di una convalescenza importante; questo romanzo incentrato sulla bellezza e sul suo opposto si sposava benissimo con la mia situazione personale: la natura rifioriva e io con lei, sia io che Dorian avevamo un orrore interiore (lui morale, io fisico) da rimuovere: lui con la morte, io con la vita. Mi ha emozionato.

E già mi accorgo di aver trascurato, Nick Hornby, Sciascia, Manuel Vázquez Montalbán, Leo Perutz, Simenon, Gogol’, Bulgakov. E Shakespeare! Ma perché devo scegliere solo cinque titoli?

Quali sono i 3 libri più importanti per la tua formazione?

Se intendi come autore di romanzi noir, inevitabile citare Simenon: Il porto delle nebbie e La vedova Couderc. E La sabbia non ricorda di Giorgio Scerbanenco. Aggiungo, come già detto, Paul Auster: tendo a essere molto verboso, lo stile di questi tre autori è un insegnamento a esprimermi senza troppi birignao sintattici.

Però vorrei aggiungerne Jazz di Arrigo Polillo, una vera guida per muoversi nel mondo della musica che amo e che ha quindi contribuito alla formazione dei miei gusti musicali.

Quali sono i 3 titoli che ti mancano e che vorresti aggiungere alla tua biblioteca?

Beh, direi Thomas Mann, La montagna incantata, tu ne sei entusiasta e non mi hai mai deluso. Guerra e pace di Lev Tolstoj (lo so, non averlo ancora letto è una grave lacuna). E mi piacerebbe leggere per intero La Gerusalemme liberata: ne ho letto solo alcuni brani quando al liceo studiai il Tasso.

In quale ordine tieni la tua biblioteca?

Ordine è una parola forte. Abito in una casa piccola, che non ha lo spazio adeguato per ospitare ordinatamente tutti i volumi che possiedo. Sul tavolino del soggiorno ho una pila di romanzi ancora da leggere, e numerosi grossi libri illustrati sui fotografi che amo. Alcune mensole ospitano disordinatamente i testi di storia contemporanea e medievale. Una piccola libreria contiene romanzi ordinati per letterature.

Il resto è sparso fra casa di mia mamma, quella della mia ex moglie, e le biblioteche comunali dove ho attinto, soprattutto in gioventù.

Hai pensato al destino della tua biblioteca dopo di te?

C’è tempo: prima vorrei riuscire a riunire tutti i volumi in un’unica libreria. Certo, non mi dispiacerebbe se mia figlia trattenesse per sé gran parte di essi. Il resto vorrei che fossero accessibili a chi non può permettersi l’acquisto: lunga vita alle biblioteche pubbliche!

Qual è la tua opera a cui sei più affezionato?

La pace inquieta il mio primo romanzo: quando a fine 2014 lo ultimai e lo inviai alle case editrici, non pensavo che poi ne avrei pubblicati altri quattro. Dopo aver ricevuto una ragionevole serie di lettere di rifiuto, e una altrettanto irragionevole serie di proposte editoriali sconfortanti, ricevetti una risposta entusiastica di Andrea Tralli, ai tempi titolare di Panda Edizioni. Però sono molto legato anche a La lista di Socrate, il più recente e probabilmente il più compiuto.

Quale è il libro con dedica che ti è più caro?

Bournville di Jonathan Coe: non si capisce bene cosa abbia scritto, al termine di una presentazione a Londra alla quale avevo assistito con mio fratello; mi piace pensare che avendogli quest’ultimo detto che io avevo pubblicato dei romanzi, abbia scritto “all good writers”. In realtà, per citare ancora Granatelli, io sono solo un lettore; un lettore per giunta disordinato, che ogni tanto si diverte a scrivere.

A cura di Saul Stucchi

Dal vivo a Milano
La città come palcoscenico della musica

Dal 9 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027

Palazzo Morando
Via S. Andrea 6
Milano

Informazioni:

www2.comune.milano.it/web/palazzo-morando

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