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Voi siete qui: Arte » Giancarlo Decaro ospite della MicroMostra di ALIBI

6 Luglio 2026

Giancarlo Decaro ospite della MicroMostra di ALIBI

Doppiata ormai la boa del primo anniversario, sabato 4 luglio si è tenuta l’inaugurazione della tredicesima MicroMostra di ALIBI, ospite Giancarlo Decaro, uomo dai molteplici talenti e ignegni, sopra, dietro e lontano dal palcoscenico (πολύτροπος come l’Odisseo omerico che – a ben guardare – era prima di tutto un attore nato).

In quello che per me è l’anno di Calvino, Giancarlo ha scelto di esporre una sua opera davvero originale – in tutti i sensi – introducendola agli ospiti con una presentazione speciale. Assistito dalla moglie Catia, ha tenuto una lettura scenica della Storia dell’Orlando pazzo per amore da Il castello dei destini incrociati.

Non prima, però, di aver raccontato come è giunto al Castello e al mazzo Colleoni, recentemente al centro di una sontuosa mostra all’Accademia Carrara di Bergamo (Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna). È il caso di notare, en passant, che la precedente MicroMostra aveva per protagonista l’opera Ersilia di Edoardo Fontana, ispirata all’omonima tra le Città invisibili di Calvino (mentre io indossavo la t-shirt della Pro Loco di Mezzago con l’illustrazione disegnata da Cristiano Lissoni, ospite della prima MicroMostra del 2026: tutto si tiene!).

Giancarlo è nato nel 1973, l’anno in cui Calvino pubblicò Il castello dei destini incrociati, scritto su richiesta di Franco Maria Ricci, libro a cui Decaro è affezionatissimo. Una manciata di anni dopo Luca Ronconi fonda il Laboratorio di Prato e realizza un allestimento dell’Orlando furioso che rimarrà negli annali. Di qualche anno precedente è la guida alla lettura Orlando furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino: risale al 1970.

Osservando i tarocchi del mazzo Colleoni, Giancarlo si è soffermato sulla pisside tenuta in palmo di mano da vari personaggi: gli sembra identica a quella che compare nell’Incoronazione della Vergine e santi ovvero il Polittico di Valle Romita di Gentile da Fabriano, esposto alla Pinacoteca di Brera, tenuta in punta di dita da santa Maria Maddalena.

Sulla scatola dei Tarocchi d’Oro Visconti Sforza che ho prestato a Giancarlo per preparare la presentazione, realizzata da De Vecchi (regalo di compleanno o di Natale dell’editora di un paio di anni fa), c’è scritto: «questi tarocchi sono un capolavoro dell’arte rinascimentale». Ma in realtà – ha spiegato Giancarlo, alle prese con l’esame di Storia dell’arte moderna – la bottega dei Bembo (Bonifacio, Andrea e Benedetto) operava in pieno gotico internazionale.

Ancora si parlava quel linguaggio nelle corti, dove le carte venivano usate per giocare, certamente non per prevedere il futuro. Il mazzo Visconti Sforza venne pagato alla bottega varie volte la cifra corrisposta a Masaccio e Masolino da Panicale per affrescare la Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine a Firenze: questo per dare l’idea dell’ordine di grandezza tra i due linguaggi artistici.

Giancarlo non nomina l’opera, ma probabilmente anche lui pensa ai personaggi dei tarocchi ogni volta che – nella stessa sala XXII di Brera in cui è esposto il Polittico di Valle Romita – gira gli occhi verso il Polittico di Cagli di Nicolò di Liberatore, detto l’Alunno, in particolare l’elegante san Sebastiano in posa con l’arco che dovrebbe essere lo strumento del suo martirio.

Di corte in corte, di carta in carta, di pagina in pagina, dalla Pinacoteca di Brera al Castello dei destini incrociati, dall’Orlando di Calvino [ecco le ultime righe del suo racconto: «Nell’ultima carta si contempla il paladino legato a testa in giù come L’Appeso. E finalmente ecco il suo viso diventato sereno e luminoso, l’occhio limpido come neppure nell’esercizio delle sue ragioni passate. Cosa dice? Dice: – Lasciatemi così. Ho fatto tutto il giro e ho capito. Il mondo si legge all’incontrario. Tutto è chiaro»] all’Orlando dell’Ariosto.

Per studiare le gesta del quale Giancarlo ha realizzato una mappa mentale che è molto più di uno schema o riassunto: è un’opera d’arte da leggere, ammirare, perlustrare centimetro per centimetro, tra disegni, riproduzioni di illustrazioni, testi, rimandi e colori. Molto calviniana. E bellissima.

Saul Stucchi

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