Rimane tempo fino al 2 giugno per visitare all’Accademia Carrara di Bergamo la mostra Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna: assolutamente imperdibile. Meglio anzi preventivare una seconda – o, perché no?, un terza visita – perché ciascuna delle opere esposte richiede un’attenzione non superficiale per essere goduta come merita.
Giustamente la direttrice Maria Luisa Pacelli l’ha definita una mostra slow, invitando il pubblico a perdersi negli universi di queste carte. Curata da Paolo Plebani, si articola in un percorso diviso in sette sale che raccolgono materiale di un periodo lungo altrettanti secoli. È la realizzazione di un progetto iniziato qualche anno fa e passato sotto tre direzioni (quella di Maria Cristina Rodeschini prima, poi di Martina Bagnoli, fino all’attuale).

La preparazione della mostra ha visto in campo un incrocio di tante discipline e un grande sforzo organizzativo. Il primo obiettivo era riunire finalmente – anche se solo temporaneamente – il Mazzo Colleoni, e per farlo è stato attivato un progetto di ricerca che ha visti coinvolti Bergamo, Brera, Venaria Reale e gli USA. Attorno al Mazzo Colleoni – a cui significativamente è stata riservata la quarta sala del percorso, quella centrale – sono stati chiamati a raccolta altri mazzi, anch’essi di notevole interesse storico e artistico.
Chi le ha avute tra le mani, ha riferito della grande emozione di disporle nella teca e di mescolarle, contro la norma che vuole i prestiti separati, ben riconoscibili. Ecco quindi in bell’ordine tutte le carte superstiti, settantaquattro delle settantotto originali, ventisei della stessa Carrara, trentacinque arrivate dalla Morgan Library di New York e tredici prestate dalla famiglia Colleoni. Mancano all’appello e lasciano un vuoto – letteralmente – il Diavolo, la Torre, il Cavallo di Denari e il Tre di Spade.

Ma veniamo al percorso. Ecco le sezioni in cui si snoda il racconto di questi sette secoli ricchi di storie e di immagini:
- La corte in gioco
- I Trionfi di Petrarca
- I Tarocchi dei Visconti
- La biblioteca dei Tarocchi
- Il Mazzo Colleoni
- Dai Trionfi ai Tarocchi divinatori
- Tarocchi d’artista
Come dicevo in apertura, si tratta di una mostra che vale la pena rivedere. A me, per esempio, è capitato di notare alcuni dettagli soltanto nella seconda visita, come i ritratti del musicista Philip Glass e dello scrittore Colm Tóibín nei Tarocchi di Francesco Clemente, che ha assegnato loro, rispettivamente gli Arcani del Giudizio e dell’Eremita.
È questa, nel finale, la sezione che meglio illustra il ruolo fondamentale degli artisti nella storia dei tarocchi. Era impossibile rinunciarci, anche a costo – come è stato – di superare le “colonne d’Ercole” dell’Accademia Carrara, poste all’Ottocento.

Mostra e catalogo – prezioso quanto l’esposizione – indagano sul mistero dell’origine di queste carte dalla grandissima vitalità e capacità di genereare senso (centrale è il ruolo di Milano), oltre che espediente narrativo potentissimo, come dimostra in sommo grado la lezione di Italo Calvino (il ritratto fotografico dello scrittore come bateleur, ovvero Bagatto, realizzato da Mario Monge nel 1973, esposta nella sezione Biblioteca mi ha fatto riandare col pensiero alla mostra Destini incrociati. Italo Calvino e Franco Maria Ricci, allestita tra il 2023 e il 2024 al Labirinto della Masone di Fontanellato).
Se è vero che solo alla fine del Settecento diventano strumenti di divinazione, queste carte – nelle loro varie trasformazioni che la mostra mette bene in evidenza – hanno sempre mantenuto la capacità di essere attuali, dal Quattrocento – quando ancora erano Trionfi – fino a oggi.
Sono un tentativo di dare ordine al mondo, ma ancora prima di leggerlo, a cominciare dalla natura. E in un tempo di incertezze come quello che stiamo vivendo si fa più pressante la ricerca di chiavi di lettura del presente.
Saul Stucchi
Foto di Antonio Cadei
Tarocchi
Le origini, le carte, la fortuna
Informazioni sulla mostra
Dove
Accademia CarraraPiazza Giacomo Carrara 82, Bergamo
Quando
Dal 27 febbraio al 2 giugno 2026Orari e prezzi
Orari: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 9.00 – 19.00sabato, domenica e festivi 10.00 – 19.00
martedì chiuso
Biglietti: intero 15 €; varie riduzioni