Ieri sera, mercoledì 1 luglio, all’Auditorium di Milano si è tenuto il concerto inaugurale della XX edizione di Milano Arte Musica, Festival internazionale di musica antica che proseguirà fino al 27 agosto (un’anticipazione era stata l’esibizione del duo di clavicembalisti francesi Aline Zylberajch & Martin Gester a fine aprile con il concerto Une Soirée chez les Bach).
L’ensemble Accademia Bizantina – con Alessandro Tampieri al violino e alla direzione – ha proposto le quattro Suites per orchestra di Johann Sebastian Bach. A febbraio ho avuto il piacere di ascoltare l’ensemble, in quell’occasione diretto da Ottavio Dantone, al Teatro Giuseppe Verdi di Trieste alle prese con un’altra celebre composizione bachiana, il Concerto brandeburghese n. 5 contornato da altre composizioni barocche confluite nell’album Baroque Anatomy #5.
Un concerto così importante richiedeva una introduzione all’altezza e a chi affidarla, se non al professor Raffaele Mellace, storico collaboratore del festival e autore delle note di sala? Il musicologo ha tenuto una “lectio” martedì 30 giugno al Magazzino Musica, offrendo un’analisi in cinque punti delle Suites per orchestra.

Mi limiterò qui a menzionare l’ultimo, quello riservato alle sue ipotesi sulla scelta dell’ordine di esecuzione delle Suites, fatta la doverosa premessa che la numerazione è pura convenzione, non essendo nota la volontà del compositore (né la data di composizione delle singole opere):
- Suite n° 4 in Re maggiore BWV 1069
- Suite n° 1 in Do maggiore BWV 1066
- Suite n° 2 in Si minore BWV 1067
- Suite n° 3 in Re maggiore BWV 1068
Il musicologo ha proposto tre motivi per spiegare questa scelta. Il primo di tipo “logistico”, con l’organico al completo che poi si restringe nei due pannelli centrali per tornare infine al completo. C’è poi una logica tonale: con le estremità in Re maggiore, separate dalla n° 1 in Do maggiore e dalla n° 2 in Si minore.

Ma è alla terza ipotesi che pensavo ieri sera seduto in platea, purtroppo non gremita come avrebbe meritato l’occasione e soprattutto la bravura dei musicisti. Pur essendo tutte e quattro sommamente raffinate, “i bocconi più prelibati” – per citare l’espressione usata dal professore – sono stati riservati alla seconda metà del programma.
A separare le due metà un breve intervallo, giusto il tempo perché Andrea Restelli accordasse il clavicembalo. Se è vero che la Suite n° 3 è il vertice di quella cattedrale musicale che è la quadrilogia bachiana, mi sono ritrovato ad apprezzare la Suite n° 2, suonata nella formazione più compatta. Impossibile non menzionare Marco Brolli al flauto traverso, applauditissimo in particolare per la celeberrima Badinerie che chiude la composizione. Insieme al secondo movimento della Suite n° 3 – che non ha scritto Piero Angela, ha ricordato scherzando Mellace al Magazzino Musica – sono le pagine più note dell’intera architettura delle Partite.
Tampieri ha indicato più volte al pubblico la prova di singoli componenti dell’ensemble, come quella di Angela Lobato Del Castillo al violoncello. Ma tutti hanno meritato i calorosi applausi che hanno salutato la fine di questo concerto inaugurale che celebra un’edizione davverso speciale.
Il prossimo appuntamento è per domani, venerdì 3 luglio, alle ore 18.00 alla Basilica di Santa Maria della Passione con l’evento dal titolo Siviglia 1626: organo e polifonia nel IV centenario della Faculdad Organica.
Per gli amanti di Bach è il caso di segnalare l’abbonamento Passione Bach (45 € intero / 33 € ridotto) con cui sarà possibile assistere a tutti e quattro i concerti di sabato 22 agosto.
Saul Stucchi
Milano Arte Musica
XX edizione
Dal 30 giugno al 27 agosto 2026
Informazioni e programma: