Sullo sportello del frigorifero una calamita a forma di G regalatami in occasione delle mostre del 2019 su Giulio Romano mi ricorda l’ultima volta che sono stato a Mantova e me ne rinnova il desiderio (come se ce ne fosse bisogno!).
Ahimè, dovrò avere ancora un po’ di pazienza e voi lo stesso, fintantoché non sarà sotto controllo il famigerato Covid-19. Allora tornerà possibile viaggiare e riapriranno musei e mostre temporanee, come le tre organizzate dalla Fondazione Te per il progetto “Venere Divina. Armonia sulla terra”. La prima di queste mostre si intitola “Il mito di Venere a Palazzo Te” ed è dedicata alle rappresentazioni della dea dell’amore presenti nella residenza dei Gonzaga.

Come antipasto, diciamo, si potranno gustare sei video che raccontano il progetto espositivo e la puntata d’esordio della nuova serie sul mito di Venere, simbolo di rinascita mai tramontato, dall’antichità a oggi. Questa non poteva che partire dalla camera di Ovidio (così chiamata per le scene mitologiche tratte dalle sue “Metamorfosi”), un ambiente piuttosto piccolo che insieme ad altre due sale un tempo formava un appartamento a sé stante.
A partire da domenica 21 marzo, nella sezione “Mnemosyne” del sito www.fondazionepalazzote.it si potranno vedere i sei filmati in cui i curatori Stefano Baia Curioni, Francesca Cappelletti, Claudia Cieri Via e Stefano L’Occaso presentano le tappe del programma culturale di “Venere Divina. Armonia sulla terra”.
I sei filmati
- A Stefano Baia Curioni, Direttore di Fondazione Palazzo Te, spetta l’introduzione con la presentazione delle ragioni del progetto e del suo valore per il territorio mantovano.
- Due i video con protagonista Francesca Cappelletti, componente del Comitato Scientifico e Direttrice della Galleria Borghese di Roma. Nel primo racconta la storia del quadro “Venere che benda amore” di Tiziano che a giugno arriverà a Mantova in prestito dalla “sua” Galleria. Nel secondo, invece, illustra la mostra “Venere. Natura, ombra e bellezza” che si terrà a settembre.
- Anche la storica dell’arte e curatrice Claudia Cieri Via compare in due video: nel primo per rievocare il mito di Venere a Palazzo Te attraverso l’arazzo realizzato da Nicolas Karcher su cartone di Giulio Romano e la scultura “Afrodite velata” datata al II secolo a.C., prestiti praticamente a km zero visto che vengono da Palazzo Ducale. Nel secondo filmato, invece, la storica dell’arte si sofferma su alcune delle Veneri raffigurate negli affreschi e nelle decorazioni dipinte da Giulio Romano e allievi nella dimora estiva di Federico II Gonzaga (ne sono state contate più di una ventina).
- A chiudere il ciclo il Direttore di Palazzo Ducale, nonché componente del Comitato Scientifico del progetto “Venere Divina”, Stefano L’Occaso che racconta l’arrivo a Mantova dell’arazzo “Venere spiata da un satiro, con i puttini”.
Saul Stucchi
Didascalia:
Giulio Romano e allievi
Il bagno di Marte e Venere
Camera di Amore e Psiche 1527-1528
Affresco
Mantova, Palazzo Te
Foto: Gian Maria Pontiroli
© Fondazione Palazzo Te