Cosa leggere a giugno? Beh, se proprio non volete intraprendere un viaggio nelle quasi tremila pagine della Storia della decadenza e caduta dell’impero romano di Edward Gibbon (ma almeno seguite l’avventura intrapresa da ALIBI Online…), allora vi proponiamo tre titoli.
Torna Stucky
Il 16 giugno arriverà in libreria “Pericolo giallo” di Fulvio Ervas (per i tipi di Marcos y Marcos), settimo caso per l’ispettore Stucky che questa volta ha a che fare con i centri per i massaggi cinesi (in cui in realtà i servizi prestati ai clienti sono di altro tipo…) e una misteriosa auto rubata di colore giallo che sfreccia, imprendibile, per il nord del Paese.
Qui sotto potete vedere il “trailer” del romanzo.
Caffè amaro in Sicilia
Feltrinelli ha invece recentemente mandato in libreria “Caffè amaro”, “il primo romanzo storico” di Simonetta Agnello Hornby.
Attraverso la vicenda d’amore di Maria che giovanissima sposa un già maturo Pietro e poi accetta di vivere con intensità la passione per l’amico Giosuè la scrittrice ripercorre la storia della sua Sicilia, dai Fasci siciliani all’instaurazione del regime fascista fino ai drammatici bombardamenti di Palermo, passando per le leggi razziali.
Il romanzo è stato presentato al Salone del Libro di Torino: a quell’occasione si riferisce il video qui sotto.
La Spagna di Sciascia
Leonardo Sciascia provò sempre un forte sentimento d’amore per la Spagna. Alla terra iberica dedicò “Ore di Spagna”, raccolta di dieci racconti basati su annotazioni di viaggio, pubblicati tra il 1980 e il 1985 sul Corriere della Sera e su Epoca.
Quell’opera torna in una nuova edizione aggiornata nella collana In Parole di Contrasto, con una quarantina di fotografie di Ferdinando Scianna.
Ha scritto Sciascia:
Il giusto viaggiare è quello di non conoscere, nei luoghi in cui si va, nessuna persona o pochissime; di non avere commendatizie da consegnare e appuntamenti cui consegnarsi; di non avere impegni che con sé stessi, per vedere senza affanni le cose che abbiamo desiderato vedere e che di solito, almeno per me, non sono – di una regione, di una città – moltissime. Certo l’incontro con persone può anche funzionare come rivelazione di quello che si suol dire il genio del luogo; ma oggi un po’ meno ed è comunque meglio contemplare un tal genio nelle cose.