• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Teatro & Cinema » Gabriele Paolocà fa Amleto ai tempi di Facebook

2 Maggio 2016

Gabriele Paolocà fa Amleto ai tempi di Facebook

Gabriele Paolocà in Amleto FXTeatro. Ecco cos’è la vita: puro teatro. E che capolavoro è l’uomo! (What a piece of work is a man). Lo esclama Gabriele Paolocà al termine del suo spettacolo “Amleto FX” andato in scena l’altra sera, 30 aprile, al Teatro Sala Fontana di Milano, purtroppo unica data in cartellone. E viene da credere alle parole del principe di Danimarca, tanto piacevole, sorprendente, intenso, ironico e drammatico è il monologo. One man show.

Un Amleto da suicidio

Sul palcoscenico solo pochi elementi di scena a disegnare la scenografia: una scrivania, un cappio che pende dal soffitto e una gigantografia della Camera di Vincent ad Arles, in bianco e nero. L’attore si spoglia dei panni del personaggio classico e mette bene in mostra l’elastico dei boxer con la scritta “Uomo”: niente di meno.

E poi dà vita al suo canto di morte. Lo fa intessendo poesie di Pascoli (il 10 Agosto), canticchiando Back To Black di Amy Winehouse (We only said goodbye with words / I died a hundred times / You go back to her / And I go back to… / I go back to us) con due rami spogli in mano (non sarà mica un richiamo al ragazzo aspirante attore che si toglie la vita nel film L’attimo fuggente??!).

L'attore Gabriele Paolocà nello spettacolo Amleto FXIn bilico sul filo dell’ironia Paolocà richiama dall’aldilà una serie di celebri suicidi, in maniera più o meno diretta. Già la t-shirt dei Joy Division è un’aperta allusione che diventa spalancata quando l’attore fa la parodia di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. E poi c’è Marilyn Monroe che canta Happy Birthday a JFK… Ah, no: è Amleto che per compiacere la madre Gertrude augura buon compleanno allo zietto Claudio.


C’è del cinema in Danimarca

Tra citazioni cinematografiche di grandi classici, composte in un abile patchwork, e veloci cambi di registro che mostrano tutta la sua bravura, l’attore presenta al pubblico un nuovo Amleto che in fondo, però, è fedele alla linea del suo modello.

Sì, certo: c’è Facebook con le notifiche di Messenger (esilarante lo scambio di messaggi con la povera Ofelia, annichilita e indotta al suicidio a colpi di Pasolini), ma il cuore del dramma rimane quello. Amleto è un adolescente incompreso, con la mamma zoccola e lo zio bastardo. Non riesce a elaborare il lutto per la morte del padre e beve cocktail dal biberon… Che pena che fa quando supplica: “Basta che torni, papà!”.

Ma come dicevamo più sopra, ai momenti di pathos (di cui è ricco l’Amleto teatral-cinematografico di Lyndsey Turner con Benedict Cumberbatch) si mescolano quelli di comicità. Due in uno, i suoi Rosencrantz e Guildenstern sono indimenticabili, coatti de Casa Pound che sono tornati non per il principe, ma per la Danimarca (“p’a’ Patria!”). E tanto altro ancora, tra Tenco, Mork e i nostri corpi portati in giro come valigie.

Coup de théâtre

E il recensore non si è stupito neppure tanto quando, dopo lo spettacolo, è andato a cena in un ristorante vicino al teatro e mentre attendeva di essere accompagnato al tavolo che aveva riservato si è visto comparire il professore della laurea che non vedeva da tanti anni. Quel professore che lo chiamava “il suicida”, un po’ per via del nome, un po’ per il tema della tesi, sul suicidio di massa in Flavio Giuseppe. Teatro. Puro teatro è la vita e tutto il mondo è palcoscenico.

PS: il prossimo spettacolo in cartellone, dal 13 al 15 maggio, è il Riccardo III di e con Michele Sinisi. Naturalmente da William Shakespeare.
Saul Stucchi
Foto di Manuela Giusto

Amleto FX

  • di e con Gabriele Paolocà
  • collaborazione alla regia Michele Altamura, Gemma Carbone
  • scene Gemma Carbone
  • 
disegno luci Martin Emanuel Palma

30 APRILE 2016 ore 20:30

Teatro Sala Fontana
via Boltraffio 21
Milano

Informazioni:
Tel. 02.69.01.57.33
www.teatrosalafontana.it

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Teatro & Cinema

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Il giradischi dei ricordi all’incontrario va…
  • Alcune proposte musicali per il mese di marzo
  • Mostra fotografica di Simone Cozzi a Vedano al Lambro
  • Recensione di “Dalla montagna perduta” di Pierre Jourde
  • “Le cose”: un racconto di Giovanni Granatelli

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi