• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Biblioteca » Presentato a Milano Il sesto Faraone di Hans Tuzzi

29 Aprile 2016

Presentato a Milano Il sesto Faraone di Hans Tuzzi

Presentazione a Milano del romanzo Il sesto Faraone di Hans Tuzzi“È un giallo ed è qualcosa in più” esordisce Roberto Casalini di Wired introducendo la presentazione de “Il sesto Faraone” di Hans Tuzzi (edito da Bollati Boringhieri) alla Libreria Centofiori di Milano, mercoledì scorso, 27 aprile.

“Sono sordo di questo orecchio”, aveva scherzato qualche attimo prima Hans Tuzzi scegliendo di sedersi alla sinistra del giornalista. Seconda tavola di un trittico avente per protagonista l’enigmatico Neron Vukcic, “Il sesto Faraone” è ambientato ad Alessandria d’Egitto. Come mai Tuzzi ha scelto la Sposa del Mediterraneo come scenografia per la seconda avventura del “giovane Nero Wolfe”? Innanzitutto, ci tiene a precisare l’autore, Neron Vukcic “potrebbe” essere Nero Wolfe prima di approdare in America.

La copertina del libro Il sesto Faraone di Hans TuzziTuzzi voleva divertirsi un po’ e l’unico modo di divertirsi che conosce uno scrittore è quello di scrivere. Ha scelto di farlo inventando una serie “in costume”, ma ambientandola in un’epoca a lui non totalmente ignota.

Ha ricordato che Tolstoj non scrisse dei tempi della grande Caterina perché, diceva, non riusciva a immaginare come le persone si muovessero in quell’epoca. Invece il periodo scelto da Tuzzi – la fase terminale dell’impero Austro-ungarico – gli è in qualche modo familiare perché era quello dei suoi nonni.

Ma come invitare il lettore alla sospensione della credulità, indispensabile per averne la fiducia mentre lo si guida in una vicenda d’invenzione? Lui è ricorso a questo escamotage: ha messo in scena non un personaggio storico, bensì un personaggio letterario.

Nero Wolfe si prestava perfettamente alla bisogna. In realtà Neron Vuckic è un personaggio autonomo, indipendente dal modello, da cui si discosta per differenze di carattere e oggettive. Per Tuzzi è stata una sfida creativa, oltre che un grande piacere giocare con il protagonista.

I personaggi storici, comunque, ci sono, anche se rimangono sullo sfondo. Casalini ha sottolineato il gioco molto sapiente dell’allusione che Tuzzi pratica quasi in ogni pagina. Non è necessario cogliere tutti i riferimenti letterari, storici e culturali, ma certo una buona parte del piacere della lettura viene da questa seconda sfida (a me verrebbe da definirla lucreziana), lanciata questa volta al lettore.

Va anche notato che Vukcic non ha una spalla, un deuteragonista come l’Archie Goodwin che accompagna il personaggio di Stout. Ed non è ancora diventato l’eccentrico che sarà Nero Wolfe, anche se alcuni tratti della sua personalità già fanno presagire i futuri sviluppi. In questo secondo caso Vukcic esordisce come investigatore, dopo essere stato agente del controspionaggio nel precedente “Il trio dell’Arciduca”.

Alessandria, per tornare alla prima domanda, è un concentrato scenografico di storia, di storie, abitata da numerose comunità: greci, “ebrei e copti, italiani e armeni, siriani”… Città raccontata da Kavafis, Edward M. Forster e Lawrence Durrell, patria di Ungaretti…

E poi c’è un piccolo cammeo per l’occultista Aleister Crowley, citato anche da Leonardo Sciascia nel suo libro “Il mare colore del vino”. Lo sapevate che Crowley coinvolse Fernando Pessoa nel suo falso suicidio? “Vedete come i libri rimandano ad altri libri?”. Verissimo!

Saul Stucchi

Il romanzo inizia così:

Costruita su un promontorio di ardesia, la città voluta dal figlio di Giove Ammone, il giovane re-dio che placa le onde in tempesta – pensò oziosamente l’avvocato Eustace Horne mentre il ghiaccio tintinnava nel bicchiere e tra luci soffuse la fanciulla sul palco muoveva sapientemente tutti i muscoli addominali – in realtà era una nave alla fonda sul mare del passato. Sbagliava chi definiva Alessandria città della memoria. Del sogno, sì: ma il sogno di un passato.

  • Hans Tuzzi
  • Il sesto Faraone
  • Bollati Boringhieri
  • 2016, 165 pagine, 14,90 €
Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Biblioteca

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • A Milano tornano “I giorni dell’ostinazione”
  • “Le armoniose stagioni” di Vivaldi al Conservatorio di Torino
  • “La più bella. La versione di Elena” di Brunella Schisa
  • Recensione del romanzo “Orbital” di Samantha Harvey
  • Da Miraggi “Pabitele”: i racconti di Bohumil Hrabal

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi