Fate la prova: digitate in un motore di ricerca “Servillo parola”. Ancora prima che finiate di scrivere, il suggeritore automatico vi proporrà di completare con “parolaccia”. La sfortunata uscita dell’attore con la giornalista di RAI News ha destato ai tempi del trionfo ai Golden Globe (cioè solo l’anno scorso) clamore e polemiche. Spesso pretestuose. A qualcuno dà fastidio il talento di Toni: problemi suoi.
Dopo aver visto (ma sarebbe più corretto dire “ascoltato”) lo spettacolo di ieri al Piccolo Teatro Strehler di Milano non si può che regalargli il complimento che Carosello faceva a Virna Lisi: “con quella bocca può dire quello che vuole”. Naturalmente vale anche per il fratello Peppe, seconda colonna portante e assolutamente sonora de La parola canta che fareste bene a non perdervi per nessuno motivo. Avete tempo fino al 19 aprile.
Sul palcoscenico dello Strehler i due fratelli sono come i Dioscuri: quando uno è sotto i riflettori, l’altro rimane – letteralmente – in ombra. Lo spettacolo inizia con il botto (e come poteva essere altrimenti, essendo dedicato a Napoli, la città dei botti per antonomasia?!), con un lunghissimo elenco di definizioni, insulti ed epiteti della città partenopea, cantilenato da Toni che va su e giù con la voce come se percorresse i vicoli e le strade “sott e ‘ncoppa”. Uno scioglilingua (di Mimmo Borrelli) che lascia senza fiato lui e noi in sala. Un florilegio di puro barocchismo vocale e allo spettatore viene il dubbio che il meglio sia già stato presentato, cos’altro potrà superarlo? E invece siamo solo all’inizio.
Complici gli straordinari Vincenzo Di Donna, Luigi De Maio, Gerardo Morrone e Antonio Di Francia del quartetto d’archi Solis String Quartet ai quali il pubblico ha riservato calorosissimi applausi, i due si sono alternati in un coinvolgente duello di bravura. Toni recitando, celiando (con quella bocca può fare tutte le smorfie che vuole, l’abbiamo detto), imprecando; Peppe cantando e gesticolando come un attore consumato.
Davvero si può dire che i due fratelli cantino poesie e recitino canzoni, con materiale preso in prestito da Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, E. A. Mario (al secolo Giovanni Ermete Gaeta), Libero Bovio, Enzo Moscato, Mimmo Borrelli e Michele Sovente, quest’ultimo ricordato con affetto da Toni. La storiella di Vincenzo De Pretore (da Eduardo) vale da sola il biglietto. Ma tutto il resto è tutt’altro che contorno. È musica, sono sviolinate, corse e rincorse per i bassi, storie d’amore infelice e santi e madonne. Alla ricerca di Zazà.
Saul Stucchi
Foto: Marco Caselli Nirmal
Dal 14 al 19 aprile 2015
LA PAROLA CANTA
con Peppe e Toni Servillo e con i Solis String Quartet
- Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00
- Durata: 1 ora e 20 minuti senza intervallo
- Biglietti: platea 33 €; balconata 26 €
Piccolo Teatro Strehler
Largo Paolo Grassi 2
Milano
Informazioni e prenotazioni:
tel. 848800304
www.piccoloteatro.org