Uno dei luoghi comuni sull’opera lirica più duri a morire è quello che la considera una forma di spettacolo incomprensibile e relegata a un passato ormai ammuffito, che non ha nulla da dire al e sul presente (se ne parlava giusto un mese fa con il giornalista Alberto Mattioli nell’incontro “L’ostinazione all’opera” alla Biblioteca Ostinata di Milano).
Un’ottima smentita a questa serie di sciocchezze è fornita da Romanzo criminale la nuova opera composta da Nicola Piovani su libretto di Giancarlo De Cataldo, andata in scena in prima rappresentazione assoluta al Maggio Musicale Fiorentino dal 23 al 31 ottobre, con Piovani nel ruolo di maestro concertatore e direttore.

Qualcuno dei lettori di ALIBI sa della mia passione per la pratica della riscrittura. Eccoci di fronte a una delle infinite declinazioni – e possibilità – di questa operazione che da una parte dice del successo e della forza dell’originale, dall’altra ne amplifica il potenziale e ne riverbera i significati. De Cataldo non ha infatti ridotto e condensato il materiale del suo libro uscito da Einaudi nel 2002 – e che già aveva gemmato il film di Michele Placido (2005) e la serie televisiva diretta da Stefano Sollima (2008 – 2010), l’ha in qualche modo riscritto per adattarlo al nuovo contesto.
L’incontro e l’incrocio di tre talenti – quelli di De Cataldo nella scrittura, di Piovani nella composizione e di Massimo Popolizio nella regia – ha confezionato un’opera che ha convinto il pubblico, prova ne sono stati i calorosi applausi al termine della rappresentazione. Naturalmente il merito va riconosciuto anche al cast degli interpreti e all’Orchestra e al Coro (sotto la direzione del maestro Lorenzo Fratini) del Maggio Musicale Fiorentino.
Nella data di mercoledì 28 ottobre un avviso ha segnalato che il baritono Alberto Petricca, nel ruolo del Freddo, era indisposto ma avrebbe comunque sostenuto la parte per senso di responsabilità: la sua prova è stata soddisfacente, al pari di quelle dei suoi colleghi sul palcoscenico. Tra tutti ho apprezzato in modo particolare Vanessa Goikoetxea come Patrizia e Davide Zaccherini come Gemito (in qualche modo ha ragione il Libanese, Carlo Raffaelli, quando canta «Bravo, Gemito, la parte tua / l’hai fatta per bene»).

Tanto è nota la vicenda al centro di questa riscrittura di Romanzo criminale che non ha senso accennarla qui. Seduto in platea riflettevo sulle similitudini tra questo plot e quello della saga tebana che tanti frutti ha prodotto nel teatro greco e ancora in quello moderno (in un’infinita e inesausta galleria di riscritture, appunto). In qualche modo c’è qualcosa di antico in questa storia. Un po’ perché la Patrizia della prima scena ricorda la splendida Elena che sulle mura di Troia mostra a Priamo i combattenti Achei: «Io li conoscevo bene / quelli come loro. / Io li conoscevo bene».
Un po’ perché la lotta tra i clan che si contendono il territorio e i suoi traffici rievoca la guerra di bande, come sottolineato dal martellare tribale dei tamburi. La Roma eterna, con le sue leggi non scritte ma ferree, quella del fratricidio originario, simbolo ed esempio di tutti i tradimenti che verranno nei secoli, è lì: insieme vittima e complice dei delitti di questi lupi affamati.
È la Roma coatta di Pasolini a cui tante volte Popolizio ha dato voce, per esempio recentemente portando in giro (finanche in Brianza) Pasolini. Una storia romana, accompagnato dal violoncello di Giovanna Famulari. Il coro, ovvero la società, sta a guardare sugli spalti, come fosse una partita di calcio o un incontro di boxe lo scontro tra le fazioni rivali.

C’è anche dell’autoironia metateatrale in questo Romanzo criminale, nel momento drammaticamente più intenso, in questo scambio tra il Libanese e Dandi (Anthony Ciaramitaro):
Libanese
Un giorno questo trono
ti sarà fatale,
lo sai.
Dandi
Come sei teatrale!
Quel giorno arrivi
più tardi che mai,
nessuno è eterno.
La transitorietà che accomuna il destino di tutti, persino chi detiene il potere, è ben esposta nella tirata del Terribile (Toni Nežić) che chiude la lista dei transeunti così:
e perfino il capoccione,
ch’era forse il più dotato
s’affacciava dal balcone,
alla fine ha capottato anche lui
morammazzato.
Ascoltando queste parole ho ripensato a Dux, il bronzo di Benito Mussolini realizzato da Adolfo Wildt nel 1923, preso a martellate dai partigiani durante la Liberazione, esposto nel percorso della mostra Broken, il potere del frammento al Palazzo Strozzi di Firenze.
A riprova della vitalità dell’opera lirica, Romanzo criminale fornisce allo spettatore numerosi spunti di riflessione sul presente (e dunque sul futuro), così come l’altra opera contemporanea a cui ho assistito quest’anno, ovvero Olympia di Nicola Campogrande, messa in scena al Teatro Comunale Nouveau di Bologna.
L’opera parla di noi anche quando racconta di una banda che si è spartita la capitale negli anni Ottanta e quando il coro intona il Miserere, lo canta anche per noi.
Chiudo con una segnalazione: la locandina, come le altre della stagione, è firmata da Gianluigi Toccafondo, di cui è in corso a Milano la mostra intitolata “Le prime stelle – Le dive italiane che sedussero il cinema”: la si potrà visitare al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Cineteca Milano in viale Fulvio Testi 121 fino al 7 marzo 2027.
Saul Stucchi
Foto di Michele Monasta
Romanzo criminale
Maestro concertatore e direttore Nicola PiovaniMaestro del Coro Lorenzo Fratini
Regia Massimo Popolizio
Libretto Giancarlo De Cataldo
Scene Margherita Palli
Costumi Silvia Aymonino
Luci Pasquale Mari
Coreografia Michele Abbondanza
Immagini Jacopo Stoppa
Regista collaboratrice Paola Rota
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Ruoli e interpreti
Patrizia, Vanessa Goikoetxea
Giovane prostituta, Ilaria Monteverdi
Madre del Libanese, Valentina Pernozzoli
Libanese, Carlo Raffaelli
Dandi, Anthony Ciaramitaro
Scialoja, Matteo Desole
Gemito, Davide Zaccherini
Freddo, Alberto Petricca
Bufalo, William Hernández
Terribile, Toni Nežić
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Teatro del Maggio Musicale FiorentinoPiazza Vittorio Gui 1, Firenze
Quando
Dal 23 al 31 ottobre 2026Orari e prezzi
Orari:23 ottobre ore 20:00
25 ottobre ore 15:30
28 ottobre ore 20:00
31 ottobre ore 17:00
Durata: 2 ore e 20 minuti
Biglietti: informazioni sul sito ufficiale