
Il celebre inviato speciale del Corriere della Sera racconta la sua vita prima di approdare al giornalismo.
Questa volta l’inarrivabile inviato speciale del Corriere della Sera non racconta quello che ha visto nel “suo” Afghanistan o nei lunghi viaggi per il mondo, come nei precedenti libri in cui ha raccolto i reportage dedicati alle grandi vie d’acqua (Fiumi), ai percorsi ferrati (Treni) e alle guerre che insanguinano il pianeta.
Questa volta è tornato a casa: ha fatto un viaggio nella memoria per raccontare la sua vita, particolarmente ricca di esperienze originali.
Il sottotitolo, “Storia di una vita randagia” non può sorprendere i numerosi e fedeli lettori di Mo, mentre il titolo, Ma nemmeno malinconia, risulta in un primo momento enigmatico. Viene però spiegato nel corso del racconto autobiografico (non sveleremo qui da dove viene la citazione; diciamo solo che si tratta di una canzone d’antan) e il lettore capirà che non è stato scelto a caso. Mo svela i particolari della sua infanzia trascorsa in un paesino del lago Maggiore (“ma il lago non mi è mai piaciuto”); la scuola in epoca fascista – col compagno di giochi, un giorno, assistette al passaggio del duce; i personaggi originali con cui condivise quegli anni. Prima di leggere quest’autobiografia, pochi potrebbero ammettere di sapere già che Mo da giovane era sulla strada per diventare un tenore lirico. Il “morbo” del bel canto glielo attaccarono i preti e le pagine in cui il giornalista racconta la sua formazione canora sono tra le più godibili (e ironiche) del libro. Il reporter ha fatto mille mestieri prima di approdare alla redazione londinese del Corriere, ma ha sempre seguito il monito del padre che un giorno gli disse: “Vai dove vuoi, fai ciò che vuoi o che puoi fare, ma una cosa non devi assolutamente fare: scendere in miniera. Mai e poi mai!”. In realtà qualche volta ci è sceso, in miniera, ma soltanto per raccontare le condizioni di vita degli sfortunati che faticano nelle viscere della terra. Per sbarcare il lunario e conoscere il mondo si è tenuto lontano dalle miniere ma ha fatto il cuoco a Parigi, il maestro in una scuola spagnola, il mozzo su una nave da crociera, il lavapiatti in Lapponia…Una vita davvero randagia, irripetibile. E tutto questo prima di tornare a viaggiare per il mondo con il taccuino in tasca per raccontare ai lettori italiani guerre, tragedie e speranze di milioni di persone.
Saul Stucchi
Ettore Mo
Ma nemmeno malinconia. Storia di una vita randagia
Rizzoli
187 pp. 17,50 €