
Sabato sera la Biblioteca Civica di Mezzago (MB) ha ospitato la presentazione del libro Il metodo Strehler, edito da Skira. Ne ha parlato con la curatrice Stella Casiraghi, scrittrice nonché promotrice e organizzatrice culturale, lo scrittore Lorenzo Zumbo.
Come spiega il sottotitolo, Diari di prova della Tempesta scritti da Ettore Gaipa, il libro è il resoconto di quattro mesi di intensa attività (dal 6 marzo al 28 giugno 1978) che portarono alla realizzazione di uno spettacolo che ha fatto storia. Zumbo ha introdotto il volume parlando del teatro come forma del mondo e del libro stesso come interrogazione del testo scespiriano della Tempesta da parte di Strehler. Per scriverlo Stella Casiraghi, “pignola ricercatrice e archivista”, è salita e scesa dalle fonti che ha consultato come un palombaro. Il libro è anche la cronaca delle quotidiane lotte di Strehler con la propria immaginazione, con gli attori, con gli spazi fisici di due teatri molto diversi tra loro – il Piccolo, dove ebbero inizio le prove, e il Lirico, dove proseguirono e andò in scena lo spettacolo -, con l’idea stessa di teatro.
Erano i mesi del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro e la Tempesta non poteva che diventare metafora dello sconvolgimento che stava vivendo il Paese.

Casiraghi ha esordito parlando dell’urgenza che sentiva di raccontare il Maestro attraverso il suo metodo, che ha potuto ammirare da vicino, avendo lavorato con lui per vent’anni. Ma soprattutto ha voluto parlare alle giovani generazioni della fatica di lavorare su un progetto e della soddisfazione che si prova alla sua realizzazione, magari mai piena, ma sempre degna di essere ricercata e ambita. “Accettatevi con umiltà, ma agite” ha scritto Gaipa e in questa frase Casiraghi vede la cifra di Strehler. L’autrice ha pensato che la strada migliore fosse quella di far parlare un testimone diretto di quell’epica impresa e Gaipa, ombra di Strehler per molti decenni, era la persona giusta.
La presentazione è stata intramezzata dalla lettura di alcuni passi del libro, affidata a Lucia Clarotto, una liceale che sta studiando recitazione, e dalla proiezione di due spezzoni delle riprese televisive dello spettacolo. Nel lavoro in teatro è fondamentale essere pragmatici, concreti, ha aggiunto Casiraghi, ricordando il lavoro fisico del regista con gli attori, con lo spazio (la pancia del teatro) e con il testo. E le note di Gaipa (che si leggono come le pagine di un romanzo, perché il libro è un romanzo, ha detto Zumbo) raccontano proprio i tentativi, le vittorie e le sconfitte, le modifiche, le crisi e le insoddisfazioni, di un regista di genio alle prese con uno spettacolo che sarebbe stato memorabile, destinato ad avere centinaia di repliche in tutto il mondo.
Il metodo Strehler.
Diari di prova della Tempesta scritti da Ettore Gaipa
a cura di Stella Casiraghi
Skira, 2012
176 pagine, 24 €