Quando il nostro mondo esplode in frantumi, abbiamo bisogno di parole solide sulle quali rifondarlo: ci occorre un alfabeto di certezze, mi verrebbe da dire “un lessico familiare”. Facevo questa riflessione una sera di qualche mese fa, al termine dello spettacolo A come Srebrenica, con Roberta Biagiarelli, intessuto attorno a pochi termini che funzionano da nodi, difficili da sciogliere ovvero da comprendere appieno: A come assedianti e assediati…

Di seguito ho intrapreso la lettura de La disposizione degli organi interni, l’esordio letterario di Sofia Natella, giovane blogger autrice di Pensieri senza mutandine. A colpirmi, per primo, è stato il ricorso a questo stesso espediente, a questo impiego delle parole come mattoni per ricostruire. Sofia ama e frequenta i dizionari e lo dimostra scegliendo con cura i termini, ma non deraglia nello sfoggio fine a se stesso perché cuce le parole in periodi armoniosi, ben calibrati. Lo stile è la seconda, piacevole, sorpresa di questo libro che possiamo leggere come intima e sofferta ricerca dell’orgasmo perduto, come manuale di medicina del corpo prima e dell’anima poi o insieme (senza dubbio i libertini del Settecento lo avrebbero aggiunto al loro catalogo di libri da leggere con una mano sola). “Avere un orgasmo vuol dire A come Amnesie transitorie. C come Crisi da sovraccarico sensoriale. G come Globuli rossi che vengono a truccarmi le guance abbandonando il cervello. P come Perdita di coscienza. R come Respiri rapidi. S come Spasmi simpatici”.
La protagonista è una giovane donna impegnata, si fa per dire, in un lavoro che non le piace, circondata da colleghe che definisce “ornitologhe” per la loro esperienza in fatto di uccelli. La sua metà è Lui, con la L maiuscola, un uomo di cui pagina dopo pagina veniamo a sapere qualche dettaglio che però si somma in un risultato forse troppo contratto. L’amica Eva è invece valvola di sfogo e ciambella di salvataggio, almeno finché la sua vita non prende una piega inaspettata… Ma tutti fanno da contorno, da spettatori, anche se a volte interagiscono con la protagonista giusto il tempo di rimettere in moto (inavvertitamente e del tutto inconsapevolmente) la sua sempre più angosciata ricerca del piacere.
L’itinerario è un percorso che si snoda in maniera classica attraverso le stazioni della prognosi, della cura e della tanto sospirata guarigione, del raggiungimento della quale gran parte del merito va riconosciuta all’ombroso dottore: chi non ne vorrebbe uno così? Saggio, sintetico, incisivo e disposto a imporre un distacco che a prima vista può sembrare crudele ma che si rivelerà salutare. Al termine di questo intenso itinerarium corporis ad voluptatem non può che esserci lui: l’orgasmo. “Inizia piano. Un fluttuare lento che nasce al largo del mare, nelle viscere abissali della carne, sotto la superficie ancora piatta e setosa della pelle. Velocemente s’increspa di vento e di correnti calde, che montano da sotto smuovendomi il fondale in cerchi veloci e risalgono dal sesso a gorgogliarmi in gola”.
Post scriptum: (stavo scrivendo “post coitum” e sarebbe stato un lapsus freudiano davvero lapalissiano…): merita attenzione il bel messaggio stampato sull’ultima pagina del libro che recita: “Questa parte di albero è diventata libro sotto i moderni torchi di Grafica Veneta, Trebaseleghe (PD) nel mese di luglio 2011. Possa un giorno dopo aver compiuto il suo ciclo presso gli uomini desiderosi di conoscenza ritornare alla terra e diventare nuovo albero”.
Saul Stucchi
Sofia Natella
La disposizione degli organi interni
Aliberti
2011; pp. 238
15 €