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Voi siete qui: Arte » Andy Warhol – The bomb

19 Novembre 2006

Andy Warhol – The bomb

 

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Campbell Soup bag

Continua fino al 27 gennaio “Andy Wharhol. The Bomb” presso la Vecchiato New Art Galleries di Padova.
In mostra una selezione delle opere dell’artista newyorkese, trenta pezzi tra serigrafie e sculture provenienti dalla Fondazione Andy Warhol, per ripercorrere i momenti salienti dell’intero arco della sua attività artistica, dagli anni sessanta fino agli anni Ottanta. Dalle celebri “icone da supermarket” come Campbell’s soup can shopping bag alla cover del disco omonimo dei Velvet Underground, fino al feticcio americano per eccellenza, il celebre Dollar Bill (serigrafia su tela), geroglifico contemporaneo del very politically correct.

 

 

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Diamond dust shoes

A essi si aggiunge un pezzo di singolare spessore: un’inedita scultura del 1967, l’unica di grande formato realizzata dall’artista, dal titolo Bomb (modello di bomba dipinto a spray), pubblicata nel catalogo generale Andy Warhol. Paintings and Sculptures, 1964-1969, esempio calzante della viscerale vena pop associata al tridimensionale. L’opera cela un curioso aneddoto, in quanto doveva essere offerta come premio per un concorso sponsorizzato dalla rivista New York Magazine, successivamente pubblicato da The New York World- Journal Tribune. Il 22 gennaio 1967 in un articolo intitolato “Come with me bomb”, Ralph Schoenstein invitava i suoi lettori a partecipare al concorso per progettare una bomba ad acqua in questi termini: “Celebriamo la fine della carenza idrica ritornando al più divertente tra tutti i giocattoli di guerra, l’unico che un uomo pacifico possa vedere cadere su Hanoi, dato che mai i civili di Ho potranno essere feriti da una doccia”. Ai lettori veniva dunque offerto come primo premio una bomba U.S. Air Force, decorata personalmente da Andy Warhol. A testimoniare l’occasione, una vivace fotografia che vede l’artista abbracciare orgogliosamente il suo argenteo manufatto, pubblicata assieme all’articolo di Schoenstein.

 

 

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Princess of Wales

La mostra propone inoltre una deliziosa galleria di ritratti celebri, stile copertina di Vogue, come Enzo Cucchi, Karen Kain, Rauschenbusch, Jean Paul Barbier, Joan Collins, Mildred Scheel, Karen Lerner, Natalie Sparber, Carlo e Diana. Si tratta dei volti celebri di quella New York mondana generatrice dell’arte pop, con tutto il relativo jet set fatto di moda, feste, frequentazioni, apparizioni. Erano i committenti stessi a fornire a Warhol le fotografie dalle quali veniva fatto il ritratto e l’intervento dell’artista veniva quindi ridotto il più possibile, come ebbe a dire Warhol stesso: “il massimo del prodotto col minimo di soggettività”. Questa qualità astratta dell’immagine che rinuncia all’approfondimento psicologico è evidente nella frontalità perentoria del ritratto di Paul Barbier, nell’eleganza raffreddata di quello di Karen Kain, o nella sottigliezza della linea che disegna il volto di Jacques Bellini. Altra opera di rilievo è Joseph Beuys in memoriam: uno stimolo al confronto frontale tra i due artisti, che offre un’efficace chiave di lettura per comprendere la base ideologica che attraversa l’arte del secondo dopoguerra e le differenze che in questo periodo intercorrono tra arte americana e arte europea. Se l’uno incarna infatti la fiducia nel successo americano, Beuys palesa la crisi di coscienza che accompagna l’intellettuale europeo, derivante dal peso di una tradizione ingombrante a vantaggio del sogno americano.

 

Affiancano la mostra sei fotografie a tiratura limitata di Fabrizio Garghetti scattate durante la mostra “L’Ultima Cena” di Warhol che si è svolta nel 1987 alla Galleria Credito Valtellinese nel Palazzo delle Stelline a Milano.

Andy Warhol – The bomb
Fino al 27 gennaio

Vecchiato New Art Galleries
Via Alberto da Padova, 2 – Padova
Orario: lunedì 15.30 – 19.30
martedì – venerdì 9 -13 e 15.30 – 19.30
sabato 9.30 – 13.00 e 15.30 – 19.30
Ingresso: libero
Catalogo: Vecchiato New Art Galleries

Informazioni: www.vecchiatoarte.it – info@vecchiatoarte.it

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