Sapreste dare una definizione, così, su due piedi, della mistica? Forse risulterebbe più facile dire cos’è il teatro. Beh, solo di primo acchito. Poi, pensandoci meglio, si comprenderebbe che anche il teatro è tutt’altro che comprimibile in una descrizione sintetica. Di mistica e teatro parla Massimiliano Civica nella sua conferenza – spettacolo intitolata L’angelo e la mosca (il cui significato – del titolo, non della “lectio” – verrà esplicitato alla fine dello spettacolo stesso, come summa e sintesi).
Domenica 26 febbraio l’ha portata in un’abitazione privata (e che abitazione! Ho visto biblioteche pubbliche ben più piccole) di Bellusco, in Brianza, come appuntamento della rassegna Fuoritraccia. Ne ho scritto recentemente in occasione della recensione dello spettacolo Preghiera del mattino di Valentina Diana, interpretato da Silvia Lodi, sulle donne dell’Antico Testamento.

Questa volta protagonisti sono gli uomini, mistici di varie epoche e confessioni religiose. In quello che deve essere (stato) uno studio lungo e approfondito, Civica ha individuato e trascelto storie e storielle, aneddoti e insegnamenti che qui raffronta con la sua pluridecennale esperienza teatrale. In breve: la mistica per spiegare il teatro, ma anche il teatro per spiegare la mistica. Ed entrambe le attività servono, se non per spiegare la vita, almeno per tentare di viverla con consapevolezza e pienezza (espressione pleonastica, mi viene da dire).
Ho accennato al materiale che Civica propone al pubblico. Ora devo dire come lo presenta e non è cosa da poco, perché qui sta l’originalità della sua “lectio”. Il regista teatrale e attore mescola infatti alto e basso, umile (nel significato di terreno e terrestre) con sublime, proprio come molti maestri e mistici. Faccio un esempio: parlando del teologo e poeta persiano Jalal al-Din Rumi menziona i Dervisci rotanti, postillando in romanesco (Civica è nato a Rieti nel 1974): “sì, quelli de Battiato”. E più avanti accosterà ai vertici della poesia mistica di Rumi le più avanzate scoperte della scienza parlando di carbonio e “alghette”.
Gli spettatori ridono di gusto e allo stesso tempo hanno modo di riflettere su numerosi aspetti del teatro, della mistica e, appunto, della vita, tra un insegnamento di un reb o rav (maestro) chassidico e una storiella – sempre esemplare – del mullah Nasreddin Khoja.
Tra queste edificanti e insieme spassose storielle Civita inserisce aneddoti personali, non meno divertenti, tra cui quello della sua espulsione dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio: un onore toccato soltanto a dodici allievi (non potrebbe esserci numero più mistico), tra cui Carmelo Bene. Ma anche considerazioni sul mondo teatrale e sul lavoro dei colleghi. “Vedo tanti spettacoli, ma poco teatro” è una constatazione che mi sento di condividere.
Coltivando un poco la passione per i temi della mistica e del chassidismo (mi viene subito alla mente il nome di Moni Ovadia come menestrello di queste storielle) devo confessare che alcune mi erano già note. Una, addirittura, l’ho sentita per la prima volta all’asilo, quasi mezzo secolo fa, raccontata da una delle suore che però – almeno per quello che ricordo – non svelò a noi bambini la fonte. Mi riferisco all’apologo sulle posate lunghissime, utili soltanto per imboccare gli altri.
Non è il caso di quelle messe a disposizione dai padroni di casa per gustare la piccola cena che è seguita allo spettacolo. Mi spiace essermela persa, ma mi attendeva la pizza preparata dal figliolo: uno spettacolo tutto da raccontare, prima o poi.
Saul Stucchi
L’angelo e la mosca
Commenti sul teatro di grandi Misticiconferenza-spettacolo a cura di Massimiliano Civica
produzione Teatro Metastasio di Prato
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Abitazione privataBellusco (MB)
Quando
Domenica 26 febbraio 2023Orari e prezzi
Orari: ore 19.00Biglietti: intero 25 €; ridotto 10 €