
Dublino rende omaggio ad uno dei suoi artisti più importanti con una retrospettiva organizzata all’Irish Museum of Modern Art (IMMA). Michael Craig: Work 1964 –2006: questo il nome della mostra, che sarà aperta fino al 14 febbraio 2007. Les Invalides ospita per la seconda volta un’esposizione dedicata all’artista, dopo quella di Londra, del ’98. In mostra ben cinquanta tra pitture, sculture, affreschi, opere al neon e persino un film realizzato in Connemara, quando era ancora studente. Un insieme di “punti di vista” dell’arte che ripercorrono quarant’anni della carriera di Craig, inizialmente influenzata dall’arte minimalista e concettuale americana, e che ha lasciato importanti testimonianze al Museum of Modern Art di New York e al Centre Pompidou di Parigi. Quale migliore pretesto per visitare una delle capitali europee più interessanti, ricca di storia e fascino. Dublino è senza dubbio una delle città più cosmopolite dell’Irlanda, e proprio per questo ogni anno viene scelta da migliaia di studenti, che qui arrivano per imparare l’inglese. La città ha conosciuto negli ultimi dieci anni uno sviluppo incredibile, soprattutto se rapportato all’immagine di città arrugginita e un po’ vecchiotta che fino a poco tempo aveva. Oggi Dublino appare invece ai visitatori come una città completamente rinnovata e affascinante, a misura d’uomo e accogliente. La capitale ha origini antichissime, visto che fu fondata dai Vichinghi come centro per il commercio di schiavi, a causa della sua particolare posizione geografica, sulla foce del fiume Liffey, al centro della costa orientale dell’isola e di quella che oggi viene chiamata Dublin Region. Da sottolineare che molti dei luoghi più affascinanti e piacevoli da vedere si trova a sud del Liffey, che tutto sembra tranne che un fiume metropolitano, pulito e brulicante com’è di pesci.
Dublino è una città dei mille volti, con un patrimonio culturale ricco e vasto.
Un po’ di storia

Difficile ricostruire la storia antica della città, poiché le notizie risalenti ai primi secoli dopo Cristo sono sporadiche e intessute di miti e leggende. Il dato più antico, a parte la testimonianza d’epoca romana, è la vittoria riportata dagli abitanti della città contro le popolazioni del Leinster nel 291, mentre si sa che intorno al 450 la città fu coinvolta nel processo di cristianizzazione per opera di San Patrizio. Nel 1171, dopo l’invasione anglo normanna, Dublino divenne capitale del regno irlandese, ottenendo lo status e i diritti di città nel 1172. Molti coloni lasciarono Inghilterra e Galles insediandosi nella nuova terra conquistata e costringendo i vichinghi a spostarsi di là del Liffey. La città è sempre stata molto combattiva. Già nel medioevo, nonostante una terribile epidemia di peste nera, essa resistette ai vari attacchi provenienti dall’esterno, adeguando a poco a poco la propria conformazione geografica alle esigenze di difesa. Nel XIV secolo, infatti, per frenare l’influenza dei nativi irlandesi, la zona fu fortificata e isolata, divenendo quella che per secoli fu chiamata The Pale, caratterizzata un’invalicabile enclave dove vivevano esclusivamente persone di razza normanna, mentre i barbari irlandesi erano confinati all’esterno. Questa mentalità ben si riflette nell’episodio simbolo, il pellegrinaggio annuale al campo di Cullen, a Ranelagh, dove nel 1209 erano stati massacrati dal clan degli O’Toole, dei coloni appena giunti da Bristol: durante questa manifestazione, i dublinesi normanni debitamente scortati dalla milizia, marciavano fino al luogo della strage e stendevano un drappo nero verso le montagne in una simbolica battaglia contro l’irlandese. Fino al XVII secolo il plotone fu sistematicamente scortato, tale era il terrore per la montagna nemica. Durante il medioevo la città comunque fu spesso oggetto di assedi, violenze e sfondo di parecchie battaglie: emblematica la spedizione di truppe scozzesi del 1314 che rase al suolo i sobborghi di Dublino.

A fasi alterne proseguì invece il rapporto con Londra, soprattutto nei secoli XVI e XVII, durante la prima conquista totale dell’isola da parte inglese, ad opera dei Tudor. Con la forte tassazione e il disarmo imposto dalla corone, e soprattutto, l’imposizione della Riforma protestante, a poco a poco si generò un atteggiamento di intolleranza nei confronti degli Inglesi, che sfociò in comportamenti sanguinari da entrambe le parti. Successe di tutto: esecuzioni, ferimenti e prigionieri non si possono contare. Teatro di vari assedi, più o meno riusciti, durante le guerre confederate irlandesi, Dublino cadde totalmente in mano alla nuova minoranza inglese dopo la conquista cromwelliana dell’Irlanda.
Fu in epoca georgiana, all’inizio del XVIII secolo e in concomitanza dell’imposizione della lingua inglese in Irlanda e delle leggi penali britanniche, che Dublino venne completamente ristrutturata, con la costruzione di quartieri tipici dell’epoca e di palazzi dal gusto raffinato. Si cominciò col girare tutte le case verso il Liffey, dando loro una facciata gradevole: fu la prima volta, dato che precedentemente il fiume era visto come una zona sporca e di scarico e tutte le case davano di spalle. Sorsero in breve tempo Sackville Street (oggi O’Connell Street), Dame Street, Westmoreland Street, Henrietta Street e D’Olier Street, tutte costruite dopo aver demolito i vecchi quartieri medievali e gli agglomerati seguenti. Vennero alla luce inoltre cinque delle principali piazze georgiane; Parnell Square e Mountjoy Square nel North Side, Merrion Square, Fitzwilliam Square e Saint Stephen’s Green. Soltanto l’area di Temple Bar e di Grattan Square non furono stravolte.

Nel 1700 Dublino, con 70.000 abitanti, era diventata la seconda città dell’Impero britannico. Essa si addentrò nel XX secolo come una città rivoluzionata dai secoli precendenti, ma alle porte di anni di nuovi e feroci disordini. Il primo avvenne nel 1913, quando 25.000 operai mal pagati di svariate fabbriche dublinesi scesero in piazza nella manifestazione più grande mai avvenuta in Irlanda e nel Regno Unito: il Lockout. Guidata dal sindacalista Larkin, la manifestazione divenne agitatissima e si concluse con tre morti e migliaia di feriti caricati dalla polizia. Dopo la Prima guerra mondiale, succede il primo fatto che cambierà in maniera definitiva la situazione politica di Dublino e di gran parte dell’Irlanda: nell’aprile del 1916, un piccolo gruppo di repubblicani, guidati da Padraig Pearse, diede vita a ciò che venne poi successivamente chiamato Sollevazione di Pasqua. La piccola rivolta fu facilmente sedata dalle truppe britanniche, ma divenne importantissima per i risvolti successivi: vista, infatti, all’inizio in maniera molto distaccata se non addirittura avversa dalla popolazione dublinese, subì tuttavia una repressione durissima e sanguinosissima con l’esecuzione di moltissimi giovani che causò un rapido cambio di opinione fra la gente. Nel 1918 ci fu la rivolta contro i britannici e dal 1922 Dublino è la capitale dell’Irlanda indipendente. Durante la guerra civile molte zone vennero distrutte: lo Stato Libero d’Irlanda successivamente ne restaurò parecchie, ma la città rimase in uno stato di superficiale abbandono fino agli anni ’60, se non di demolizione (come la colonna di Nelson, distrutta dall’IRA in quegli anni e oggi sostituita dallo Spire).In tempi recenti, invece, sono state molte le opere di restauro e ricostruzione, spinte anche dal boom economico che ha caratterizzato l’Irlanda negli anni 1990.
Le bellezze architettoniche

Sobrio e piacevolissimo, il centro della città racchiude in se edifici notevoli. Per dovere di cronaca il primo di cui parlare è senza dubbio la chiesa di San Patrizio. Fondata nel 1191, essa fu eretta sul luogo in cui probabilmente avvenne la conversione del santo al cattolicesimo. L’edificio attuale fu eretto tra 1200 e il 1270, anche se poi la struttura fu restaurata ed ampliata a più riprese, ospitando al suo interno la prima università del paese, che vi resterà per ben due secoli. Meno graditi furono sicuramente gli ospiti di Cromwell, che la utilizzò come scuderia per i cavalli del suo esercito. Da vedere all’interno, sovrastato da un epitaffio scritto dallo stesso autore prima di morire, la tomba di Jonathan Swift, che qui riposa accanto al grande amore della sua vita, Esther, che cantò sotto il nome di Stella. Per i più curiosi impossibile non andare alla ricerca di un buco situato su una vecchia porta del transetto sud, creato per celebrare, nel 1492, la riconciliazione dei signori di Kildare e di Ormonde, e permettere loro di stringersi la mano, visto la malafede dell’uno nei confronti dell’altro.
Passeggiando per la città si può ammirare l’imponente struttura del Trinity College, uno tra i complessi universitari più belli d’Irlanda. Molto interessante, al suo interno, una biblioteca imponente e molto fornita, contenente oltre 250.000 tomi. È qui custodito, tra le altre cose, Il Book of Kells, un manoscritto miniato dei quattro Vangeli, composto da 680 pagine ed eseguito dai monaci di Kells intorno all’800.
Altri interessi più esoterici spingono invece a visitare la Black Church, come viene soprannominata l’oramai sconsacrata St. Mary’s Chapel of Ease, in fondo a Parnell Street. Le leggende metropolitane vogliono che girando intorno al complesso per tre volte alla mezzanotte appaia addirittura Lucifero.
Sempre all’interno delle primitive mura medievali della città sorge la Christ Church Cathedral. L’edificio fu fondata da Sitric Silkenbeard, re della Dublino vichinga convertitosi al cristianesimo, nel 1037, e rappresenta la più vecchia cattedrale della città. La prima struttura era in legno, ma negli anni dal 1173 al 1240 gli Anglo-Normanni ricostruirono la chiesa in pietra. Il lungo lasso di tempo che intercorre tra queste due date ha fatto si che la chiesa fosse decorata con elementi architettonici di periodi diversi: alcune parti, come la navata, furono costruite in Gotico, mentre altre, fra cui il coro e i transetti, furono costruite in stile Romanico. Luogo di grande interesse all’interno della struttura è senza dubbio è la cripta medievale, la più antica costruzione di Dublino, piena di macabre reliquie: nella St Laud Chapel, in uno scrigno metallico a forma di cuore, si trova il cuore di San Lorenzo O’Toole, arcivescovo di Dublino al tempo dell’invasione di Strongbow. Si pensa che anche lo stesso Strongbow sia sepolto qui, ma è probabile che la sua tomba sia stata distrutta dal crollo del tetto e rimpiazzata con l’effigie di un altro cavaliere.
Si crede che vi sia un’antica galleria che porta dalla cripta, passando sotto il Liffey, alle attuali Four Courts. Secondo la leggenda, un soldato che nel Medio Evo assisteva ad un funerale solenne nella Christ Church, preso dalla noia si addentrò nella galleria. Il sacrestano, ignaro, chiuse il soldato nella galleria e molti mesi dopo fu rinvenuto il suo corpo completamente rosicchiato, con la spada in mano. Attorno ad esso giacevano le carogne di oltre duecento ratti che il soldato aveva ucciso.
Di grande interesse, inoltre, le varie piazze della città, come Merrion Square con le decine di porte colorate gialle, verdi, rosa, viola, blu, rosse, Da sottolineare che una delle porte, precisamente quella del civico 1, sul lato nord della piazza corrisponde alla casa in cui abitò Oscar Wilde.
I musei
Numerosi i musei che si possono visitare in città. Tra questi come non cominciare dal Dublin Writers Museum, visto il grande numero di scrittori cui Dublino ha dato i natali: Oscar Wilde, James Joyce, Yeats, W.Butler, Samuel Becket, Padraic Pearse e molti altri. Situato all’interno di una palazzo georgiano appartenuto a Mr Jameson accoglie numerosi e commoventi ricordi, testimonianze, oggetti, manoscritti e libri che raccontano la favolosa avventura letteraria irlandese dal XVII al XX secolo. Si va dalla macchina da scrivere di Brendan Behan che tirò attraverso la vetrina di un pub in un giorno di sconforto, al vecchio telefono nero, in bachelite, di Samuel Beckett, passando per il piano che James Joyce aveva a Trieste tra il 1905 e il 1915, due esemplari di Ulysse pubblicati a Parigi nel 1930. Da non perdere anche una rara firma di Shaw, nonché l’Antico Testamento del 1685, il più vecchio manoscritto presente nella collezione.
Notevole la National Gallery of Ireland, aperta nel 1864, la quale custodisce, tra gli altri, alcuni dipinti di Mantegna, Beato Angelico e Caravaggio. Piccola annotazione, come in molti altri musei della capitale, anche in questo l’ingresso è gratuito. Notevole anche il National Museum of Ireland, costruito da Sir Thomas Deane, che contiene gioielli e preziosi rarissimi, tra cui alcuni monili dei Druidi risalenti al 1200 a.C.,epoca in cui gli artigiani dell’isola cambiarono metodo di lavorazione seguendo l’influenza degli orafi britannici; oppure esemplari come la Fibula o Broche di Tara, uno spillone ferma mantelli, con ambra, smalti e diamanti del VIII secolo d. C. rinvenuto sulla spiaggia di Bettystown; il Gleninsheen Collar ornamento dei guerrieri celti ritrovato se non vado errata da un contadino nel Burren.
Per gli amanti dell’arte moderna un luogo da non perdere è l’IMMA, di cui si è parlato all’inizio. Situato all’interno del secentesco Royal Hospital Kilmainham, esso contiene una notevole collezione di capolavori irlandesi e non, del XX secolo.
Visto che siamo nella patria del whiskey come non fare un piccolo salto infine negli antichi magazzini e distillerie Jameson, che esistono dal 1780, un piccolo museo che racconta le differenti tappe della fabbricazione della bevanda, il tutto accompagnato da fotografie, documenti, utensili e alambicchi.
Il quartiere da visitare
Il nome potrebbe trarre in inganno, ma in realtà Temple Bar è uno dei quartieri più divertenti di Dublino. Il quartiere, senza dubbio uno dei più antichi, che prende il nome da un certo William Temple, rettore del Trinity College, che si fece costruire qui una casa nel XVI secolo, non lontano da The Bar, nome di una passeggiata pedonale lungo il Liffey. Il quartiere rappresenta senza dubbio il vero cuore artistico di Dublino, nonché il centro nevralgico d’ogni divertimento.
Qui si concentra attualmente i pub più alla moda, i ristoranti di tendenza, le gallerie d’arte di avanguardia, i centri di esposizioni, il tutto inserito in una fitta rete di strade strette e tortuose dove è piacevole girovagare a notte fonda.
Al suo interno trovano posto una decina di centri culturali davvero notevoli, tra cui il Music Centre, la Casa della Musica, che propone eccellenti concerti, Arthouse,un centro multimediale in Curved Street, il Temple Bar Gallery and Studios, vecchia fabbrica in disuso ristrutturata da un gruppo di architetti irlandesi innovatori e dove lavorano al momento una trentina di artisti, l’Irish Film Centre e molti altri ancora. Proprio in mezzo a questo insieme culturale si trova la Meeting House Square, una piazza dove si svolgono per tutta l’estate moltissimi concerti gratuiti.
Per i fanatici dello shopping sarà divertentissimo girovagare nelle vie Saint James, Thomas, Meath, The Coombe, dove troveranno negozi economici, mercatini e bazar popolari.
E la sera tutti a bere qualcosa
Finita la passeggiata niente di meglio che prendere qualcosa da bere in una delle tante caffetterie o pub distribuiti per tutta la città? Tra quelli più carini da segnalare il Messrs Maguires in Burgh Quay, dalla classica struttura a più piani, con una birra molto buona, prodotta in loco. Pittoresco e pieno di personaggi tipici il Temple Bar Pub, situato nell’omonimo quartiere, mentre affollatissimo e ottimo è, all’angolo di Suffolk Street, l’O’Neill’s. Una piccola avvertenza, a Dublino i pub chiudono alle 23! Di giorno ci si può fermare invece presso una delle numerose caffetterie storiche molto caratteristiche, frequentate da dublinesi intenti a leggere libri o scambiare chiacchere con chiunque. Gli amanti della letteratura sono invece di casa al Winding Stair Café, con un angolo-libreria affacciato sul Liffey. Tra i locali oramai istituzionali della città Bewleys, dove il consiglio è quello di sedersi nei tavolini vicino alle finestre e guardare il passggio degli artisti di strada e dei venditori ambulanti, mentre i golosi non potranno resistere ai dolci e alle torte appena sfornate di Queen of Tarts.
Tempo libero
Dublino è una città ricca di spazi verdi, come per esempio Iveagh Gardens, vera e propria oasi, adattissima per pic-nic o per il classico pisolino sull’erba nel primo pomeriggio.

Degno di nota è il Merrion Square accanto all’omonimo quartiere, che assomiglia per certi aspetti a Montmarte con la sua schiera d’artisti allineati vicino ai cancelli a vendere le proprie tele. Da non dimenticare infine gli straordinari giardini botanici sulle sponde del fiume Tolka. Con oltre 20.000 specie diverse di piante, o il Phoenix park, che con i suo 700 ettari è uno dei parchi più grandi di Europa.
Per gli amanti della musica, soprattutto d’estate, il St.Stephen’s Green, il quale ospita al suo interno un piccolo parco che durante l’estate si anima con continui concerti diurni.
Simona Silvestri
Come arrivar
Ottimi i collegamenti aerei per Dublino, soprattutto col famosissimo vettore irlandese Ryan Air e con la compagnia di bandiera Air Lingus, che ha voli diretti da Milano per Dublino tre volte a settimana e più voli al giorno da Roma. Alitala propone invece voli diretti da Milano Malpensa e Roma Fiumicino.
In automobile:
Da Milano si prende la A9, si entra in Svizzera e si procede per Berna, quindi per Basilea e Strasburgo. Imboccata la A4 si passa Metz e si continua per Reims.
Immettersi sulla A26 e raggiungere Calais. Attraversata la Manica s’imbocca la M20 verso Londra, da dove si passa sulla M25 East, fino alla M1. A Rugby ci si sposta sulla M6 per Birmingham, andando sulla M54 e seguendola fino alla fine.
Lasciata l’autostrada, imboccare la A5 fino a Holyhead dove ci si può imbarcare per l’Irlanda.
In nave:
In Irlanda ci sono 6 principali porti d’imbarco: il porto di Dublino, Dun Laoghaire, Belfast, Lame, Cork e Rosslare, raggiungibili sia dall’Inghilterra che dalla Francia. Le tariffe variano moltissimo in base alla stagione. Far riferimento ai siti web delle rispettive compagnie per informazioni accurate e aggiornate.
In pullman:
L’Eurolines (www.eurolines.it) è l’unica organizzazione che si occupa dei collegamenti internazionali in pullman. Per arrivare a Dublino è necessario cambiare a Londra. Collegamenti bisettimanali tra l’Italia e Londra, giornalieri tra Londra e Dublino.
In treno:
In treno si può raggiungere Parigi e da lì uno dei punti d’imbarco (Le Havre, Cherbourg, Boulogne, Calais, Dieppe, Roscoff e St-Malo) oppure si può arrivare fino a Zeebrugge, in Belgio, e imbarcarsi da lì.
Quando andare
Se volete regalarvi un piacevole soggiorno lontano dalla massa di turisti è fortemente sconsigliato il periodo estivo tra luglio e agosto, che corrisponde al periodo di maggiore flusso di giovani alla ricerca di lavoro e conseguente sovraffollamento di italiani. La possibile soluzione per trovare un clima piacevole senza l sovraffollamento estivo è quello di partire in giugno o in settembre. Da non dimenticare di portare abiti più pesanti perché se è vero che è estate, a Dublino la temperatura massima in luglio e agosto oscilla tra i 15 e i 20°C. In gennaio e febbraio, i mesi più freddi, la temperatura diurna varia dai 4 agli 8°C, ma il rischio di abbondanti nevicate è piuttosto raro. In luglio e agosto le ore di luce a disposizione sono circa 18, e il buio cala veramente solo dopo le 23. L’ultimo consiglio è quello di portare sempre dietro con sé un ombrello in borsa perché, Nonostante Dublino sia una delle zone più secche dell’Irlanda, si contano in media circa 150 giornate di precipitazioni l’anno e le piogge possono susseguirsi ininterrottamente per intere settimane.
Muoversi in città
Dublino è una città alquanto caotica, perciò il consiglio è quello di spostarsi con i mezzi pubblici della Dart (Dublin Area Rapid Trasport) salvo non si vogliano fare delle gite fuori porta. La migliore soluzione per visitare ed esplorare Dublino è girarla a piedi. Presso l’ufficio turistico potranno infatti consigliarvi degli appositi percorsi pedonali da fare per apprezzare al meglio i quartieri della città a seconda delle vostre preferenze. Non troppo pratico visto l’assenza di apposite piste, ma comodo, vista la conformazione del territorio, è invece l’uso della bicicletta.Dove Dormire
Abbey Court (bed & breakfast), 29 Bachelors Walk.
Telefono: 00353 01 8780700
Fax: 00353 01 878 0719
E-mail: info@abbey-court.com
Hibernian Hotel (4 stelle), Eastmoreland Place.
Telefono: 00353 01 6687666
Fax: 00353 01 6602655
Mont Clare Hotel (3 stelle), Merrion Square
Telefono: 00353 01 6073800
Fax: 00353 01 6615663
E-mail: montclareres@ocallaghanho
Ristoranti e tradizioni culinarie
Ristorante Patrick Guilbaud (21 Upper Merrion Street; tel: ++ 353 1 676 4192); il top della città, con menu classici rivisitati in chiave moderna e due stelle Michelin.
Doolin Cafè
Tel: 0353/ 707 4795
Cucina semplice, specialità sono piatti a base di pesce, ottime le insalate di pollo in salsa al miele.
Ely Winebar 22 Ely Place tel. +353 1 6768986
Da non perdere il salmone in crosta.
Le caratteristiche proprie della cucina irlandese sono la genuinità e, soprattutto, la semplicità.Sopra tutti, da assaggiare le pietanze a base di carne, e , in particolare, la Lamb Soup, una zuppa di montone ed agnello arricchita con verdure, e l’Irish Stew, uno stufato d’agnello affogato nel sugo con carote e patate, cui qualche volta viene aggiunto del farro.
Visto che siamo su un’isola non potevano mancare i piatti a base di pesce, soprattutto quelli con il salmone affumicato e le ostriche.
Eventi e feste popolari
St Patrick’s Festival (17 marzo). Probabilmente l’evento più importante della città, con parate carnevalesche, musica, fuochi d’artificio, fanfare, teatro di strada e balli scatenati a festeggiare la cultura irlandese. La festa prende il nome da San Patrizio, patrono d’Irlanda , la cui biografia è quanto mai incerta e ben lontano dall’essere definita.
Incerta infatti la data di nascita nonché quella di morte, passando per le vicende di cui fu protagonista.
Numerose le leggende nate attorno alla figura del santo, come per esempio quella che lo vuole intento a liberare l’Irlanda dai serpenti, dopo averli ricacciati in mare. O quella del pozzo che da lui prende il nome,che in molti vogliono senza fondo e anticamera del purgatori.
Bloomsday 16 giugno. Festività istituita di recente celebra il capolavoro omonimo di James Joyce, considerato senza ombra di dubbio il più famoso scrittore dublinese di tutti i tempi. Vengono allestiti spettacoli con i vari episodi del protagonista dell’Ulisse Leopold Bloom, il protagonista del romanzo.