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Voi siete qui: Biblioteca » Safran racconta il libertinaggio gastronomico nel Settecento

12 Gennaio 2012

Safran racconta il libertinaggio gastronomico nel Settecento

libertinaggio_1L’amore goloso. Libertinaggio gastronomico nel XVIII secolo è un saggio trasversale di Serge Safran (direttore letterario delle edizioni Zulma), che attraverso le opere di vari autori settecenteschi fornisce un quadro variopinto dell’intreccio invalso all’epoca fra l’amore (carnale, va da sé) e il cibo. L’alcova si sa ha tutto da guadagnare dagli sfizi di gola – da quelli della bocca. Sessualità e cibo costituiscono una coppia consolidata. La storia è vecchia, più o meno da quando esiste qualcosa che possiamo chiamare “cultura”. Oggi appesantita da una medicalizzazione invasiva, da un salutismo più o meno esibito: il terrore di colesterolo, trigliceridi, diabete stendono un’ombra pesante sul classico connubio. Non stupisce leggere qua e là che il sesso sarebbe più felice se le diete fossero più sane, controllate. Sarà;  immaginatevelo però voi un romanzo ad alto tasso ludico-erotico con personaggi che l’insalata la mangiano senza condimento, e ai crostacei preferiscono zucchine lesse.

Insomma, se è vero che il buon Montezuma si “ubriacava” di cioccolata prima di darsi “buon tempo” con le fanciulle del suo gineceo, il momento significativo per una letteratura aperta ai piaceri della vita è invece il ‘700. I libertini lasciano il segno nei letti di fanciulle ben disposte e nell’immaginario di lettori oggi depressi dal politicamente corretto e dalla bontà forzata dei propositi più noiosi. Quei nobili padri – laici, spesso atei, razionalisti ma tutt’altro che ottusi, gaudenti e critici del potere (insomma, i passi indietro sono evidenti) sapevano benissimo che la ritualità della seduzione e dell’accoppiamento si faceva più eccitante se era accompagnata da ostriche, caffè, alcol, cioccolato e champagne. Non solo nell’ovvia distribuzione di un piacere dopo l’altro (prima il cibo poi il sesso ma perché no, anche il contrario) ma per esempio bagnando i genitali nello “spumoso” e porgerli al piacere dell’altra/o. Basta scegliere fra le opere di Sade o Casanova, Crébillion o Mirabeau: se il lettore depresso di oggi cerca suggerimenti, troverà belle sfide, perché la competizione era a chi la faceva più grossa… Stando ai romanzi – e a quel tanto che ci ha lasciato la storiografia – difficile dubitare che sapessero vivere. Serge Safran ne sembra convinto.
Michele Lupo

Serge Safran
L’AMORE GOLOSO
Libertinaggio gastronomico nel XVIII secolo

Le Lettere
traduzione di Angelo Mainardi
2011
Pagine
18 €

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