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Voi siete qui: Teatro & Cinema » “Il delitto di via dell’Orsina” di Labiche al Teatro Parenti

13 Dicembre 2021

“Il delitto di via dell’Orsina” di Labiche al Teatro Parenti

Fino al 23 dicembre nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano andrà in scena “Il delitto di via dell’Orsina”. È basato sul testo della commedia in un atto “L’affaire de la rue de Lourcine” di Eugène Labiche (1857), tradotto da Andrée Ruth Shammah e Giorgio Melazzi. La Shammah ne ha curato anche l’adattamento e ne firma la regia.

Massimo Dapporto e Antonello Fassari, immagine dalle prove dello spettacolo "Il delitto di via dell'Orsina", regia di Andrée Ruth Shammah - Foto di Francesco Imbriani

L’adattamento è consistito in alcuni cambiamenti piuttosto significativi. Prima di tutto la commedia è stata traslata dalla Francia del secondo Ottocento all’Italia di epoca fascista, all’inizio degli anni Quaranta. È stato poi inserito il personaggio del domestico anziano Amedeo (interpretato da Andrea Soffiantini) per affiancare e interagire con il servitore giovane Giustino (ne veste i panni Christian Pradella). Per questa aggiunta la regista ha preso da altre opere di Labiche, mentre altri inserti sono opera sua, anche su consigli degli attori emersi durante le prove dello spettacolo.

La commedia così “rielaborata” mantiene la vivacità dell’originale e la scorrevolezza del complesso meccanismo scenico, anche grazie alle belle scene disegnate da Margherita Palli. Ne guadagna poi in freschezza, anche grazie alle musiche di Alessandro Nidi, suonate dal vivo da Giuseppe Di Benedetto al pianoforte, Lorenzo Gavanna al flauto ed Edgardo Barlassina al clarinetto.

Due mattatori

Ma il merito è soprattutto dei due protagonisti: Massimo Dapporto nel ruolo di Zancopè (il possidente Lenglumé dell’originale) e Antonello Fassari in quello di Mistenghi (Mistingue). Formano una bella coppia di mattatori, ormai in là con l’età, ma dentro ancora dei “Labadoni”, ovvero studenti pronti a gozzovigliare. Molto meno a riprendersi dalla sbornia e questo ritardo nel rientro nella realtà è il motore di questa commedia degli equivoci che rischia di trasformarsi in una tragedia degli equivoci.

Massimo Dapporto nelle prove dello spettacolo "Il delitto di via dell'Orsina", regia di Andrée Ruth Shammah. Foto di Francesco Imbriani

Una volta risolto il mistero dell’identità dell’uomo che si ritrova nel letto, Zancopè deve ancora ricostruire quanto è accaduto la notte appena trascorsa. Lo solleciteranno, ciascuno a suo modo, la moglie Norina (Susanna Marcomeni, perfetta nella parte della padrona di casa) e il cugino Potardo, interpretato da un vulcanico Antonio Cornacchione.

Che fine ha fatto l’ombrello verde con il manico a forma di testa di scimmia? E perché Zancopè e Mistenghi hanno le mani sporche? Dove e come hanno passato la notte?

Si può rintracciare come sottotesto della commedia il Macbeth di Shakespeare. Il riferimento emerge esplicito in una battuta di Zancopè che, nonostante continui a lavarsi le mani, non vede sparire il nero del carbone che le sporca, proprio come il sangue di Re Duncan su quelle dell’ospite traditore e assassino. Là come qui delitto chiama delitto e la situazione iniziale, invece che semplificarsi e chiarirsi, si complica e si fa via via più oscura.

Per fortuna assistendo a “Il delitto di via dell’Orsina” si ride, in alcune scene e scambi di battute anche di gusto. Il tono leggero – soprattuto del Zancopè di Dapporto, mentre il Mistenghi di Fassari è più venato di amaro disincanto – della commedia (con diverse parti cantate, a prendere il posto di quelle in versi dell’originale) evita che lo spettatore si preoccupi troppo della sorte della povera carbonaia. Alla fine, a fare le spese di tutti quegli equivoci non sarà comunque lei…

Saul Stucchi

Didascalie:

  • Massimo Dapporto e Antonello Fassari durante le prove dello spettacolo
    Foto di Francesco Imbriani
  • Massimo Dapporto durante le prove dello spettacolo
    Foto di Francesco Imbriani

Il delitto di via dell’Orsina

di Eugène Labiche
traduzione Andrée Ruth Shammah e Giorgio Melazzi
con Massimo Dapporto, Antonello Fassari, Susanna Marcomeni, Andrea Soffiantini, Christian Pradella, Luca Cesa-Bianchi, Antonio Cornacchione
pianoforte Giuseppe Di Benedetto
flauto Lorenzo Gavanna
clarinetto Edgardo Barlassina
scene Margherita Palli
assistente scenografa Francesca Guarnone
luci Camilla Piccioni
costumi Nicoletta Ceccolini
musiche Alessandro Nidi con la collaborazione di Fabio Cherstich

Informazioni sullo spettacolo

Dove

Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo 14, Milano

Quando

Dal 9 al 23 dicembre 2021

Orari e prezzi

Orari: informazioni sul sito del teatro
Durata: 1 ora e 30 minuti

Biglietti: I settore intero 38 €
II settore intero 30 €; ridotti 18/21 €
III settore intero 21 €; ridotti 18/21 €
Tutti i prezzi sono da intendersi + prevendita

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

https://teatrofrancoparenti.it/

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