L’ho già scritto altrove, per esempio nell’editoriale dello scorso 19 settembre, “Quattro passi manzoniani nel centro di Milano”. Quest’anno ho riscoperto “I promessi sposi”, grazie a una terza lettura ben lontana dalle ansie degli esami universitari (è pur vero che gli esami non finiscono mai, soprattutto quelli per i quali non è possibile rimandare l’appello).
E a ben vedere è un esame quello a cui viene sottoposto – o meglio ancora: si sottopone da sé – la figura più enigmatica del romanzo manzoniano. È il protagonista dello spettacolo “La notte dell’Innominato” che Daniele Salvo ha adattato dalle pagine de “I promessi sposi”, spettacolo di cui firma anche la regia.

Sarà in cartellone al Piccolo Teatro Strehler di Milano, dove ha debuttato martedì scorso, fino al 31 ottobre.
Quali sono gli aspetti peculiari di questo allestimento? Il più evidente risulta essere l’uso imponente delle videoproiezioni che sono parte integrante della drammaturgia. In alcuni momenti lo spettatore si sentirà come al cinema, avvolto da suoni in stereofonia e ammaliato da gigantografie animate di opere d’arte tra cui celebri quadri dipinti da Bosch e Bruegel.
Paradossalmente sembra lavorare in direzione opposta la recitazione di Eros Pagni. È lui l’Innominato. Come le videoproiezioni comunicano per (e con) eccesso, così lui interpreta il suo personaggio con un lavoro da scultore: togliendo. Elimina orpelli e sottolineature, concentrandosi sull’anima e sul lavorio a cui è essa sottoposta nella notte infernale in cui Lucia (interpretata da Valentina Violo) viene condotta al suo castello.
Emerge proprio per la sua sobrietà in uno spettacolo che spinge sulle tinte gotiche, quasi retrodatando al medioevo la vicenda seicentesca: una sorta di Nome della rosa manzoniano (il Nibbio di Simone Ciampi ricorda il Salvatore del Penitenziagite cinematografico).
In scena compare lo stesso scrittore, impersonato da Gianluigi Fogacci che poi farà il Cardinale Federico Borromeo (visto che siamo in tema di confessioni, confiteor che mi è piaciuto di più in questa seconda veste: la pastorale accoglienza della pecora che si era smarrita è il momento più toccante dello spettacolo, come è tra le pagine più intense del romanzo).
Quando i personaggi creati dalla sua penna dialogano tra loro, a lui sono affidati i commenti e le descrizioni dell’autore.
Notte tremenda di incubi e paure, da resa dei conti. La più debole delle vittime disarma il tiranno aprendo nel suo cuore una breccia dalla quale uscirà rinato. Ma non sarà un parto indolore. L’Innominato lotterà infatti contro se stesso per non abbandonare il vecchio io, il campione dei prepotenti.
Tra le letture manzoniane che hanno accompagnato e seguito il mio terzo “viaggio” nei “Promessi sposi” c’è un interessante librino, pubblicato anni fa da Sellerio: “Quell’innominato”.
Riporto qui un brano del testo di Luca Toschi:
Fra i personaggi su cui il Manzoni indugiò più a lungo, diviso fra rifacimenti, recuperi, ripensamenti dell’ultimissima ora, vi fu dunque l’innominato già Conte del Sagrato. Né stupisce l’interesse particolare verso questa figura poiché su di essa lo scrittore fece confluire alcuni degli elementi più sentiti della propria riflessione e ricerca. Più in particolare si è sostenuto, sulla base anche di quanto già Ermes Visconti — attento, e caparbio collaboratore del Manzoni nella stesura dei due romanzi — ebbe ad appuntare a margine delle carte autografe del Fermo e Lucia, che se I promessi sposi presentano numerosi casi di conversione, alcuni riusciti altri meno, il mutamento del terribile bandito rivela risvolti marcatamente autobiografici.
Saul Stucchi
La notte dell’Innominato
da Alessandro Manzoniregia e adattamento di Daniele Salvo
con Eros Pagni, Gianluigi Fogacci, Valentina Violo, Simone Ciampi
scene di Alessandro Chiti
costumi di Daniele Gelsi
luci di Cesare Agoni
musiche di Patrizio Maria D’Artista
videoproiezioni a cura di Michele Salvezza
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Piccolo Teatro StrehlerLargo Greppi 1, Milano
Quando
Dal 19 al 31 ottobre 2021Orari e prezzi
Orari: martedì, giovedì e sabato 19.30mercoledì e venerdì 20.30
domenica 16.00
lunedì riposo
Durata: 80 minuti senza intervallo
Biglietti: intero platea 33 €; intero balconata 26 €