Si apre oggi alla Fondazione Roma Museo in Palazzo Sciarra una delle mostre più ambiziose della stagione autunno-invernale della capitale, dal titolo insieme chiaro e programmatico: Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello. Espone poco meno di 200 opere d’arte, molte delle quali si meritano la definizione di capolavoro, come il Ritratto del cardinal Alessandro Farnese e l’Autoritratto di Raffaello, l’Apollo-Davide di Michelangelo e la Madonna con Bambino di Giulio Romano. Il periodo preso in esame dai curatori Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli (che ha potuto contare sull’appoggio di un nutrito comitato scientifico formato – tra gli altri – da Antonio Paolucci, Alessandro Zuccari e Vittorio Sgarbi che l’ha presieduto) abbraccia il sessantennio che va dall’inizio del pontificato di Giulio II della Rovere alla morte del Buonarroti (1564), un anno dopo la conclusione dei lavori del Concilio di Trento, vero spartiacque tra due epoche.
Il percorso si snoda attraverso sette sezioni che raccontano la Roma papale di quel mezzo secolo cruciale per la storia europea, partendo dal rapporto con l’antichità (ricordiamo l’esposizione vaticana del 2006 dedicata al cinquecentenario della riscoperta del gruppo del Laocoonte: di cui in mostra è presente una copia in miniatura di Pietro Simoni de Barga) per svilupparsi attraverso alcuni snodi fondamentali come l’impresa della costruzione della Basilica di San Pietro, la Riforma Protestante e il Sacco a opera dei Lanzichenecchi, ma anche la splendida ripresa sotto il pontificato di Paolo III, con una sezione dedicata ai Fasti Farnesiani. 
Ai quattro capolavori più sopra menzionati, personalmente aggiungerei in un’ipotetica selezione delle dieci opere imperdibili, i due ritratti di Clemente VII di Sebastiano del Piombo (che dovette realizzare il secondo, perché il papa, una volta tornato a Roma, si era fatto crescere la barba in segno di lutto per la devastazione della città); l’elmo da parata dell’arciduca Ferdinando II del Tirolo, di officina lombarda; il piatto da pompa in maiolica con Passaggio del Mar Rosso, attribuito a maestro Domenico e quello con Scena di trionfo, attribuito alla bottega di Orazio Fontana. 
E ultimo, ma non per importanza, il gruppo di progetti per la costruzione di San Giovanni dei Fiorentini, voluta da Leone X come chiesa della “nazione” fiorentina. Portano la firma di Baldassarre Peruzzi, di Giacomo Barozzi detto il Vignola e del Sansovino (almeno secondo l’attribuzione): fu proprio quello di quest’ultimo a ottenere il favore del pontefice. 
Nelle prossime settimane ALIBI pubblicherà alcuni approfondimenti su questa mostra che resterà aperta fino al 12 febbraio 2012.
Saul Stucchi
IL RINASCIMENTO A ROMA.
Nel segno di Michelangelo e Raffaello
Museo Fondazione Roma
Palazzo Sciarra
Via Marco Minghetti 22
Roma
Dal 25 ottobre 2011 al 12 febbraio 2012
Orari: tutti i giorni 10.00-20.00, la biglietteria chiude un’ora prima
Lunedì chiuso
Biglietto: intero 10 €; ridotto 8 €
Informazioni e prenotazioni:
Tel. 06.399 678 88
(da lunedì a venerdì ore 9.00>18.00, sabato ore 9.00>14.00)
www.fondazioneromamuseo.it
Didascalie:
Raffaello Sanzio
Autoritratto
1509
olio su tavola, cm 47 x 35
Firenze, Galleria degli Uffizi
Michelangelo Buonarroti
Apollo-Davide (part.)
fine 1530
marmo, cm 39 x 146
Firenze, Museo Nazionale del Bargello
Manifattura Urbinate, bottega di Orazio Fontana
Piatto con Scena di trionfo
1565-1571 circa
Terracotta smaltata, diametro 46 cm, altezza 6 cm
Firenze, Museo Nazionale del Bargello
Jacopo Sansovino (?)
Progetto per San Giovanni dei Fiorentini, pianta (a sinistra) e sezione (a destra)
1518
Vienna, Albertina