
Rimangono due settimane per visitare il dittico di mostre che Piacenza dedica a uno dei suoi artisti più celebri e talentuosi: Stefano Bruzzi (1835 – 1911). Le esposizioni sono ospitate rispettivamente alla Fondazione di Piacenza e di Vigevano e alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi ed entrambe presentano una cinquantina di opere, tra quadri e disegni. Personalmente consiglio di iniziare il percorso di visita dalla Fondazione, in modo da avvicinarsi all’universo pittorico e poetico di questo “macchiaiolo tra Piacenza e Firenze” (come recita il titolo della mostra allestita in quella sede) dalle opere giovanili a cui fanno seguito quelle frutto dell’incontro con la “Macchia”; la seconda tappa sarà invece dedicata alle opere accomunate dal tema della neve. La maggior parte delle opere hanno per protagonisti pastori e pastorelli con i loro animali, colti durante il lavoro oppure in momenti di pausa.

Particolarmente intensi appaiono gli schizzi, studi non soltanto di animali, ma anche di rocce, arbusti e addirittura recinzioni, a testimonianza dell’estrema attenzione prestata dal pittore ai particolari anche minimi di quanto aveva davanti agli occhi e dello scrupolo “scientifico” (quasi leonardesco) con cui egli si impegnava a ritrarli. In questi fogli non ci sono tracce di ripensamenti: il suo tratto è infatti sicuro e preciso, prova della notevole abilità di disegnatore, riconosciutagli già dalla critica contemporanea più attenta. Pur essendo stato allievo di Lorenzo Toncini, pittore di scene storiche e di tema religioso dalla forte ispirazione romantica (una sua tela raffigurante l’uccisione di Pier Luigi Farnese è esposta nella sala delle armi di Palazzo Farnese), Bruzzi viene subito attratto dall’interesse e dall’indagine del vero e abbandona presto le tematiche care al maestro: nelle opere selezionate dai curatori, infatti, è del tutto assente la Storia.

Negli anni tra il 1854 e il 1858 si colloca il periodo romano durante il quale l’artista perlustra la generosa campagna che gli serve da fonte d’ispirazione e lo convince ad abbandonare definitivamente la pittura di genere storico. Conosce allora l’ambiente artistico romano e stringe amicizia con Giovanni (Nino) Costa che gli presenta Arnold Böcklin. Dopo qualche tempo si avvicina all’ambiente culturale dei Macchiaioli toscani e a Firenze trascorrerà ben venti anni, a partire dal 1875, mantenendo contatti con Giovanni Fattori e Telemaco Signorini, tra gli altri. Ma la sua “patria” rimarrà sempre l’Appennino piacentino, di cui finisce per diventare una sorta di ambasciatore pittorico grazie alle sue opere che vengono diffuse per tutta la Penisola grazie alle cartoline Alinari e ad altre riproduzioni.

Nella mostra ospitata alla Galleria Ricci Oddi su una parete dell’allestimento si può leggere la seguente citazione di Luigi Chirtani (pseudonimo dell’artista e critico Luigi Archinti): “tutto è bianco, tutto ha la stessa tinta che spicca più candida pel contrasto […] ma quante variazioni su quel tema semplicissimo della bianca neve! Tutto è uniforme, ma tutto varia, la tinta si modifica ovunque, e si trasfigura in una ricca armonia di screzi delicati”. Non meno significativo è il giudizio che un ammiratore del pittore piacentino ha lasciato scritto nel registro delle visite: “il miglior macchiaiolo, meglio dei Toscani”. Si tratta di una evidente esagerazione dovuta probabilmente a ragioni di campanilismo, tuttavia può essere letta come un caldo invito a (ri)scoprire un artista che ha dato molto alla sua terra e può essere legittimamente annoverato tra i più significativi pittori del secondo Ottocento.
Qui sotto potete riascoltare il podcast del mio intervento sulle mostre di Stefano Bruzzi alla trasmissione I girasoli di Radio Popolare, condotta da Tiziana Ricci.
Saul Stucchi
STEFANO BRUZZI
Un macchiaiolo tra Piacenza e Firenze
Fondazione di Piacenza e Vigevano
Palazzo Rota Pisaroni
Fino al 19 febbraio 2012
Orari: dal lunedì al sabato 9.30-12.30; 15.00-18.00; domenica su prenotazione
Ingresso gratuito
STEFANO BRUZZI
La poetica della neve
Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi
Fino al 19 febbraio 2012
Orari: dal lunedì alla domenica 9.30-12.30; 15.00-18.00
Biglietto: intero 5 €; ridotto 3,50 €
DIDASCALIE:
Stefano Bruzzi
– Cadon le foglie
– Spaccalegna
– Stagione rigida
– Mulattieri nella neve