La buona vecchia Iperborea ha avuto il merito da noi di spalancare le porte per una ricezione meno approssimativa sul mondo letterario del nord più nord d’Europa. Resta sempre un riferimento importante per la narrativa scandinava – certo, da sottoporre a verifica a ogni uscita –, ma a fronte di una valanga di nomi e di titoli spesso corrivi piombati in questi anni da noi presso diversi editori, il catalogo Iperborea va tenuto d’occhio. In questo lavoro prezioso e meritorio, spiccano alcuni nomi, due dei quali hanno aggiunto un nuovo tassello a fine 2011.

Parliamo di Björn Larsson (lo svedese autore di La vera storia del pirata Long John Silver) che ha scritto un nuovo romanzo di lucida, beffarda consapevolezza sulla letteratura stessa, I poeti morti non scrivono gialli. Del genere, l’opera rivede con maestria i tratti peculiari rovesciandoli in una forma paradossale che ne evidenzia più che i limiti espressivi il ricatto mercantile cui soggiace la più ingovernabile delle ispirazioni.
Larsson mette in scena un sacrificio. Al suo poeta prediletto, un giorno l’editore Karl Petersén propone il contratto della vita – un patto mefistofelico cui il poeta dovrà rispondere secondo le sue possibilità: artisticamente eccellenti, ma fuori fuoco. Ché il suo mestiere sarebbe un altro. Lui non scrive romanzi, soprattutto non scrive gialli: ed è ciò che invece gli viene chiesto, di scrivere un giallo che nel frattempo lo scaltro editore piazzerà nel mercato europeo con il bestseller della stagione. Peraltro, le sue poesie com’è ovvio, non le compra nessuno. Jan Y. Nilsson, poeta lo è davvero. La sua, al netto della smancerosa retorica di casi analoghi, è una concezione nobile del fabbricare versi – le ragioni mercantili sottese all’operazione dell’editore gli sono estranee. Se finisce con l’accettare, non è detto che tutto filerà liscio.
Ma scrivilo questo giallo, Jan, e vediamo cosa succede. Succede che noi leggeremo “una specie di giallo” (sottotitolo in copertina), che incrocia il testo in itinere del povero poeta con le conseguenze impreviste e imprevedibili del suo gesto. Conseguenze mica da ridere. Ci lascerà la pelle, il nostro. Intorno a questo fatto, Larsson costruisce una sferzante, ironica quanto amara riflessione sul mondo editoriale, spurio crocevia di interessi poco nobili, a volte persino osceni, sorprendentemente violenti solo per gli ingenui.
Negli stessi mesi Iperborea ha tradotto anche Le dieci donne del Cavaliere, ennesima prova umoristica ma non banale del finlandese Arto Paasilinna – come i suoi cultori sanno, maestro di un intrattenimento arguto, vibrante, che ha buon gioco contro il rischio sempre in agguato in questi casi di finire nel macchiettismo.
In apparenza scentrato, divagante e fuori misura, il suo romanzo. Qui c’è un cavaliere del lavoro, Rauno Rämekorpi che festeggia i 60 anni nella propria abitazione, snobbando la proposta della moglie di una bella crociera ai Caraibi (bello il dialogo nel quale il protagonista elenca la serie di motivi per i quali non ci pensa minimamente). Solo che alla fine della festa si ritrova spropositate quantità di fiori, pâté e champagne avanzati. Dovrà buttar via tutto, senonché gli fanno notare che potrebbe pur avere “qualche amichetta da omaggiare”.
Ecco, la storia principia da qui. L’improvvisato e non più freschissimo dongiovanni si dà subito da fare: buone maniere, bella chiacchiera, bottiglie e mazzi di fiori, insomma il bric à brac rimasto a disposizione per corteggiare un bel gruppetto di signore, felici dell’offerta, fino a quando scopriranno di non essere le sole. Il libro mantiene le promesse di una scrittura volutamente eccentrica, come altre volte in Paasilinna. La narrazione sopra le righe di un donnaiolo è sempre benvenuta se il tono eroicomico si accompagna all’invenzione. Qui la variazione del corteo femminile fa la sua parte e soccorre autore e lettore in un divertimento che smentisce il luogo comune di una Finlandia tristanzuola nonostante il suo impareggiabile (o secondo letture di commentatori perversi in virtù del suo) stato sociale. Come, è stato detto più volte, del cinema di Kaurismaki.
Michele Lupo
Björn Larsson
I poeti morti non scrivono gialli
Iperborea
Traduzione di K. De Marco
Pagine 360
17 €
Arto Paasilinna
Le dieci donne del Cavaliere
Iperborea
Traduzione di Marcello Ganassini
Pagine 288
15 €