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Voi siete qui: Arte » Il Mantegna ritrovato torna al Museo Poldi Pezzoli di Milano

21 Ottobre 2020

Il Mantegna ritrovato torna al Museo Poldi Pezzoli di Milano

Dal 15 ottobre nel Salone dell’Affresco del Museo Poldi Pezzoli di Milano è allestita la mostra dossier “Mantegna ritrovato”, costruita attorno alla “Madonna con Bambino” del pittore rinascimentale. L’opera torna visibile al grande pubblico dopo un intervento conservativo iniziato nel marzo del 2019 e concluso a dicembre.

Andrea Mantegna, Madonna con Bambino, Museo Poldi Pezzoli, Milano

Il restauro è stato compiuto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Più precisamente l’ha effettuato Lucia Maria Bresci sotto la direzione di Cecilia Frosinini e Marco Ciatti dell’Opificio, con la collaborazione tecnico-scientifica di Roberto Bellucci. Ha collaborato anche il conservatore del Museo Poldi Pezzoli Andrea Di Lorenzo. Fondamentale è stato il sostegno della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus.

L’intervento di Molteni

Ma facciamo un salto indietro nel tempo. A metà dell’Ottocento il quadro apparteneva a Giovanni Morelli, storico dell’arte e uomo politico (la sua collezione d’arte arricchisce l’Accademia Carrara di Bergamo). In una lettera all’amico Niccolò Antinori Morelli scrisse: “Una Madonna del Mantegna (a tempera forte) col bambino che dorme che è una meraviglia davvero; la testa della Madonna pur troppo è stata ritoccata. A me fu venduto per ‘quadro della scuola mantegnese’ – ma è indubitabile Andrea Mantegna”.

Nell’anno dell’Unità d’Italia (1861) Morelli – che aveva bisogno di liquidità per saldare un debito di gioco! – la vendeva a Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

Due anni più tardi Poldi Pezzoli commissionò il restauro dell’opera a Giuseppe Molteni, pittore e direttore della Pinacoteca di Brera. Col senno di poi possiamo riconoscere che non fu una scelta felice. All’epoca, tuttavia, andavano di moda gli interventi integrativi, se non addirittura “migliorativi”, per i quali, nel milieu artistico, era noto il Molteni. E il Molteni non si fece pregare. Ma il suo intervento fu più una ridipintura che un restauro, tanto invasivo (con ricostruzioni fantasiose) da compromettere la “lettura” dell’opera.

Datazione e restauro

Gli storici dell’arte si sono trovati in difficoltà nel datarla. Chi l’attribuisce alla prima fase della carriera del pittore, al periodo padovano, chi invece la sposta a quello mantovano o all’ultima fase. La ripulitura dell’opera consente oggi di ancorarla proprio a quest’ultimo periodo, anche per affinità stilistiche con il “Cristo” del Museo Civico “Il Correggio” della città emiliana, firmato e datato 1493.

Mostra "Mantegna ritrovato" al Museo Poldi Pezzoli di Milano

Si legge nell’opuscolo pubblicato a corredo della mostra, disponibile al prezzo simbolico di 1 €: “L’intervento si è indirizzato al ristabilimento di un equilibrio cromatico, spaziale e formale, attraverso la graduale e selettiva rimozione della vernice. L’operazione è stata assai complessa, a causa della tecnica originale del dipinto e della profonda alterazione indotta dalla penetrazione della vernice impropriamente applicata da Molteni”.

Il librino riporta i testi dei pannelli didascalici e la riproduzione di una selezione di dettagli della tecnica esecutiva del Mantegna e di alcune immagini significative della campagna diagnostica che si è svolta con diverse tecniche.

La fluorescenza X a scansione, per esempio, ha consentito la mappatura del rame. Perché il rame? Perché di questo elemento è composto il pigmento dell’azzurrite con cui il pittore ha dipinto il manto della Madonna. Sopra lo strato originale il Molteni ne aveva steso un altro di Blu di Prussia. A ogni epoca il suo colore (ma qui bisognerebbe scomodare lo storico del colore Michel Pastoreau e magari anche Ennio Flaiano…).

Interessante anche il video riprodotto nella saletta dei Pizzi. Come la brochure, si sofferma sulla scritta “Nigra sum sed pulchra”, citazione dal Cantico dei cantici. A occhio nudo non è possibile scorgerla: è visibile soltanto fotograficamente. Ma devo confessare che quello che più mi ha colpito è l’omonimo brano musicale, composto da Pablo Casals. L’eco delle sue note risuona nel Salone dell’Affresco, udibile al visitatore in contemplazione dell’opera del Mantegna, con quel Bambino stretto in una candida veste che prefigura il lenzuolo funebre.

Saul Stucchi

Andrea Mantegna
Madonna con Bambino (1490-1499)
Tempera magra su tela, 35,5×45,5 cm
Museo Poldi Pezzoli, Milano

Mantegna ritrovato

Dal 15 ottobre 2020

Museo Poldi Pezzoli
via Manzoni 12
Milano

Informazioni:

www.museopoldipezzoli.it

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