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16 Luglio 2013

A RODRIGUES CON LE CLÉZIO E MARIA LAURA CRESCIMANNO

Con il consenso dell’Autrice, pubblichiamo la premessa al libro A Rodrigues con Le Clézio. Viaggio alla scoperta della più piccola delle Isole Mascarene di Maria Laura Crescimanno, disponibile nelle principali librerie online.

Crescimanno_cover“Andare alla scoperta di Rodrigues da inviata per alcuni periodici, è stato un viaggio come si dice, della vita, che mi ha insegnato la dignità, l’impegno di chi cerca di costruire il suo futuro sul lavoro, l’ottimismo, la convinzione di farcela. Mentre scrivo mi passano davanti agli occhi i volti /incontri che mi hanno consentito di entrare in quel piccolo ed armonico microcosmo. Ma sullo sfondo resta un nome, come un fantasma in cui mi sono imbattuta durante il mio viaggio di anni fa, che non mi ha più lasciato. Il personaggio, poi diventato reale nelle sue opere, è lo scrittore franco mauriziano J.M. Gustave Le Clézio. Il primo a nominarmelo era stato il direttore della riserva Francois Legaut a Rodrigues, che mi raccomandò di cercare in Europa il suo Voyage a Rodrigues, (ed. Gallimard). Credo che da questo primo diario sulle orme del nonno alla ricerca del tesoro dei pirati del Commandeur, Le Clézio abbia poi costruito il romanzo, “Le chercheur d’or” Il cercatore d’oro. Pagine che odorano di vento, di rocce, di alberi e di mare. Nelle sue più svariate e meravigliose descrizioni. E di una chimera, il tesoro, che è poi la ricerca di se stessi.

Un’idea, quasi un bisogno, mi si pianta nella testa, incontrarlo, intervistarlo per parlargli dell’isola. Le Clézio mi incanta con la sua scrittura di paesaggi marini, pregna di luce e introspezione. Da qualche parte ha scritto “ io non invento quasi nulla, le mie fonti sono i miei ricordi d’ infanzia e quello che vedo e ho visto nella realtà”. Non esito a dirlo, per me lui è un’icona inarrivabile. Premio Nobel per la letteratura nel 2008, la critica lo definisce “viaggiatore e scrittore nomade”. La motivazione per l’attribuzione del premio recita “autore di nuove partenze, esploratore di umanità oltre la civilizzazione”.
La sua è una prosa molto lineare, ma allo stesso tempo poetica, estatica e sensuale. Non basta per farne un mito? Lo cerco come posso, virtualmente, trovo una sua bio su Wikipedia, è autore di oltre 40 titoli quasi tutti sul mare!

Finalmente ha un volto e un’ identità, origini metà bretoni metà mauriziane per parte dei nonni. Scopro e approfondisco il suo legame con l’isola di Rodrigues e cerco di leggere il più possibile tra i suoi titoli, Deserto, Il cercatore d’ oro, Continente Invisibile, Voyage a Rodrigues, Il posto delle Balene. Spulciando tra i moltissimi viaggi che ha fatto sin da ragazzino seguendo il padre medico in Algeria, trovo un altro punto di contatto con la mia ben più limitata esperienza di viaggiatrice: gli indios delle isole San Blas. Lui ci ha vissuto quattro anni, io sono andata da giornalista inviata solo per 10 giorni a vela. Dunque ci legano questi due microcosmi isole, Rodrigues e San Blas. Mondi di mare e di gente semplice, culture fuori del progresso, dalla modernità che ci assedia, dalla corsa folle verso il benessere economico a qualsiasi costo, l’ ostentazione, il possesso. Mondi in bilico. È questo ragionamento sul progresso a discapito della natura che vorrei fare con lui, chiedergli di quale sia il confine tra uomo, avventura, scoperta, profitto, quando invece la razza umana con il suo delirio di onnipotenza sta cementificando, appestando terra e mare con la plastica, surriscaldando gli oceani, rompendo equilibri più antichi dell uomo stesso, l’ecosistema accusa già i danni tangibili da tutti. Forse già irreparabili dicono i catastrofisti. La tecnologia, secondo gli ottimisti, ci salverà, ma dovremmo crederci? Lontani dai grandi spazi, dalla forza del mare, del deserto, della luce pura, gli uomini, e a ben dire anche i personaggi di Le Clézio, perdono il contatto con la felicità, o con l’ ipotesi di essa. Perfetto per questo è il suo piccolo romanzo sulla baia messicana dove vanno a riprodursi, e a morire, le balene.

È la curiosità che mi guida ad ipotizzare un’ intervista, o meglio, un dialogo con il mio autore. Si, ma come fare? Chiaro che provo a contattarlo, attraverso il sito dei Premi Nobel, tentativo inutile, attraverso Facebook, ha una casella bloccata, tramite un editore amico che ha pubblicato uno dei suoi primi romanzi, Il Verbale, che mi dice che lui è un tipo impossibile da approcciare, molto chiuso, figurarsi, bretone e marinaio… leggo che vive con la seconda moglie marocchina tra Albourquerque, in New Messico, e Nizza. Ha insegnato letteratura francese in giro per il mondo. Adesso, potrebbe anche dedicarmi un paio d’ ore, magari su internet ed aiutarmi a raccontare la sua isola, in fondo si tratta di farla conoscere a pochi appassionati, di favorire il suo corretto sviluppo futuro, di condividerla con chi la amerà e lotterà per salvarla…”
Maria Laura Crescimanno

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