Non voleva essere considerato il nuovo Pelé. Desiderava essere “simplemente Maradona”, semplicemente Maradona. Beh, quanto sia stato complicato quel simplemente lo racconta il nuovo film documentario di Asif Kapadia “Diego Maradona” che nel sottotitolo “Ribelle. Eroe. Sfrontato. Dio” riassume le principali tappe della sua ascesa. Prima dell’inevitabile caduta, rumorosa e drammatica quanto lo era stata la prima parte della parabola.

Il lungometraggio sarà proiettato nelle sale italiane soltanto nelle date del 23, 24 e 25 settembre 2019. Racconta la straordinaria carriera del Pibe de Oro, dalla favela di Villa Fiorito ai due scudetti con il Napoli e alla Coppa del Mondo con l’Argentina, tra sacrifici, dribbling, amicizie pericolose, relazioni amorose, cocaina e camorra.
Già la sequenza iniziale è significativa: un’auto sfreccia per le vie di Napoli tallonando la vettura che la precede, come fosse la scorta di un giudice antimafia. E invece sta scortando Maradona allo Stadio San Paolo. No, non era soltanto un giocatore di calcio. Diego Armando Maradona è stato il dio della città, più che il suo beniamino.
La città più povera d’Italia – notava un giornalista francese – aveva acquistato dal Barcellona il calciatore più caro della storia. E anche questo la dice lunga sui rapporti tra calcio, società ed economia. La conferenza stampa di presentazione del neoacquisto, con il giornalista che chiede al presidente Ferlaino chiarimenti su eventuali pressioni della camorra, ottenendo per tutta risposta di essere sbattuto fuori dalla sala svela in pochi istanti il cortocircuito tra calcio e comunicazione.
Diego e Maradona, due personalità distinte come il Dottor Jekyll e Mister Hyde, s’alternano per tutta la durata del film, tra spezzoni di partite (i due gol all’Inghilterra ai Mondiali del 1986 sono epica omerica), interviste, momenti privati, ricordi. Il tutto cucito con l’abile montaggio di Chris King (il montaggio è tutto, bellezza!) e la colonna sonora firmata da Antonio Pinto, molto Anni Ottanta.
Sul sito di Nexo Digital è disponibile l’elenco delle sale in cui verrà proiettato “Diego Maradona”: www.nexodigital.it.
Saul Stucchi
Didascalia:
Diego Armando Maradona esulta per il primo scudetto conquistato dal Napoli, il 10 maggio 1987.
Meazza Sambucetti/AP/Shutterstock