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Voi siete qui: Arte » Dall’argilla all’algoritmo alle Gallerie d’Italia di Milano

1 Luglio 2019

Dall’argilla all’algoritmo alle Gallerie d’Italia di Milano

Fino al prossimo 8 settembre si potrà visitare alle Gallerie d’Italia di Piazza della Scala a Milano la mostra “Dall’argilla all’algoritmo. Arte e tecnologia”, curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria, con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli.

Presenta una settantina di opere la cui provenienza è così suddivisa: più della metà (per la precisione 43) appartengono alle raccolte d’arte di Intesa Sanpaolo, 22 sono prestate dal Castello di Rivoli (comprese alcune in comodato dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT), 3 opere sono della Fondazione Carisbo e altrettante della Fondazione Cariparo. Qual è il filo che le tiene insieme? Il rapporto con la tecnologia che accomuna lavori diluiti nell’arco di due millenni e mezzo.

"Dall'argilla all'algoritmo. Arte e tecnologia": foto di Duilio Piaggesi

Collocati a pochi passi l’uno dall’altro possiamo vedere l’olio su tela “Milano, Piazza della Scala” dipinto nel 1933 da Anselmo Bucci (1887-1955) in cui è ben riconoscibile l’edificio delle Gallerie d’Italia (che un tempo ospitava la Banca Commerciale Italiana) e vasi attici e apuli realizzati quattro o cinque secoli prima dell’era volgare.

Riecco Milano nei quadri “Officine a Porta Romana” di Umberto Boccioni e “La Nuova Galleria in Milano col passeggio notturno” di Carlo Canella (1800-1879) che immortala il “palcoscenico” meneghino per eccellenza, diventato oggi un chiassoso set per i selfie: sic transit gloria mundi, anche per colpa o merito della tecnologia.

Quella stessa tecnologia che vediamo ostentata con orgoglio nell’“Autoritratto come orologiaio” attribuito ad Agostino Carracci. Nel 1582 venne introdotto il Calendario Gregoriano che consentiva di “superare lo sfasamento tra il calendario giuliano – introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C. e usato fino ad allora – e l’andamento dell’anno solare, nei confronti del quale si era, in quel momento, in ritardo”, spiega la didascalia. Altro che gli aggiornamenti dei nostri ipertecnologici smartphone!

"Autoritratto come orologiaio" attribuito ad Agostino Carracci - foto di Duilio Piaggesi

Gli accostamenti tra le opere sono tematici, non cronologici. Così un’icona russa del XIX-XX secolo sta di fronte a una “Santa Caterina d’Alessandria”, tavola dipinta a tempera e oro da Francesco de’ Franceschi attorno alla metà del XV secolo. E la “Ragazza che cammina” di Michelangelo Pistoletto pare snobbare le “Muse metafisiche” di Giorgio De Chirico appese sulla parete opposta.

Recita la didascalia delle “Icone miracolose della Madre di Dio”, disposte in un “casellario” di 14 immagini per ciascuna delle 17 file:

L’intento di conservare memoria delle immagini della tradizione caratterizza la composizione dell’opera, in cui sono raffigurate 238 icone mariane. Il fatto che ciascuna di esse riproduca una specifica tipologia rappresentativa testimonia, pur nella rigorosa fedeltà a canoni prestabiliti, la multiformità delle iconografie diffusesi nei secoli. A uno sguardo contemporaneo, la dimensione a un tempo unica e molteplice di queste immagini si affianca alla riflessione sui concetti di riproduzione e serialità introdotti dalle possibilità del mezzo fotografico nel XIX secolo, poi moltiplicate in maniera esponenziale dalla tecnologia digitale.

Appare tenue il filo che tiene insieme le opere. Va cercato con attenzione, leggendo le interessanti didascalie a corredo delle opere. Davanti all’immenso “Panorama No.5, 2016-2017” del cinese Liu Wei (classe 1972), opera realizzata al computer, si rimane forse un po’ frastornati. Dice l’artista: “Il computer è come un grande cervello che pensa in continuazione e io mi limito a organizzare. Il suo modo di pensare è totalmente diverso dal mio. È pura logica resa attraverso il colore”.

Una sala della mostra "Dall'argilla all'algoritmo. Arte e tecnologia": foto di Duilio Piaggesi

Più “tradizionali” la tela con “La costruzione del tempio di Gerusalemme da parte del re Salomone” (1754 circa) di Francesco De Mura, immaginata con gli strumenti e le impalcature del Settecento e l’arazzo tessuto in lana e seta con il “Trionfo di Alessandro”, realizzato dalla manifattura dei Gobelins su un disegno di Charles Le Brun (1670-1700). Il dipinto del “Primo pittore” del Re Sole è conservato al Museo del Louvre. Oltre all’abilità degli arazzieri, va qui ammirata la struttura dei celeberrimi giardini pensili di Babilonia, una delle sette meraviglie del mondo antico.

Accanto è esposto il “Trionfo veneziano (Trionfo di Francesco Morosini)”, datato post 1687, opera di un anonimo pittore di ambito veneto. Nel 1687 Morosini aveva ripreso ai Turchi i possedimenti veneziani nel Mar Ionio e nel Peloponneso (Morea). Di circa mezzo secolo anteriore è invece la “Fantasia architettonica (Parata militare)” attribuita al cosiddetto Monogrammista “GA E”. Queste opere invitano a valutare il rapporto – strettissimo – tra guerra e tecnologia.

Fa riflettere anche il rapporto tra tecnologia e comunicazione di massa, a cui alludono le immagini in movimento del cosmorama (antesignano del cinema) evocate dal veneziano Pietro Longhi ne “Il Mondo Novo” (1750-1760 circa).

Hydria attica a figure rosse del Pittore di Leningrado

La mia formazione classica non mi consente di essere neutrale: a parer mio i pezzi più belli sono quelli più antichi. Meglio l’argilla dell’algoritmo, per rimanere al titolo. Su tutti si staglia l’hydria (kalpis) attica a figure rosse del Pittore di Leningrado. Vale mille volte lo smartphone con cui tenterete di fotografarla. E non mi riferisco al valore economico.

Saul Stucchi
Le foto della mostra sono di Duilio Piaggesi

Dall’argilla all’algoritmo. Arte e tecnologia

Dal 31 maggio all’8 settembre 2019

Orari:
da martedì a domenica 09.30 – 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)
Giovedì 9.30 – 22.30 (ultimo ingresso ore 21.30)
Lunedì chiuso

Biglietti: intero 10 €; ridotto 8 €
Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese e giovedì 15 agosto

Gallerie d’Italia
Piazza Scala
Milano

Informazioni:
https://www.gallerieditalia.com/

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