Al MUDEC – Museo delle Culture di Milano rimarrà aperta dal primo maggio all’8 settembre 2019 la mostra “Roy Lichtenstein. Multiple Visions”. Curata da Gianni Mercurio con un progetto di allestimento firmato da Corrado Anselmi, è promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE.

Presenta circa 100 opere dell’artista americano, scomparso poco più di vent’anni fa, nel 1997. Per la maggior parte sono prints – alcune anche di grande formato, come per esempio “Reflections on Crash” del 1990 che misura poco più di 190 cm in larghezza per 150 in altezza – ma ci sono anche sculture e alcuni arazzi.
Sono proprio questi ultimi, in particolare, ad avere attirato l’attenzione di chi scrive queste note. Assolutamente riconoscibili come opere di Lichtenstein, destano però nel visitatore (almeno in quello che non abbia una conoscenza approfondita dei lavori dell’artista) un sovrappiù di curiosità che spinge a soffermarcisi davanti per ammirarli con calma.
Viene anche da domandarsi come si tengano pulite opere di questo genere (ma qui si aprirebbe lo spinoso capitolo sulla manutenzione e sul restauro delle opere moderne, spesso più delicate e bisognose di cure di quelle antiche o soltanto vecchie…).

Il percorso espositivo si apre con “I love Liberty” del 1982, una serigrafia a colori su carta Arches 88, per chiudersi (quasi) con un breve filmato che forse avrebbe trovato miglior collocazione al principio. È infatti molto interessante perché non solo mostra alcune tecniche di lavorazione utilizzate da Lichtenstein (si rimane ammirati nel vedere l’abilità con cui “disegnava” i contorni con il nastro isolante), ma anche ne svela la cura per ogni minimo dettaglio, la sua puntigliosità estrema.
Il pavimento “puntinato” è un omaggio al segno inconfondibile dell’artista statunitense. Da una parte provoca un poco di smarrimento e rischia di confondere la vista, dall’altra permette di “entrare” nelle sue opere.
Il percorso espositivo
Mercurio e i suoi collaboratori hanno scelto di non dare un senso cronologico al percorso espositivo, suddividendolo invece in sezioni tematiche. Ed è un paradosso riconosciuto dallo stesso curatore che nella presentazione stampa ha contrapposto Lichtenstein a Banksy, protagonista della mostra appena conclusa proprio qui al MUDEC. Mentre per Banksy il contenuto è tutto, per Lichtenstein è la forma ad essere importante.

Dopo una veloce introduzione, si susseguono le sezioni tematiche intitolate rispettivamente:
- Storia e Vernacoli
- Oggetti
- Interiors
- Action Comics
- La figura femminile
- Paesaggi
- Astrazione
- Maestri del Novecento
Sulle pareti sono riprodotte alcune citazioni dell’artista, come quella che recita “La mia recente scultura di una ‘pennellata’ è il tentativo di dare una forma stabile a qualcosa che avviene nel momento, di dare solidità a qualcosa di effimero, di renderlo concreto”. La si legge dove sono esposte alcune sue sculture intitolate appunto “Brushstroke”, “Pennellata”.
Action Comics e Picasso
Interessanti sono i testi dei pannelli didattici, ma ad attirare l’attenzione sono inevitabilmente le opere più “riconoscibili” di Lichtenstein: litografie, serigrafie e xilografie. I cartellini delle didascalie vanno letti con attenzione, anche solo per curiosità. C’è tutto un universo (con il suo glossario di termini tecnici) da scoprire o da approfondire, dai tipi di carta alla goffratura, all’utilizzo di collage in PVC metallizzato…
Dicevamo del breve video proiettato nell’ultima parte del percorso. In esso l’artista parla anche di Picasso. E proprio Picasso è stato tema di riflessione per Lichtenstein. Lo vediamo in alcune opere in particolare, come per esempio “Still Life with Picasso”.
Un’altra citazione recita:
Stavo realizzando dei cartoon e altre immagini commerciali e, semplicemente, mi venne l’idea che avrei potuto realizzare un Picasso e farne qualcosa di semplice e che avrei potuto utilizzarlo quasi nello stesso modo in cui avrei potuto utilizzare soggetti d’arte minore. Tuttavia, era qualcosa di più dell’idea di realizzare una riproduzione di Picasso e sembrava un falso Picasso, un Picasso declinato in vernacolo, o un Picasso “versione discount”, una qualunque di queste cose.
Viene allora da immaginarsi, per una sorta di contrappasso, Picasso che cimenta il proprio genio con gli Action Comics dell’americano. Intanto che ci pensate, avete più di quattro mesi per ammirare le opere di Lichtenstein al MUDEC di Milano.
Saul Stucchi
Didascalie:
Roy Lichtenstein
Reverie (1965)
Serigrafia su carta bianca liscia
76.5 x 60.9 cm
Collection Lex Harding
© Estate of Roy Lichtenstein
Una sala della mostra di Roy Lichtenstein al MUDEC di Milano.
Foto di Carlotta Coppo
Roy Lichtenstein
Reflections on Crash (1990)
Litografia, serigrafia, rilievo e collage in PVC metallizzato con goffratura su carta Somerset fatta a mano
150.2 x 190.5 cm
Collection Lex Harding
© Estate of Roy Lichtenstein
ROY LICHTENSTEIN. MULTIPLE VISIONS
Dall’1 maggio 2019 all’8 settembre 2019
Orari:
Lunedì 14.30 – 19.30
Martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9.30 – 19.30
Giovedì e sabato 9.30 – 22.30
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: intero 14 €; ridotti 12 / 8 €
Informazioni:
Tel. 02.54917
http://www.mudec.it