“Sarebbe bello vederlo accanto al suo pendant, che ora appartiene alla signora Gardner di Boston”, scriveva lo storico dell’arte Bernard Berenson nel 1902 in un articolo intitolato “The Morelli Collection at Bergamo”, pubblicato sulla rivista “The Connoiseur”.
All’Accademia Carrara di Bergamo si può veder realizzato l’auspicio di Berenson: la tavola con la “Storia di Lucrezia” dipinta da Sandro Botticelli, uno dei gioielli dell’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston è esposto accanto alla “Storia di Virginia” della pinacoteca orobica.
[adsense-inarticle]Attorno a questo storico accostamento è stata organizzata – con la curatela di Maria Cristina Rodeschini e Patrizia Zambrano – una piccola esposizione, dal titolo “Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo”, che rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2019, per poi attraversare l’oceano Atlantico con destinazione la capitale del Massachusetts.
La mostra permette ai visitatori di approfondire il contesto nel quale vennero realizzate le due opere che un tempo erano riunite a Firenze e ne agevola la lettura. Entrambe sono infatti ricche di personaggi, a prima vista difficili da identificare.
Chi è, per esempio, il magistrato seduto sull’alto tribunale che occupa il centro della scena nella Storia di Virginia? E cosa raccontano i rilievi dell’arco di trionfo che fa da sfondo alla concitata scena attorno al cadavere della povera Lucrezia, trafittasi il petto dopo aver ottenuto dal marito e dal padre la promessa della vendetta contro Sesto Tarquinio, figlio del re di Roma Tarquinio il Superbo. Sono una sorta di sunto della storia leggendaria di Roma, ricca di personaggi pronti al sacrificio per il bene della patria, come Orazio Coclite, Muzio Scevola e Marco Curzio.
Botticelli e Firenze
Il Museo Nazionale del Bargello di Firenze ha prestato un esemplare della medaglia in bronzo che ricorda la congiura dei Pazzi, avvenuta nel 1478. Vi perse la vita Giuliano de’ Medici, fratello minore di Lorenzo il Magnifico. L’Accademia Carrara conserva uno dei tre ritratti del giovane. Si tratta probabilmente della versione più antica, a cui seguirono quelle attualmente esposte alla National Gallery of Art di Washington e alla Gemäldegalerie di Berlino.
Di questa mostra – approfondimento fa parte anche il terzo Botticelli dell’Accademia, ovvero il Vir Dolorum, messo in “dialogo” con il Crocifisso del Museo dell’Opera del Duomo di Prato.
“Giunto alle soglie dei cinquant’anni Botticelli rinnova il suo repertorio; i temi mitologici e profani lasciano spazio ai soggetti sacri e lo stile si fa introspettivo, meno naturalistico e volutamente arcaizzante” si legge nel testo riportato sul pannello didattico.
Ma oltre che sull’artista e sul suo mondo la mostra si sofferma sui due collezionisti d’arte che ebbero il privilegio (dovuto anche alle immense risorse di cui disponevano) di possedere le due tavole, ovvero Giovanni Morelli (1816 – 1891) e Isabella Stewart Gardner (1840 – 1924). Di Giovanni Morelli è esposto un ritratto fotografico realizzato da Giulio Rossi negli anni Ottanta dell’Ottocento, ma in una saletta precedente ci sono due ritratti a olio, opere di Franz Seraph von Lenbach e di Cesare Tallone.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Sandro Botticelli
Storia di Lucrezia
Isabella Stewart Gardner Museum, Boston - Sandro Botticelli
Storia di Virginia
Accademia Carrara, Bergamo
Le storie di Botticelli
Tra Boston e Bergamo
Dal 12 ottobre 2018 al 28 gennaio 2019
Orari: 9.30 – 17.30; ultimo ingresso 16.45
Chiuso il martedì
Biglietti: intero 12 €; ridotti 10 / 6 €
Accademia Carrara
Piazza Carrara 82
Bergamo
Informazioni: