Duecento opere (200!) selezionate per un percorso espositivo che si srotola in 17 sezioni divise in due musei di Milano: le Gallerie d’Italia e il Poldi Pezzoli. Questa in estrema sintesi sarà la mostra (monstre) “Romanticismo”, a cura di Fernando Mazzocca, che aprirà i battenti il prossimo 26 ottobre. È stata presentata questa mattina (11 settembre) proprio alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala.

Il ruolo di Milano
In apertura Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, ha parlato del dialogo ideale che verrà instaurato tra la mostra e la collezione permanente delle Gallerie e ha ricordato il ruolo di Milano (e più in generale della Lombardia) come grande laboratorio del Romanticismo, sottolineando la forza d’attrazione della metropoli, centro egemone, anche se non unico.
Lo “straordinario corpus di opere” che verrà squadernato è il frutto della generosa disponibilità dei prestatori a riconoscimento del ruolo e del prestigio di Banca Intesa con le Gallerie d’Italia e testimonia l’apprezzamento del livello di assoluta professionalità dimostrato nelle precedenti esposizioni.
Gian Giacomo Attolico Trivulzio, Presidente del Museo Poldi Pezzoli, ha illustrato il ruolo della casa museo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli che ospiterà 5 sezioni, tra il piano terra e il primo piano. Il cuore e culmine del percorso non potrà che essere lo Studiolo Dantesco, Wunderkammer consacrata al poeta della Commedia, faro per tutti i protagonisti del Romanticismo.
La parola al curatore
Sono stati necessari 3 anni di lavori per organizzare la mostra, ha detto il curatore Fernando Mazzocca, importante perché è la prima impresa dedicata a restituire il volto del Romanticismo italiano, un movimento che in tutta Europa si è fatto interprete del cambiamento epocale (sociale, culturale, artistico…) portato prima dalla Rivoluzione Francese e poi dalla “grande avventura napoleonica”.
Dopo questa profonda frattura cambiò per sempre il modo di sentire e interpretare la realtà e il mondo. In campo artistico, per esempio, i generi del paesaggio e del ritratto affiancano ormai la pittura storica e quella religiosa, con pari dignità. “L’arte entra nella vita” e l’uomo è profondamente mutato nelle sue attese e nei suoi desideri.
La mostra si articolerà come un grande romanzo, con le sezioni a scandire in capitoli tematici i vari aspetti del Romanticismo, a cominciare dal paesaggio con la riscoperta della bellezza dell’Italia. In questo caso il merito va riconosciuto ai paesaggisti piemontesi che – sulle orme di Napoleone che le aveva “violate” – riscoprono le Alpi, mentre la Scuola di Posillipo si concentra sulle bellezze del Golfo di Napoli.
Un ruolo importante l’avrà il Manzoni, di cui saranno esposti i due soli ritratti autorizzati, quello realizzato da Giuseppe Molteni con Massimo D’Azeglio per la parte paesaggistica, e quello di Francesco Hayez.
Metterà insieme i lavori di ben 85 artisti (dal già citato Hayez a Corot, da Turner a Giuseppe Pietro Bagetti, da Caspar David Friedrich a Ippolito Caffi), di cui 13 scultori, e sarà, ha concluso Mazzotta, una “mostra di novità”, con una trentina di opere inedite, e una “mostra virtuosa” perché per la sua realizzazione non sono stati sollecitati soltanto studi di approfondimento ma anche importanti restauri.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Francesco Hayez
La Meditazione, 1851
Olio su tela, cm 92,3 x 71,5
Verona, Galleria d’Arte Moderna “Achille Forti” - Giuseppe Pietro Bagetti
Notturno con effetto di luna (1820-1830)
Torino, Musei Reali – Palazzo Reale - Thedore Duclère
La casa del Tasso a Sorrento (1860 circa)
Sorrento, Museo Correale di Terranova
Romanticismo
Dal 26 ottobre 2018 al 17 marzo 2019
- Gallerie d’Italia
Piazza della Scala, 6
Tel. 800 167619
Orari: 9.30 – 19.30 (giovedì chiusura alle ore 22.30) – Lunedì chiuso - Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni,12
Tel. 02 794889 – 02 796334
Orari: 10.00 – 18.00 (Giovedì chiusura alle ore 22.30) – Martedì chiuso
Biglietti: 10 € accesso in una sola sede della mostra, 7 € accesso alla seconda sede (previa presentazione del primo biglietto d’ingresso)