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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Recensione di “Ladri di saponette” di Maurizio Nichetti

23 Maggio 2018

Recensione di “Ladri di saponette” di Maurizio Nichetti

Ci stiamo specializzando in compleanni: l’8 maggio Maurizio Nichetti ha festeggiato i settant’anni e noi lo vogliamo ricordare con “Ladri di saponette” (1989).

La copertina del DVD del film "Ladri di saponette" di Maurizio NichettiÈ vero che l’8 maggio è passato da qualche giorno, ma – come spiegherò nel mio prossimo pezzo – ho avuto un invito a cena dai fratelli Lumière, un invito al quale non mi era consentito rinunciare.

Maurizio Nichetti, dunque. Uno dei più geniali e poliedrici autori del nostro cinema, che, però, da ormai 17 anni non fa uscire nelle sale un suo film. Attualmente si dedica all’insegnamento presso la facoltà di Comunicazione, Relazioni Pubbliche e Pubblicità della Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM.

Ho scritto poliedrico, perché, ancor prima di laurearsi in Architettura (nel 1975), ha frequentato il corso di mimo al Piccolo Teatro di Milano, e già dal 1971 aveva iniziato la sua collaborazione con Bruno Bozzetto. Nell’oasi felice formata da Bruno e dai suoi collaboratori ha lavorato per sette anni come sceneggiatore di cartoni animati e come attore nel film a tecnica mista “Allegro ma non troppo”. La tecnica mista prevede un’opera per metà animata e per metà no: questa tecnica sarà poi usata da Nichetti in alcuni dei suoi lungometraggi.

Nel 1975 Nichetti è stato anche tra i cinque fondatori della scuola di mimo “Quelli di Grock”, compagnia ancora attiva, che ha proseguito la sua ricerca teatrale anche senza alcuni degli ideatori.

L’anno del debutto sul grande schermo è il 1979 con “Ratataplan”, un esempio di come si possa fare cinema – fra elogi dei critici e successo da parte del pubblico – con pochi soldi ma con tante idee.

Da questo momento, Maurizio Nichetti si afferma come autore originale e ricco di fantasia creativa. Lavora spesso per la pubblicità e per la televisione, fino a quando non inizia la sua attività didattica: Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino, Università Cattolica di Milano e Civica Scuola di Cinema (sempre di Milano) e, per finire, lo IULM.


Venendo a “Ladri di saponette”, devo dire che, proprio quando avevo deciso, diversamente dal solito, di raccontare un po’ di trama, mi trovo completamente spiazzato da questa pellicola. Come preannunciato nella precedente recensione, Nichetti vuole omaggiare il cinema neorealista e in particolare “Ladri di biciclette”.

Però, dopo un incipit identico al film di De Sica, continuando nella visione, accade che la pellicola venga interrotta dalla pubblicità e che la trama cominci a sfaldarsi. Da questo momento si assiste ad una continua interazione tra il passato e il presente, con situazioni paradossali che è difficile persino descrivere. Non per niente, Nichetti ha definito questa sua opera: “Il primo film che interrompe la pubblicità”.

Così, nel lontano 1989, quando ancora si discuteva nei media sull’invadenza della pubblicità, il nostro, spiazzando tutti, prendeva di petto il problema e anticipava di almeno un decennio quello che sarebbe diventata la televisione in Italia. E, visto che ci si trovava, Nichetti ne approfittò, per bacchettare anche la gran parte del pubblico televisivo, incapace quasi di distinguere il trash da prodotti più raffinati, come se non facesse differenza vedere sullo schermo l’una cosa o l’altra.

Una citazione di merito, oltre che alla perfetta sceneggiatura (dello stesso Nichetti e di Mauro Monti), va al direttore della fotografia Mario Battistoni, capace di recuperare il bianco e nero neorealista, ma anche il colore freddo e funzionale della pubblicità.

Note

Maurizio Nichetti è milanesissimo (nato nel quartiere Gioia) e ha sempre rivendicato la sua appartenenza a questa città. Quasi tutte i suoi film sono ambientati o girati a Milano e capita spesso che da alcune riprese o da particolari squarci, riesca a mostrare la metropoli sotto una veste poetica o surreale.

Gli spezzoni di spot televisivi che compaiono in “Ladri di saponette”, pur se con nomi modificati, sono originali pubblicità d’epoca.

In ultimo, ci sono due paradossi che emergono da questa pellicola. Il primo è che tra i produttori ci sia Reteitalia, vale a dire Berlusconi e il suo impero televisivo, basato sulla pubblicità. Il secondo è che, trasmettendo il film sul piccolo schermo, diventa grottesca l’idea di interromperlo con della vera pubblicità: sarebbe confermata una volta di più la tesi alla base della fatica di Nichetti.
L S D

Ladri di saponette

  • Regia: Maurizio Nichetti
  • Interpreti: Maurizio Nichetti, Caterina Sylos Labini, Federico Rizzo, Renato Scarpa, Salvatore Landolina, Heidi Komarek, Lella Costa, Claudio G. Fava
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