“La pazzia di Disney” ovvero recensione dello spettacolo “The Master of Musical” de “Le Nuove Proposte” di Cirimido (CO), andato in scena il 14 aprile 2018.

Perché “La pazzia di Disney”? Prendo a prestito una frase tratta dallo spettacolo e la adatto al regista/autore della sceneggiatura. Quando presentò a “Le Nuove Proposte” questa sua idea (ed è passato più di un anno e mezzo), alcuni si mostrarono scettici, altri presero tempo, o magari cominciarono le prove, per poi abbandonare.
Ma Paolo Volonté (la persona di cui sto parlando) tirò avanti per la sua strada senza farsi turbare più di tanto. Non sono mancate le difficoltà, qualche volta sembrava davvero un progetto impossibile, comunque: siamo arrivati fino in fondo. “La pazzia di Paolo”, appunto.
E come ha fatto? In primo luogo, è riuscito a formare un gruppo. Un gruppo di amici che si sentissero partecipi di uno stesso sogno.
“Insieme non c’è limite… lotta sempre e vincerai…” (da “Wicked”; traduzione a cura de “La mosca mancina”).

È una storia che parte da lontano quella de “Le Nuove Proposte”. Parte già dal nome. Nuove, perché il primo intento è sempre stato accogliere chiunque fosse animato da voglia di fare (e magari anche da un pizzico di pazzia). Così, in venti e più anni di attività, sono cambiati, e tanto, i componenti, ma è rimasta sempre identica l’idea di partenza: il piacere di stare insieme, con la voglia di divertirsi e di far divertire chi viene ad assistere agli spettacoli.
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Naturalmente, non basta mettere insieme un po’ di anime pie per ottenere risultati buoni. C’è anche il lavoro. Da questo punto di vista, al regista, alla coreografa (Simona Proserpio) e ai vari maestri di canto, non si può rimproverare nulla. Da una piccola cosa appena percettibile, con il passare delle prove, ho visto crescere e prendere forma uno spettacolo che chiamare “amatoriale” è riduttivo.
Non l’ho detto ancora, ma si intuisce che faccio anch’io parte de “Le Nuove Proposte” e quello che racconto è testimonianza diretta.
Avrei tanti aneddoti, tanti momenti da narrare. Mi soffermo su uno. Dopo mesi e mesi di prove, dopo tanto “sangue, sudore e lacrime”, il debutto ci attende. Se toccasse a me decidere, aspetterei ancora – e tanto – prima di presentarmi al pubblico: io sono un perfezionista che non si sente mai pronto e poi, credo che il piacere risieda più nel tendere a qualcosa, che non nella sua realizzazione concreta.
Comunque sia, si va in scena. Prima che il sipario si alzi, ognuno mostra la sua vera anima: così, c’è chi scherza, chi si fa prendere dal panico (e soffre di qualsiasi male), chi cerca la concentrazione…
Per usare una metafora, questo è il momento in cui ti rendi conto di essere su una nave che sta per salpare. Quelli che sono intorno a te, con tutte le loro qualità e i loro difetti, sono la tua nuova famiglia e il viaggio che sta per cominciare è completamente ignoto.
Per chi volesse approfondire il discorso, “The Master of Musical” comincerà la sua tournée il 15 settembre al teatro “Giuditta Pasta” di Saronno (VA).
L S D
Informazioni:
www.lenuoveproposte.com