Fino al 29 marzo è in cartellone al Teatro Franco Parenti di Milano lo spettacolo “Cita a ciegas – Appuntamento al buio” di Mario Diament, drammaturgo, romanziere, saggista e sceneggiatore argentino che ora insegna Giornalismo all’Università di Miami dove risiede, dopo aver vissuto a New York e in Israele.
La traduzione, l’adattamento e la regia sono di Andrée Ruth Shammah che prima dell’inizio dello spettacolo, lo scorso martedì 7 marzo, ha voluto ricordare la Giornata Europea dei Giusti leggendo la poesia “I giusti” di Borges (consentitemi una nota personale: nel verso Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson io avrei menzionato Thomas Mann, ma Borges non amava l’autore dei Buddenbrook: lo racconta Alberto Manguel, nel suo gustoso libretto “Con Borges”, pubblicato in Italia da Adelphi).
La regista non ha scelto la poesia a caso, ovviamente. Il protagonista della storia è infatti Borges. Il famoso scrittore cieco che non viene mai chiamato per nome, altri non può essere che lui. È il ragno al centro della tela in cui restano invischiati gli altri personaggi. Creatore di storie e seduttore grazie alle parole, lui stesso finisce irretito nella complessa tela dei racconti altrui.
A interpretare lo scrittore cieco è Gioele Dix: bravissimo, anche se giogioneggia un po’ troppo: più Poirot che Borges, mi vien da dire. Elia Schilton è un bancario in crisi di mezza età. Sara Bertelà ne è la moglie, psicoterapeuta che ha in cura una donna (Laura Marinoni) che non prova alcuna passione per il marito, mentre custodisce nel cuore il ricordo di un incontro lontano nel tempo… E poi c’è una giovane scultrice, interpretata da Roberta Lanave.
Non svelerò come si relazionano tra loro i cinque personaggi di questo “Rashomon” in salsa argentina: l’elaborata trama dell’intreccio che lentamente si dipana e chiarisce in una concatenazione di enigmi, di incontri avvenuti e di incontri mancati, di opportunità colte e di altre, invece, che si sono lasciate sfuggire, è uno dei punti di forza dello spettacolo (belli i costumi di Nicoletta Ceccolini!). Un altro è il valore degli attori che sanno rendere le sfumature psicologiche dei personaggi.
In particolare Schilton imprime al suo bancario una serie di gesti (coi piedi e le mani, ma tutto il corpo ne partecipa) che ne svelano l’intimo travaglio. Nelle note di regia di Andrée Ruth Shammah leggiamo questa sua indicazione all’attore:
Ricorda che il tuo corpo ha dentro tutto quello che gli è successo e gli succederà. […] Devi essere nel disagio. Mani e gambe non sanno più come mettersi, hanno la forma della scrivania. Sei il calco di una vita sedentaria, di uomo d’ufficio.
Non meno irrequieti sono gli altri. Anche la superficie calma del compassato scrittore nasconde in realtà un turbinio di passioni, pronte a ridestarsi – galeotta fu “L’educazione sentimentale” di Flaubert – nella quiete di una piazza porteña, all’ombra di un albero di jacaranda.
La piazza con la panchina è una delle sole due scene, disegnate da Gianmaurizio Fercioni. La seconda è lo studio della psicoterapeuta, ma la panchina che vi compare è la stessa, soltanto viene qui sdoppiata. Il messaggio è chiaro: da una parte la panchina è un po’ come il lettino dell’analista, dall’altro viene sottolineata la contiguità delle storie che emerge piano piano per poi imporsi in tutta la sua elaborata struttura.
Succedono un sacco di cose quando si sta seduti su una panchina, ne converrebbe anche Forrest Gump. Ma più di tutti concorderebbe lo stesso Borges che attorno a un curioso e angosciante incontro su una panchina ha tessuto il suo racconto “L’altro” che apre “Il libro di sabbia”.
Saul Stucchi
Foto di Luca Del Pia
PS: venerdì 16 marzo alle ore 18.00 si terrà un incontro dal titolo “Il fattore Borges”: lo scrittore argentino Alan Pauls dialogherà con il critico e giornalista Jacopo Cirillo. Letture di Elia Schilton. L’incontro fa parte del progetto Voci dal Sur / Argentina, ideato dal Teatro Franco Parenti / Associazione Pier Lombardo e da Edizioni Sur.
Dal 6 al 29 marzo 2018
Cita a ciegas
Appuntamento al buio
- di Mario Diament
- traduzione, adattamento e regia Andrée Ruth Shammah
- traduzione dallo spagnolo Maddalena Cazzaniga
- con: Gioele Dix, Laura Marinoni, Elia Schilton, Sara Bertelà, Roberta Lanave
- scena Gianmaurizio Fercioni
- luci Camilla Piccioni
- costumi Nicoletta Ceccolini
- musiche Michele Tadini
Orari:
- martedì 20:00
- mercoledì 19:30
- giovedì 21:00
- venerdì 20:00
- sabato 20:30
- domenica 16:00
- lunedì riposo
Biglietti: interi da 23,50 € a 38 €; ridotti da 18 € a 21 € + diritti di prevendita
Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo 14
Milano