Al Teatro Fontana di Milano è in scena fino a domenica 14 gennaio lo spettacolo “Das Kaffeehaus – La bottega del caffè” di Rainer Werner Fassbinder (nella traduzione di Renato Giordano), tratto dalla celeberrima commedia di Carlo Goldoni. La regia e l’adattamento scenico sono di Veronica Cruciani.
Andate a vederlo perché trascorrerete 100 minuti di divertimento, seguendo senza momenti di noia né cali di tensione le intricate vicende dei nove personaggi interpretati – tutti validamente – dagli attori della Compagnia del Rossetti, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che vogliamo citare nei rispettivi ruoli:
Filippo Borghi è il giovane Eugenio con il debole per il gioco d’azzardo, Ester Galazzi fa la conturbante entraîneuse Lisaura, Andrea Germani è il cameriere Trappola con misteriosi trascorsi in Arizona, Lara Komar è la splendida eppur trascurata mogliettina Vittoria, Riccardo Maranzana è il mordace barista Ridolfo, Francesco Migliaccio è un don Marzio che da napoletano si fa slavo (a giudicare dall’accento), Maria Grazia Plos è Placida, nomen tutt’altro che omen, Ivan Zerbinati (attore ospite rispetto alla compagnia) è Flaminio alias il conte Leandro, mentre Mauro Malinverno è il biscazziere senza scrupoli Pandolfo.
Ha scritto Veronica Cruciani nelle note di regia:
Nonostante si tratti di un’opera del 1969, la società che ne viene descritta essenzialmente non è molto diversa da quella che viviamo oggi, per questo la mia intenzione è di ambientarla in una Venezia contemporanea. Ci sembra che i personaggi nell’essenza interiore somiglino a molti protagonisti delle feste mondane che si danno sulle terrazze o nelle case eleganti del nostro Paese, dove si ostentano denaro, bei vestiti e una finta cortesia per celare invece disperazione, solitudine, violenza, desiderio di potere e infine sopraffazione verso il prossimo.Il richiamo al carnevale veneziano della commedia goldoniana è dato dalle mascherine che in alcuni momenti gli attori indossano, per il resto l’allusione a Venezia è data da un rumore di sciabordio che ogni tanto riecheggia in scena. Ma le maschere, in effetti, non servono: la doppiezza di ciascun personaggio è talmente patente da non richiedere travestimenti.
La compresenza di due aspetti opposti appare come una rivelazione nella risposta che Placida dà a Vittoria quando questa le sbatte in faccia le infedeltà del marito: “e nonostante ciò lo amo. È il mio padrone, è di mia proprietà e tornerà da me”.
A turno ciascuno pronuncerà una confessione strappalacrime, aprendo (ma davvero?) il proprio cuore, salvo poi tornare a quello che era prima già all’istante successivo.
Non che siano insensibili, sia chiaro. Al denaro sono sensibilissimi (il denaro ha il potere di trasformarli immediatamente, anche se solo temporaneamente) e anche le minacce e le lusinghe non li lasciano indifferenti… E coglie nel segno l’affermazione “l’essere umano è fatto di tante cose insieme”, che trova come risposta un concentrato di misoginia come “ma la donna non è un essere umano…”.
Difficile però stabilire se siano peggio gli uomini o le donne in questa commedia umana in cui tutti comprano e/o sono comprati, in zecchini convertiti al volo negli equivalenti in dollari, sterline ed euro (nel testo di Fassbinder c’erano i marchi tedeschi). Dei personaggi è il barista Ridolfo il più “filosofo”, ma sono tutti comunque di lingua svelta, facili alla volgarità, anche se i doppi sensi (dal “cavallo berbero” in poi) sono così aperti da apparire innocui.
Se poco rimane dello sguardo goldoniano sulla borghesia (“io faccio un mestiere” dice Ridolfo a Eugenio che invece fa bella mostra di preferire il rischio dell’azzardo alla fatica del lavoro), i pettegolezzi si fanno più cinici e le note settecentesche lasciano il posto alla musica da club.
Davvero uno spettacolo ben costruito e altrettanto bene recitato.
Saul Stucchi
Dal 9 al 14 gennaio 2018
LA BOTTEGA DEL CAFFÈ/DAS KAFFEEHAUS
- di Rainer Werner Fassbinder
- da “La bottega del caffè” di Carlo Goldoni
- traduzione di Renato Giordano
- regia e adattamento scenico di Veronica Cruciani
- con la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Filippo Borghi, Ester Galazzi, Andrea Germani, Lara Komar, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos, Ivan Zerbinati (attore ospite) e con Mauro Malinverno
- scene e costumi Barbara Bessi
- drammaturgia sonora Riccardo Fazi
- disegno luci Gianni Staropoli
- produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Orari:
da martedì a sabato 20.30
domenica 16.00
lunedì riposo
Biglietti: intero 19 €; ridotti da 9,50 a 15 €
prevendita e prenotazione € 1,00
Informazioni:
Teatro Fontana
via Gian Antonio Boltraffio 21
Milano
Tel. 02.6901 5733
www.teatrofontana.it