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Voi siete qui: Biblioteca » La storia della chitarra rock e Il grande libro della psichedelia

21 Dicembre 2017

La storia della chitarra rock e Il grande libro della psichedelia

Libri da leggere e da guardare, da conservare per ciò che dicono e come oggetti belli in sé: come strenne natalizie di quest’anno abbiamo pensato a una doppia uscita Hoepli: “Il grande libro della psichedelia” di Matteo Guarnaccia e “La storia della chitarra rock”, autori Luca Masperone e Stefano Tavernese.

"Il grande libro della psichedelia" di Matteo Guarnaccia, HoepliTitoli che sembrerebbero muoversi verso un orizzonte nostalgico se non fosse che allora dovremmo esprimerci allo stesso modo per una pubblicazione sul lied romantico, per esempio (a proposito, salutiamo per l’ultima volta il gran maestro Mario Bortolotto, scomparso recentemente) o sul Dadaismo. Quando v’è invece chi pensa alla chitarra rock come oggetto ben vivo e presente – a patto di tener a mente la lezione di chi al rock ha lavorato e lavora marginalmente approfittando della generosa estensione semantica del vocabolo, facendone sconfinare le possibilità ben oltre le accezioni di smanettoni maniacali e ripetitivi.

Il grande libro della psichedelia

L’occasione editoriale sembra pensata apposta per sintetizzare con puntualità storico-filologica un binomio necessario (ma tutt’altro che chiuso in se stesso) – non casualmente appare in entrambi i volumi il contributo di Ezio Guaitamacchi, giornalista musicale di lunga esperienza. Ora, se una piccola ma decisiva parte della fortuna mitologica della chitarra rock – troppo estesa nel tempo e nelle forme per ridurla a un unicum – è legata all’avventura psichedelica, la seconda è stata a lungo erroneamente ridotta a mero folclore (giovanilistico) da un’accademia stanca e sussiegosa.

Ben venga allora il libro sull’argomento – non il primo a suo nome – di Matteo Guarnaccia, suo profondo conoscitore e artista di respiro internazionale (art-director, fra le altre cose, dei Byrds e di Donovan), magister della prima rivista psichedelica d’antan, “Insekten Sekte”.

[codice-adsense-float]Il volume, arricchito da circa cinquecento fotografie, mostra come la psichedelia abbia attraversato non solo un universo musicale assai creativo ma anche quello della moda e del costume, dell’arte visionaria o, se si preferisce, della visione come arte. Non meramente ludica peraltro, se è vero che dal primo acido lisergico di Albert Hofman ciò che è stato messo in gioco – tutti sanno – è uno straniamento della percezione e una rivelazione di un sé nascosto, inconscio, tellurico.

Gli agganci culturali possibili sono parecchi, basti pensare – solo per rimanere al ‘900 e senza scomodare i Misteri Eleusini – a scrittori e pensatori come Michaux, Jünger, Huxley etc. Il legame con la musica – segnatamente con la chitarra rock per definizione, quella di Jimi Hendrix – è detto esplicitamente nel capitolo “1965/1966 Are You Experienced?”, titolo che torna anche nel libro di Masperone e Tavernese (il quale anni fa a Hendrix dedicò un volume purtroppo oggi di non facile reperibilità) e non v’è bisogno di aggiungere che in quegli anni arrivano anche il Sgt. Pepper e l’album d’esordio dei Pink Floyd (e nessuno più del povero Syd Barrett avrebbe potuto dire cosa fosse esattamente un’allucinazione psichedelica).

Altri capitoli costeggiano lo schermo (dal cinema alla rete), il cyberspazio, lo specifico panorama italiano. Un’iconografia assai hippie senza dubbio, ma che nelle menti di un antesignano come William Blake o del funambolico Ginsberg di Howl ha lasciato impronte meravigliose.

La storia della chitarra rock

Ricca di fotografie anche “La storia della chitarra rock” che ripercorre decenni di una traccia imprescindibile della musica novecentesca, dalla svolta resofonica degli anni Venti alla magia dei Radiohead (per rimanere in ambito visionario ma laterale al rock più canonico). Si passa ovviamente attraverso il blues, il rock inglese degli anni sessanta, la contiguità col jazz e la fusion.

La copertina del libro "La storia della chitarra rock" di Luca Masperone e Stefano Tavernese (Hoepli)
Attraverso tecniche, forme, gruppi e singoli chitarristi, Masperone e Tavernese, musicisti in proprio, mappano una cartografia attendibile e lucida sull’argomento – se proprio un dubbio lascia il libro riguarda il dominio incontrastato del côté anglosassone (prevedibile, ché nei fatti) a scapito però di esperienze liminari ma assai feconde come per esempio quella tedesca, non tanto la Kosmische Musik ma le chitarre dei Can o degli Amon Düül per dire – ma forse è solo un’ossessione di chi scrive.

Gli intrecci di come la chitarra rock si infili nelle pieghe di altre musiche, le modifichi e ne venga modificata a sua volta sono peraltro ben evidenziati. Così come i passaggi di influenze fra musicisti, primazie e ruote di scorta. Naturalmente, in una storia della chitarra rock, di uno strumento che sostanzialmente ha inventato un genere e ne ha costituito l’icona per eccellenza, non possono mancare figure ahimè fin troppo note ai fan dello strumento, protagoniste spesso di spettacoli più circensi che propriamente musicali, com’è dei virtuosisti a corto di idee; ma una mitologia, è noto, si costruisce spesso accettando anche i materiali di scarto – salvo che i meno avveduti li scambino per tasselli fondamentali.

Ai brevi saggi sugli stili e i chitarristi principali, incursioni fra riff e assoli, schemi ritmici e sfondi culturali, si accompagnano discografie essenziali, note tecniche, spunti sulle gloriose Fender, Gibson, Rickenbacker.

Ecco, almeno per una volta, lasciate perdere inutili romanzetti fabbricati da scrittori avventizi e editor che si vantano di non conoscere i classici – e pensate a due strenne natalizie come si deve.
Michele Lupo

  • Matteo Guarnaccia
    Il grande libro della psichedelia
    Hoepli 2017
    266 pagine, 29.90 €
  • Luca Masperone, Stefano Tavernese
    La storia della chitarra rock
    Hoepli 2017
    342 pagine, 29.90 €
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