Parafrasando la celebre parabola riportata nel capitolo 7 del Vangelo di Matteo, potremmo dire “Non recensite per non essere recensiti, perché con il metro con cui recensite, sarete recensiti”. È questo il messaggio (una buona novella?) che si coglie nello spettacolo “Entropy” in scena al Teatro Filodrammatici di Milano dal 14 al 16 settembre.
Cinque personaggi, impersonati da Fabrizio Allaria, Caterina Campo, Vincenzo Paladino, Manuel Amadasi e Michele Airoldi, hanno modo di riflettere su come il proprio lavoro viene giudicato dagli altri e su come loro stessi giudicano quello altrui, tra sorprese dolci e amare, scontri e confessioni (en passant: ricordo che anni fa avevo organizzato per la mia biblioteca un ciclo d’incontri intitolato “Confessioni di un recensore”, con relatori come Allan Bay, Marco Carminati e Pietro Cheli… E ne avevamo sentite delle belle!).
Ci pensate a come sarebbe imbarazzante sentirsi rinfacciare, il giorno del Giudizio Universale, tutte le recensioni che abbiamo lasciato durante la nostra vita, su TripAdvisor, Booking, Amazon e quant’altro? Dagli hotel ai ristoranti, dalle spiagge ai siti archeologici, dai film agli spettacoli teatrali… tutto è diventato materia di critica (ho letto, senza eccessiva meraviglia, di siti sui quali “utenti finali” danno voti alle prestazioni delle professioniste del mestiere più antico del mondo…).
Tutti recensiscono tutto. Con che grado di consapevolezza e di competenza? Con quali risultati e ricadute sugli altri, il cui lavoro è stato sottoposto a critica? Naturalmente ci sono recensioni e recensioni: quelle dei professionisti e quelle di chi ha un’opinione su tutto pur non sapendo nulla, quelle elogiative e quelle negative (dietro l’anonimato di uno username molti si spingono fino agli insulti e oltre), quelle sintetiche e i fiumi di parole…
Il testo di Sofia Seree Kim (che ne cura anche la regia, mentre la traduzione è opera di Inkyung Hwang) riflette su questo universo illuminato di stelle ma anche pieno di immondizia spaziale, nel quale ci muoviamo senza una guida, proprio perché sommersi da guide auto-generate dagli stessi utenti-clienti.
“Siamo prigionieri delle recensioni” esclama a un certo punto uno dei protagonisti, ammettendo quanto sia sempre più difficile soddisfare le richieste dei clienti, tanto da avvertire un’ansia da prestazioni che inevitabilmente ha ricadute sulla qualità del lavoro. E allora qual è il vero valore di una “stella”? Quanto può ferire una critica? Qual è il confine tra diritto d’opinione e rispetto del lavoro altrui?
Entropy non dà risposte. Invita alla riflessione attraverso l’intreccio delle storie che racconta. Lo spettatore può immedesimarsi di volta in volta con l’albergatore in difficoltà o con l’ospite nervosa, con lo chef in ascesa o con la cliente allergica (e acida), con il critico gastronomico che sogna di fare il regista o con sua moglie. O magari con chi ha scritto queste righe…
Saul Stucchi
14, 15, 16 settembre 2017 ore 21.00
Entropy
- produzione La Scène Planté
- testo e regia Sofia Seree Kim
- traduzione Inkyung Hwang
- aiuto regia Seon Lee
- con Fabrizio Allaria, Caterina Campo, Vincenzo Paladino, Manuel Amadasi e Michele Airoldi
Teatro Filodrammatici
via Filodrammatici 1
Milano
Informazioni:
tel. 02.36727551
www.teatrofilodrammatici.eu