All’interno di Palazzo Bocconi a Milano (Corso Venezia 48), fino al 16 giugno, attraverso una ventina di opere circa si snoda il percorso espositivo “Le meraviglie del mondo”, a plurima valenza simbolica, dell’artista siciliano Karam Sebastiano Cannarella. L’artista si presenta con un autoritratto mai esposto prima, che accoglie gli invitati proprio all’inizio dell’iter di questa rassegna.
Il dialogo silente che s’instaura con le sue opere d’arte risveglia le braci sopite della muta interiorità che dorme nel ricordo, nella memoria.
Appaiono lungo prospettive insolite luoghi che seducono l’anima, monumenti legati alla storia dell’Architettura, opere inedite. La vivacità che trapela dalle immagini dipinte ad olio su tela si materializza grazie al suo amore incondizionato per il colore, al suo modo di accostare il soggetto in primo piano e l’emozione che scaturisce al suo cospetto. Sfondi informali dai quali si sviluppa la figura, come la Fontana di Trevi, il Colosseo, il Ponte di Rialto.
Il colore in Cannarella è luce, carica emotiva, specchio del tempo dettato dalle ore del quotidiano, rendendo così semplice al visitatore la comprensione dell’opera stessa: dall’abbagliante suadente luminosità del giorno impressa in determinate immagini si passa ai romantici notturni da cui altre immagini prendono corpo.
L’onirico si muove trasversalmente, obliquamente tra le forme astratte armonizzandosi, pur nella contraddizione segnica, con i tratti definiti di quei monumenti più noti al mondo: una visione contemporanea di ciò che caratterizza il nostro passato storico. Cromatismi sfumano in nuvole di luce quando regna il sogno, rendendo persino luminose le atmosfere della notte.
Questi lavori più recenti, tra i quali “La Sirenetta” e “Duomo di Milano” che sono datati nientemeno che duemila-diciassette, seguono quelli distribuiti al pianterreno, già precedentemente esposti. Non sarà possibile confondersi poiché essi nascono dall’interpretazione personale di grandi capolavori del passato.
L’originalità del suo pensiero estetico di questa serie lo convoglia verso il potere del ritratto. Dal ritrarre soggetti anonimi o di famiglia si spinge fino a rappresentare personaggi noti, eternali, senza tempo come Marilyn Monroe o Michael Jackson.
Un altro tratto distintivo è dato da alcuni particolari inseriti nei dipinti capaci di creare un suo linguaggio privato: dai tratti arabizzanti, dovuti al suo intenso studio dedicato alla calligrafia araba, sono indicativi delle sue reali esperienze di vita.
Sculture sparse nello spazio, rappresentanti tartarughe di varie dimensioni, teste, busti piuttosto che di altre forme, sottostanno tutte a questo linguaggio estetico. Così anche il suo gusto pittorico teso al positivo, alla gioia, al colore si sposa con le sue note biografiche. Nato in Sicilia a Portopalo di Capo Passero nel ‘42, lavora tra l’Italia e il Marocco.
Valentina Cavera