Strano libro “Quanto vale un uomo”, edito da Skira nella collana Storie. Per varie ragioni. Tanto per cominciare viene indicato come autore Andrea Camilleri, ma già in copertina compaiono i nomi di Marco Baliani, Ascanio Celestini e Marco Paolini, tre dei più apprezzati attori teatrali italiani, e la curatela di Annalisa Gariglio.
Un libro e tre monologhi
Poi perché in allegato troviamo un CD con la registrazione audio di tre monologhi dei sunnominati artisti e perché “per volontà degli autori e della curatrice i diritti editoriali dell’opera saranno donati a Emergency e destinati alla cura delle vittime della guerra e della povertà; anche la casa editrice partecipa a questa iniziativa”.
Ma soprattutto perché è un genus mixtum (così i latini definivano la satura, ben diversa dalla nostra “satira”). Dunque un’opera “mista” che mescola varie forme di racconto: quella narrativa, quella dialogica e quella teatrale (in forma di monologo, appunto). E lo fa tenendo insieme tre storie che hanno avuto per protagonisti degli Italiani del secolo scorso, tanto tempo fa, cioè appena ieri.
Cornice e destinazione originale è il teatro. All’Auditorium Parco della Musica di Roma sono andati in scena nel marzo del 2014 i tre spettacoli della rassegna “Inedito d’autore” nata da un’idea di Camilleri con la collaborazione della Gariglio.
La sfida di Bellanca
A far nascere quell’idea è stato un incontro con i signori Bellanca, discendenti di quel Giuseppe Mario Bellanca, originario di Sciacca, che una volta emigrato negli Stati Uniti diede un fondamentale contributo allo sviluppo tecnologico della nascente aviazione civile, pur perdendo una sfida che ha fatto entrare Charles Augustus Lindbergh in tutti i libri di storia contemporanea, come primo aviatore a compiere la trasvolata oceanica senza scalo.
Come andò la storia? Ce lo raccontano Camilleri e Marco Baliani che ripercorrono le tappe della carriera di Bellanca, i sogni, i sacrifici, le invenzioni, le frustrazioni, soffermandosi però anche sugli odori dell’immigrazione massiccia negli USA, trascurati nell’allestimento del bel museo di Ellis Island. E invece la Storia è fatta anche di odori, lacrime e sangue.
Tra il siciliano e lo svedese, l’ebreo Levine, malato di protagonismo, “coi suoi atteggiamenti ambigui, partecipa attivamente alla débâcle del Columbia“, l’aeroplano messo a punto da Bellanca.
La strage di Niccioleta
Il secondo pannello del trittico è la rievocazione della strage nazifascista di Niccioleta, in Val di Cecina (1944). Camilleri l’ha affidata ad Ascanio Celestini. A lui (e insieme a lui a noi lettori) lo scrittore siciliano pone alcune domande sulla dinamica dell’eccidio di una comunità di lavoratori in una miniera di pirite.
Il lavoro era la loro ideologia e la loro religione. Il lavoro li univa, ma altro li divideva. Le contrastanti testimonianze sul colore della bandiera issata sulla miniera all’arrivo dei partigiani sono degne del racconto “Nel bosco” di Akutagawa da cui Kurosawa ha tratto il suo film “Rashomon”.
Non mancano particolari esilaranti, come gli otto mietitori tutti chiamati “Peppe Ginanneschi”, accompagnati da un asino chiamato inevitabilmente Peppe. Ma c’era anche chi si chiamava Etrusco e chi Temistocle, uomini di un’Italia che non c’è più, ma forse – neppure tanto in fondo – c’è ancora.
Autore e attore mettono in scena il dramma del lavoro, di quando manca e di quando c’è ma uccide, di quando costringe a scelte comunque perdenti (e quello ieri sembra dannatamente oggi).
La spedizione al Polo Nord
Il titolo “Quanto vale un uomo” torna alla fine del libro (per la precisione a pagina 146), questa volta sotto forma di domanda. È il quesito che sorge spontaneo alla conclusione del racconto di un’altra vicenda tragica, la spedizione del generale Nobile al Polo Nord, a bordo del dirigibile “Italia”, ma soprattutto dopo la sua rovinosa caduta.
Spersi in un deserto di ghiaccio che andava alla deriva, i sopravvissuti dovettero affrontare scelte drammatiche, mentre gradi e gerarchie venivano meno. La loro fu una lotta contro la natura, contro il tempo, contro la disperazione e alla fine contro le maldicenze. Qui è Marco Paolini a rievocare la storia “po-polare”, la solidarietà e i momenti tragicomici (povero orso bianco, convinto di mangiarsi gli esploratori e invece abbattuto con un solo colpo in testa e diventato riserva di carne).
Strano libro, davvero. Intenso perché intessuto di storie intense, messe insieme con appunti, documenti, file audio e frammenti di dialogo. Queste storie esistono e resistono in quanto raccontate con un “senso di mistero e fascino”.
Saul Stucchi
- Andrea Camilleri
- Quanto vale un uomo
- Skira
- 2016, 18 €