• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Biblioteca » Marsilio ripropone la classica Storia del teatro di Brockett

5 Aprile 2016

Marsilio ripropone la classica Storia del teatro di Brockett

Manuale ormai classico, la “Storia del teatro” di Oscar G. Brockett (prima edizione 1993) riappare oggi in libreria presso l’editore Marsilio.

La copertina del libro Storia del teatro di BrockettIl tentativo di ricostruire l’intera vicenda (produzione e performance) del teatro nella storia e nella geografia mondiale è ovviamente al limite delle umane possibilità e non stupisce che nelle più di settecento pagine a disposizione del lettore l’Occidente occupi una parte maggioritaria – anche vero che la cultura mussulmana (che oggi significa una persona su cinque nel mondo, più o meno) in questo caso si autoesclude semplicemente rifiutandolo.

Probabilmente perché le potenzialità “politiche” del teatro non potevano trovare il favore di un mondo che ha privilegiato sempre l’obbedienza rispetto al senso critico. E questo è proprio una delle direttrici del lavoro di Brockett (lo spiega bene nella breve introduzione Claudio Vicentini): “la considerazione dei rapporti con il potere“, intesa non solo come mera produzione di testi “sensibili” ma descrizione della figura dell’artista e degli eventuali problemi con la censura, la legge e forme varie di ostilità del potere.

Il secondo tracciato storiografico è quello relativo alla coesistenza di diversi linguaggi interni alla stessa nozione di teatro, voce, scena, immagini ecc…

La sua natura appare perennemente provvisoria, instabile, sì che la terza linea conduttrice di qualsivoglia sua storia è l’elusività sostanziale: il teatro esiste solo quando è appunto all’opera, in scena: terminato lo spettacolo, esso muore con lui (a meno – e non si può fare – di ridurlo al mero testo).

Anche come oggetto di studio, il teatro è possibile solo “in presenza”. Di tutto questo tiene conto il grosso lavoro di Brockett, delle variabili non di senso (com’è di un classico puramente letterario), ossia di una mutevole storia della ricezione, ma della natura spuria di un’arte che di volta in volta non solo mostra i mutamenti ovvi delle poetiche autoriali ma reinventa, per vie interne ed esterne al testo (regolamentazioni pubbliche, possibilità economiche, scuole interpretative ecc…) la tradizione.

Ecco dunque la ricognizione di Brockett dalle origini, dalla sua dimensione rituale fino allo scarto meramente estetico, dalla Grecia al Medioevo, dalla modernità al teatro contemporaneo, per un’utile visione d’insieme (il lavoro è arricchito da decine di fotografie e illustrazioni e di un’indispensabile bibliografia).

Ma è forse è proprio la difficoltà di raccontare o descrivere o analizzare l’arte teatrale se non “in presenza” a spiegare qualche inevitabile dimenticanza.

Nell’incursione in terre d’Oriente, il breve paragrafo sull’Indonesia tralascia il teatro-danza balinese, che ha mantenuto una sua specificità rispetto a quello di Giava. Non casualmente esso rivestì un’importanza non secondaria nella teoria di Antonin Artaud che vi vedeva

l’esistenza sotterranea di una sorta di vero linguaggio scenico, di una tale efficacia che sembrerebbe abolire perfino i movimenti spirituali che sembrano avergli dato nascita, e tale da rendere impossibile e inutile ogni traduzione in parole

qualcosa che insomma si muoveva in una direzione che era la sua, di Artaud, e che nella seconda metà del secolo scorso avrebbe trovato attenzione diffusa laddove importasse l’azione scenica e non la rappresentazione psicologica.

Fino alla “distruzione delle rovine” evocata da un altro francese, Alfred Jarry, e perpetrata da Carmelo Bene, una drammaturgia della voce che infierisce sul testo (“morto”) per farlo risuonare nella scena in maniera inaspettata e ogni volta irripetibile.
Michele Lupo

  • Oscar G. Brockett
  • Storia del teatro
  • Marsilio
  • 810 pagine, 38 €
Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Biblioteca

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • A Milano tornano “I giorni dell’ostinazione”
  • “Le armoniose stagioni” di Vivaldi al Conservatorio di Torino
  • “La più bella. La versione di Elena” di Brunella Schisa
  • Recensione del romanzo “Orbital” di Samantha Harvey
  • Da Miraggi “Pabitele”: i racconti di Bohumil Hrabal

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi