Ultimissimi giorni per visitare al Palazzo Reale di Milano la bella mostra Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau: chiuderà i battenti, infatti, il prossimo 20 aprile. Ci sarà però una seconda opportunità a Genova, dove sarà allestita al Palazzo Ducale dal 30 aprile al 18 settembre.

Il percorso espositivo
Alfons Mucha (da pronunciarsi con la “h” aspirata e l’accento sulla “a”) nacque in Moravia nel 1860, suddito dell’Impero Austro Ungarico. Fu uno degli artisti più importanti e apprezzati dell’Art Nouveau e i numerosi manifesti selezionati dai curatori ne testimoniano il talento e la fantasia, capace di declinare in migliaia di versioni i principali temi del Modernismo internazionale (termine che accoglie e raccoglie il Liberty italiano, l’Art Nouveau francese, lo Jugendstil tedesco e il Modern Style inglese).
Il percorso espositivo squaderna oltre duecento opere, sviluppandosi attorno ai seguenti nuclei tematici:
- Introduzione e cronologia dell’artista
- Il teatro
- La vita quotidiana
- La donna Liberty e l’Art Nouveau
- Dalla donna angelo alla femme fatale
- Documents Décoratifs. Il Giapponismo e il dominio della linea
- Il bestiario dell’Art Nouveau
- La preziosità della materia
- Il tempo
- La forze creatrice della natura

Artigianato d’arte
Ai manifesti di Mucha si affiancano oggetti di uso quotidiano e opere d’arte realizzati da suoi contemporanei, in un dialogo intenso e interessante, ricco di spunti. In realtà la congiunzione “e” si potrebbe tranquillamente omettere perché gli oggetti in mostra sono vere e proprie opere d’arte, pur essendo sedie, piatti (bellissimi quelli policromi di maiolica dipinti con volti femminili e fiori da Galileo Chini per L’Arte della Ceramica: questa teca è uno dei must della mostra!), vasi, servizi da tè e caffè, addirittura vuotatasche (come quello in pasta di vetro che Amalric Walter creò per la Vetreria Daum attorno al 1909).
Particolarmente raffinati sono i manifesti che Mucha disegnò per il mondo del teatro, molti dei quali raffigurano Sarah Bernhardt. La grande attrice francese doveva una parte della sua fama proprio a queste locandine, “icone profane” cariche di fascino e sensualità.

Pubblicitario di classe
Dalle vette dello spettacolo si atterra ai prodotti per la colazione: Mucha prestò la sua arte (così come la Bernhardt il proprio volto) alla pubblicità di biscotti. E di sigarette, profumi, biciclette, saponi, detersivi e bevande alcoliche… Prodotti di largo consumo letteralmente confinati in secondo piano dalle splendide donne di Mucha.
Nel 1902 l’artista condensò la concezione della sua arte in quella che è stata poi definita la “Bibbia delle arti decorative”. In quell’anno diede infatti alle stampe “Documents Décoratifs”, un album di 72 tavole che i visitatori possono ammirare nella sua completezza a metà del percorso espositivo. Anche in questo caso le immagini valgono più di mille parole e ciascuna tavola racconta lo stile, la raffinatezza, la ricercatezza e l’innovazione più di qualunque tentativo di descrizione.
L’intenso viaggio nel mondo dell’Art Nouveau si conclude con un paio di spettacolari teche che custodiscono gioielli in forma di vasi: ciascuno merita qualche minuto di contemplazione.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Alfons Mucha
Les Arts (La Danza), 1898
Litografia a colori, cm 57,2 × 36,5
Richard Fuxa Foundation
Foto: © Richard Fuxa Foundation - Galileo Chini per L’Arte della Ceramica
Piatto con volto femminile, gigli e pavone, 1898-1900
Maiolica dipinta in policromia, cm 30,5 (diam.)
Collezione V. Chini
© Foto Claudio Giusti - Alfons Mucha
Cycles Perfecta, 1902
Litografia a colori, cm 152,6 × 102,2
Richard Fuxa Foundation
Foto: © Richard Fuxa Foundation
ALFONS MUCHA E LE ATMOSFERE ART NOUVEAU
Palazzo Reale
Piazza del Duomo 12
Milano
Fino al 20 marzo 2016
Dal 30 aprile al 18 settembre 2016 al Palazzo Ducale di Genova
Orari:
lunedì 14.30-19.30
martedì ‐ mercoledì ‐ venerdì ‐ domenica 9,30 ‐ 19,30
giovedì e sabato 9,30 ‐ 22,30
Biglietti: intero 12 €; ridotto 10 €
Informazioni e prenotazioni:
Tel. 02.54915
www.mostramucha.it