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Voi siete qui: Biblioteca » Un’antologia per cercare una nuova vita. Partendo da Santiago

2 Gennaio 2013

Un’antologia per cercare una nuova vita. Partendo da Santiago

Piove a Santiago
mio dolce amore.
Camelia bianca dell’aria
brilla tremante il sole.
Ombra e cenere del tuo mare,
Santiago, lontano dal sole.
Acqua di mattina umida
trema nel mio cuore.
(Federico García Lorca)

Santiago

Ogni tanto, la fortuna – solitamente assai avara – ci offre un piccolo soccorso, facendoci imbattere in qualche libro che tocchi le nostre problematiche interne e ci aiuti a riconoscerle, a consapevolizzarle. Il bel libro Santiago – là dove inizia il cammino, curato da Adolfo Biolé, è una di queste letture chiarificanti.
Ci sono, nella vita, punti di svolta (i cinquanta o i sessant’anni, quando ci rendiamo conto che l’imbuto comincia inesorabilmente a stringersi…) che impongono una riflessione sul senso della nostra quotidianità, sul fatto che sia davvero quel che vogliamo o se invece non ci sia un modo per essere più utili a noi stessi e agli altri. 
Quante volte ci si lascia prendere dal lavoro, quante volte si impegna la quasi totalità delle proprie energie nel seguire le pratiche d’ufficio, i colleghi, gli utenti, e si fa di tutto per sentirsi importanti per gli altri – e questo, in fondo, per non avvertire il senso di solitudine strisciante, di insoddisfazione affettiva che sta in agguato ad ogni pausa di inattività!
È una fuga che fa correre velocemente attraverso la vita, ma che non risolve il dubbio sul senso della vita stessa. Questo dubbio, se lo si vuol risolvere, lo si deve affrontare direttamente: con i dovuti spazi e i dovuti ritmi per esaminarlo e “smontarlo” – e con le necessarie compensazioni protettive (la natura, il paesaggio: si veda la celebre Quinta passeggiata di Jean Jacques Rousseau). Ecco perché non sono soltanto i credenti ad avvertire quel bisogno di lentezza – ma anche di appartenenza e di condivisione – che spinge ad intraprendere il cammino di un pellegrinaggio. 
Biolé raccoglie qui scritti suoi e di altri (Giovanna Albi, Paolo Farinella, Carlo A. Martigli, Bruna Scalamera) per raccontarci e contestualizzarci, con approfondimenti storici, etimologici e simbolici, un’esperienza di quel tipo. Non solo diario di viaggio (a cavallo, nel nostro caso) quindi, sebbene nel libro ci sia anche questo, ma guida culturale-pratica-emotiva per il pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Il pellegrinaggio di Biolé è terminato il giorno del suo sessantesimo compleanno, ed ha attivato in lui una serie di meccanismi che lo hanno portato a “ricominciare la vita” e ad aprire (sul nostro incantevole Appennino alessandrino) un centro in cui offrire spazi di riflessione, di silenzio, di incontro a quanti ne avvertano il bisogno e decidano di tentare l’esperienza.

Santiago_3

Qualcosa del genere era capitato al giornalista francese Bernard Ollivier: arrivato anche lui a sessant’anni, intraprende il cammino di Santiago, scopre gli effetti benefici del trekking e fonda un’associazione che organizza percorsi di recupero per ragazzi “difficili” o già sulla soglia del riformatorio.
Nelle pagine finali del libro, Biolé accenna, con parole toccanti (e come non sentirle vibrare, per simpatia, in noi?), al proprio bisogno di amore, di conferme affettive che lo facciano sentire vivo: per cambiare modello di vita, per staccarsi dai dolori (connessi a perdite e a malattie) e dalle sofferenze (che la mente crea vivendo nella malinconia del passato). Il centro da lui aperto, presso l’agriturismo Pian della Castagna, lo ha aiutato non poco in tal senso. Facendo qualcosa per gli altri, è riuscito a fare molto per se stesso. Come annota Ollivier in margine alla propria vicenda personale, “Forse ci vuole una vita per comprendere che il dono è innanzitutto un regalo a se stessi. Bisogna praticare il dono eccelso dell’affettività”.
Ma il dono di Biolé consiste anche in questo libro, nel quale i lettori possono trovare la dolce consolazione di pagine illuminanti, e magari una via di uscita praticabile per ridare gusto alla propria esistenza e senso al proprio futuro. Perché la vita, come i pellegrinaggi, ha bisogno di una meta, ed è fatta dei molti passi necessari a raggiungerla. Così cantava Antonio Machado:
Viandante, sono le tue impronte
la via, e niente più.
Viandante, non c’è via,
si fa la via camminando.
Camminando si fa la via,
e volgendo lo sguardo indietro
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calpestare.
Viandante, non c’è via,
bensì scie sul mare…
Invito calorosamente ad accogliere il prezioso dono di questo libro, e a leggerlo. Chi lo farà, vedrà che ne vale davvero la pena.
Marco Grassano

SANTIAGO – Là dove inizia il Cammino

a cura di Adolfo Biolé
Il Piviere Edizioni
2011, pagine 112
13 €

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