Pace, silenzio e arte. Di che altro andate in cerca nell’afosa estate di Milano? Credenti o meno, del sacro, mi auguro per voi (ché senza il sacro la vita si fa pallida cosa. Ma a ciascuno la sua opinione al riguardo). Tutte queste cose, sacro compreso, le trovate al Museo Diocesano del capoluogo lombardo che fino alla fine di agosto ospiterà alcune interessanti mostre.
Partiamo da quella intitolata Come cera per le api che raccoglie una selezione di opere di Mattia Bosco (classe 1976), realizzate in pietra, legno e ceramica. Alcune si possono vedere già nel chiostro del museo, dove dei cartelli invitano a non avvicinarsi troppo alle sculture, in quanto pericolose. Immaginiamo che in realtà siano loro a correre i maggiori pericoli, ma tant’è, è meglio ammirarle a distanza, ponendosi la domanda se l’artista intenda sfidare la natura o piuttosto instaurare con essa una forma di collaborazione, “aggiungendovi” di propria mano qualcosa alle loro forme. La materia della scultura è nelle sue mani come cera per le api. Dice l’artista:
“Non è un mezzo espressivo, ma è ciò che rende l’opera viva, che la fa esistere. In scultura non si usa la materia, si forma una materia e con essa l’opera. Formarla non è violarla, ma assecondarne le tendenze, disinfiammare lentamente le resistenze, accelerarne la maturazione, visitarne il destino”.
Bosco non impone una gerarchia ai materiali con cui lavora, perché riconosce a ciascuno identica dignità. Inoltre le scoperte acquisite nella manipolazione di uno, rendono nuovo l’approccio e diverso l’esito del lavoro con gli altri.
Alla scoperta delle opere di Andrea Mariconti invitano invece alcuni segnali posti sul pavimento. Possono sfuggire a uno sguardo poco attento, ma i suoi lavori sono facilmente individuabili all’interno del percorso espositivo del Museo. Non perché siano in forte contrasto con i tesori del Diocesano, ma al contrario perché instaurano con essi un serrato dialogo fatto di rimandi. Il moderno si confronta con l’antico, cerca in esso le proprie radici e se ne fa specchio. Ma non posizionato frontalmente, in modo da restituire nient’altro che l’immagine che ha davanti, bensì con una certa angolazione che permette di parlare al presente e al futuro.
Negli otto dipinti in mostra Mariconti non copia gli originali, ma presenta la propria interpretazione, sottoponendo al suo filtro d’artista l’opera di un artista che l’ha preceduto, di secoli o solo decenni. L’arco temporale si dilata infatti dal XIV secolo, a cui risalgono le tavole del Maestro della Madonna Lazzaroni, parte della Collezione Alberto Crespi, fino al XX secolo delle due stazioni della Via Crucis in ceramica di Lucio Fontana (1955): queste ultime si ammirano in una sala al piano terra, preceduta proprio dall’opera di Mariconti che vi fa riferimento.
Al piano superiore, dopo essersi lasciati alle spalle lo scalone su cui vegliano i ritratti dei vescovi di Milano, si ha una visione d’insieme delle opere di Benedetto Pietrogrande (classe 1928), selezionate per la mostra intitolata “In viaggio”. Coprono l’intera sua produzione scultorea, presentando piccoli bronzi degli anni Cinquanta fino ad alcune recenti commissioni legate al territorio.
Il tema del viaggio è declinato nelle sue varie, amplissime accezioni. Si fa migrazione, pellegrinaggio, avvicinamento e incontro (come quello tra Paolo VI e il patriarca Atenagora, avvenuto nel 1964), transito (la morte di Giovanni XXIII), ma anche sfratto, come nella scultura del gruppo “Memoria”. Tocca il Sinai e rappresenta in absentia il “Viandante” (del 1967) con bastone, bisaccia e mantello.
Il Concilio Ecumenico Vaticano II è stato per Pietrogrande fonte di profonda ispirazione e le opere degli anni Sessanta ne sono tutte pervase. Il sacro tocca il bronzo e le sue vibrazioni continuano ancora oggi a risuonare.
PS: fino al 30 agosto il Museo Diocesano ospita anche una mostra personale di Julia Krahn. Confesso però di non aver fatto in tempo a vederla. Vorrà dire che dovrò tornarci.
Saul Stucchi
Mattia Bosco
COME CERA PER LE API
Andrea Mariconti
Benedetto Pietrogrande
IN VIAGGIO
9 giugno – 30 agosto 2015
Orari: da martedì a domenica 10.00 – 18.00
Lunedì chiuso (eccetto festivi)
Biglietti: intero 8 € (martedì 4 €); ridotto 5 €
Museo Diocesano di Milano
Corso di Porta Ticinese 95
Info:
Tel. 02.89420019
www.museodiocesano.it