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Voi siete qui: Biblioteca » Da Odoya “ASCENSION. Vita e musiche di John Coltrane”

24 Giugno 2015

Da Odoya “ASCENSION. Vita e musiche di John Coltrane”

Per i tipi di Odoya con la firma di Eric Nisenson (1946-2003) era già uscito Blue – Chi ha ucciso il jazz?, libro che registrava la fine di una grande epica, quella di una musica legata al rinnovamento e alla sperimentazione, mortificate dall’industria discografica. Con Miles Davis (di cui era amico) il critico condivideva l’idea che il jazz dovesse essere il campo di una scoperta continua (Miles lo diceva a modo suo, ovviamente, e prendeva la cosa di petto: “Un sacco di vecchi musicisti sono pigri bastardi, si attaccano alla vecchia maniera perché sono troppo pigri per tentare qualcosa di diverso… continuando a suonare quella vecchia stanca merda”).

NisensonColtrane_coverDi Miles, Nisenson fu anche autore della biografia ufficiale; un’altra la dedicò a Sonny Rollins e un’altra ancora a John Coltrane. Ora appunto la casa editrice bolognese rimette in circolazione Ascension, vita e musiche di John Coltrane, testo capitale sul musicista del North Carolina assieme a quello di Lewis Porter. Il titolo del libro è più un omaggio al percorso spirituale del sassofonista che al disco omonimo, il giudizio sul quale non si scosta molto dai dubbi espressi da più parti (in prevalenza interni al mondo jazzistico a dire il vero e sui quali si può benissimo non concordare).

Fortunatamente però Nisenson non condivide l’idea che la musica di Coltrane finisca con A love supreme, per i più la sintesi massima di tutte le sue ricerche. Ascension nelle intenzioni di Nisenson significa innanzitutto sfida a una sintesi impossibile fra la ricerca pura (in quanto tale aperta a sbocchi imprevedibili, anche duri, dissonanti, problematici) e l’aspirazione a un’armonia che se dal punto di vista strettamente musicale non è più quella della scrittura occidentale, è un valore esperienziale – testimoniata dal percorso accidentato fra la schiavitù dell’eroina, lo studio più accanito che si possa immaginare e quello che al tempo si chiamava “trip mistico”. Col disco omonimo  si apre l’altro dilemma: New Thing è affare che se vede Coltrane come capofila, implica anche scelte politiche radicali. E lì, sostiene Nisenson, il cui libro si muove a larghe falcate fra gli aspetti musicali (tecnici, linguistici, espressivi)  e il contesto socioculturale di fondo, entriamo in una sfera meno limpida. Coltrane, che guarda all’Africa, all’India sì, ma in termini soprattutto musicali, non si espone come altri. Forse più vicino a Martin Luther King che a Malcolm X, certo non  conosce l’aggressività culturale di Le Roy Jones in procinto di diventare Amiri Baraka, né quella di Archie Shepp con cui pure suona assieme.

I rapporti con gli altri musicisti costituiscono un altro dei motivi di interesse del libro. Coltrane lavora con Monk, Miles, Dizzie Gillespie e tanti altri. Sun Ra diceva che Coltrane gli rubava le idee (difficile immaginare due artisti così diversi – la nota buffonesca del primo essendo completamente estranea al secondo – ma Nisenson riconosce al primo i meriti che molti addetti ai lavori non hanno ancora compreso). Miles, che pure disse una volta di considerare Coltrane il più grande sassofonista di sempre, non gli perdonò mai sino in fondo di essere stato abbandonato. Coltrane cercava una sua strada, voleva un gruppo suo, Ornette Coleman gli mostrava che era possibile. Il suo percorso è diverso, ma pur sempre teso verso l’innovazione costante, anche nell’incertezza di alcuni momenti.  Una musica interessata al suono, come quella di Miles del resto. Nella quale l’interesse per le strutture modali oltrepassa i confini se mai ve ne fossero del jazz e non a caso attirano l’attenzione di musicisti di tutt’altra provenienza. La scena degli anni Sessanta negli Usa, epoca che Nisenson ricostruisce nei suoi fermenti più vivi, trova in Coltrane insieme un punto di arrivo e la scaturigine di altre ricerche. Sempre severe, colte. Non il selvaggio romantico che è stato descritto ma un uomo, Coltrane, capace di dire : “L’unica rabbia che posso provare è verso di me, quando non riesco a suonare quello che voglio”.
Michele Lupo

Eric Nisenson
ASCENSION
Vita e musiche di John Coltrane
Odoya
2015, 304 pagine, 20 €

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