Lo scorso 19 novembre è stata inaugurata la mostra Vexillum Regis. La Crux Vaticana o Croce di Giustino che rimarrà aperta al pubblico fino al 12 aprile 2010. La solenne Croce gemmata, presentata dal curatore del restauro e della mostra Sante Guido, è esposta, in un raffinato allestimento nella Cappella dei Beneficiati, nella sua straordinaria, sacrale e preziosa forma originaria. Totalmente trasformata dall’accuratissimo restauro – che ha ricostruito le sovrapposizioni degli interventi subiti dall’originario manufatto nel corso dei secoli e le vicissitudini che ne hanno segnato la storia – la Croce di Giustino è la Croce solenne per eccellenza. Utilizzata per secoli nelle funzioni solenni del Natale e della Pasqua essa è l’emblema del Tesoro di San Pietro e, nella sua nuova e magnificente veste, viene oggi restituita all’ammirazione e contemplazione di milioni di visitatori e pellegrini che ogni anno giungono in Vaticano ad ammirare le preziosità del Museo del Tesoro di San Pietro.
Caratterizzata da un prezioso corredo di gemme e perle, dalla capsella circolare che contiene la santa reliquia, la crux invicta o croce gemmata, reca inoltre il breve e suggestivo testo: “Ligno quo Christus humanum subdidit hostem dat Romae Iustinus opem et socia decorem” (Con questo legno, attraverso il quale Cristo soggiogò il nemico degli uomini, dona Giustino a Roma l’opera e la sua compagna gli ornamenti) che presenta i tipici caratteri della scrittura latina utilizzata alla fine della tarda antichità nella pars Orientis dell’Impero. Scrittura certamente non estranea a quel mondo che aveva da poco prodotto la monumentale silloge del diritto tardoromano, indice di corretta provenienza dell’opera e non, come fu dichiarato in passato, indizio di falsificazione.
Da questo testo si evince chiaramente l’intento votivo dell’Imperatore Giustino: donare un prezioso manufatto come esemplare testimonianza di fede alla città di Roma e della sua “socia”, l’Imperatrice Sofia, donare allo stesso scopo i propri ornamenti – le perle e le gemme. Quale rarissimo esempio di committenza imperiale di epoca bizantina, la Crux Vaticana pervenne a Roma da Costantinopoli fra il 565 e il 578.

Il prestigio e la rilevanza di tale dono si legano alla presenza della reliquia del legno della Vera Croce. Con questo gesto l’Oriente bizantino partecipava al consolidamento della sacralità di Roma – che nel ruolo di capitale del cristianesimo occidentale e meta di pellegrinaggi sulle tombe dei Santi Martiri andava gradualmente mutando il proprio volto – e offriva alla città la più preziosa di tutte le reliquie nella veste più sontuosa.
La sequenza di gemme del recto – in origine solo perle, zaffiri e smeraldi prerogativa della famiglia imperiale, come prescritto dal Codice promulgato da Giustiniano nel 549 e simbolo di incorruttibilità e purezza insieme alla materia pregiata dell’oro – non era semplicemente un ornamento, ma fungeva piuttosto da evocativo rimando alla Gerusalemme Celeste e reverenziale omaggio alla regalità di Cristo.
Nell’attuale restauro è stata ricollocata la corona di dodici perle attorno alla Sacra Reliquia, insieme alle diciotto perle nei castoni lungo il profilo del fronte. Infatti, la sostituzione degli elementi preziosi con altrettanti semi-preziosi, dichiaravano le manomissioni subite dalla Crux Vaticana nell’ottocento e connotavano con chiarezza l’improprio rifacimento del manufatto, tale da rendere l’opera erronea e svilita rispetto alla sua originaria tessitura, così come certamente concepita nelle imperiali officine orafe di Costantinopoli.
VEXILLUM REGIS
La Crux Vaticana o Croce di Giustino
Museo Storico Artistico “Tesoro di San Pietro”
Cappella dei Beneficiati
Basilica di San Pietro
Città del Vaticano
Dal 19 novembre 2009 al 12 aprile 2010
Biglietto: intero € 6.00; ridotto € 4.00