Stamattina è stata presentata a Brera la mostra Palma il Vecchio. Lo sguardo della bellezza. A fare gli onori di casa naturalmente la dottoressa Sandrina Bandera che ha introdotto l’esposizione che avrà luogo la prossima primavera a Bergamo. Per la precisione sarà ospitata nelle sale della GAMeC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) dal 13 marzo al 21 giugno 2015.
La soprintendente ha ricordato il ruolo di Bergamo, il valore della pittura che è “nel DNA della città”, la grande tradizione di lavoro della soprintendenza sul territorio, la cura e la tutela del patrimonio bergamasco, per non parlare dell’amore fraterno che lega il museo milanese all’Accademia di Carrara che riaprirà i battenti l’anno prossimo. La Pinacoteca di Brera farà del suo meglio per promuovere la mostra e la dottoressa Bandera si augura un’intensa attività di scambio e vicendevole promozione tra le due istituzioni.
Ha poi preso la parola il sindaco di Bergamo Giorgio Gori che ha sottolineato il valore della mostra: un’esposizione monografica su Palma il Vecchio mancava e il Comune è stato lieto di poter esserne co-promotore insieme alla Fondazione Credito Bergamasco (CREBERG). È particolarmente difficile e complesso assemblare opere di grande formato sparse per il mondo e proprio per questo motivo la mostra non sarà esportata in altre sedi. L’obiettivo non sarà quello di mettere in mostra solo la città, ma tutto il suo territorio. Si tratta del resto di un’iniziativa molto stratificata che può contare sul coinvolgimento di commercianti e ristoratori. Anche grazie alla mostra su Palma il Vecchio, nel periodo di apertura di Expo 2015 Bergamo saprà attrarre visitatori da tutto il mondo.
Angelo Piazzolli, Segretario Generale della Fondazione CREBERG, ha parlato del ruolo del restauro di opere del territorio, veicolo fondamentale per la divulgazione. Paradossalmente i bergamaschi conoscono poco le proprie opere, come per esempio la celebre pala di Santo Spirito di Lorenzo Lotto, conservata nell’omonima chiesa, ma fanno la fila in banca per vederla restaurata. La Fondazione si è impegnata in una grande opera di animazione del territorio, puntando più sulle relazioni che sugli investimenti.
Prima di ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile la mostra, la coordinatrice del progetto “Palma il Vecchio a Bergamo”, Barbara Abbondanza Maccaferri, ha tenuto a sottolineare il valore “epico” dell’impresa che ha il sapore di una battaglia vinta. Vinta due volte, per di più: in primo luogo perché si tratta della prima mostra monografica sull’artista, in secondo perché si farà proprio a Bergamo. L’esposizione accenderà un faro permanente sulle specialità del territorio bergamasco e lei ne è particolarmente lieta perché sarà un’importante occasione per mettere in mostra (è il caso di dire) il patrimonio diffuso, vera caratteristica dell’Italia più ancora dei suoi celeberrimi capolavori.
Il compito di presentare nei dettagli la mostra è toccato al curatore Giovanni C.F. Villa che ha esordito con una citazione di Giovan Battista Cavalcaselle, secondo cui Palma il Vecchio “divise con Giorgione e Tiziano l’onore di modernizzare e rigenerare l’arte veneziana”. Servendosi di splendide diapositive Villa ha fatto una veloce carrellata delle opere che saranno in mostra, istituendo confronti con altri giganti dell’epoca, da Giovanni Belli a Tiziano. Ha accennato al tema della Sacra Conversazione, particolarmente caro a Palma il Vecchio, a quello del profano che nelle sue opere “entra ed ammanta di sé il sacro”, della sontuosità degli abiti dell’epoca, tra citazioni di Venturi e Vasari. L’artista-biografo, sommo estimatore della toscanità, non poté fare a meno di riconoscere il valore di Palma: “Che più? Io per me non mi ricordo aver mai veduto la più orrenda pittura di quella, essendo talmente condotta, e con tanta osservanza nel disegno, nell’invenzione e nel colorito, che pare che tremi la tavola, come tutto quello che vi è dipinto fusse vero. Per la quale opera merita Iacopo Palma grandissima lode, e di essere annoverato fra quegli che posseggono l’arte”.
Saul Stucchi
Immagini:
Palma il Vecchio
Giovane donna in abito blu con ventaglio
Kunsthistorisches Museum Wien, Gemäldegalerie
©2014. DeAgostini Picture Library / Scala, Firenze
Palma il Vecchio
Madonna con il Bambino in trono tra le sante Barbara e Cristina e due committenti.
olio su tela
Roma, Galleria Borghese
©”per gentile concessione della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma”
Info:
www.ilpalma.it