La stravaganza di Marc Chagall (1887, Vitebsk; 1985, Saint-Paul-de-Vence) irrompe a Palazzo Reale di Milano, fino al primo febbraio 2015, attraverso la più importante retrospettiva degli ultimi cinquant’anni realizzata in Italia, che comprende più di duecentoventi opere, in prevalenza di natura pittorica. Un excursus artistico che si muove a partire dal 1908, anno in cui l’artista mise in atto i primi lavori come “Nudo rosso”, fino agli anni ’80, esibendo sia opere inedite o provenienti dalla collezione degli eredi, sia capolavori arrivati da collezioni pubbliche e private oltre a quelli prestati dai maggiori musei del mondo, quali il MoMa, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, il Museo Nazionale Russo di S. Pietroburgo, il Centre Pompidou di Parigi.
Promossa dal Comune di Milano‐Cultura, organizzata e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, Arthemisia Group, GAmm Giunti, l’esposizione è curata da Claudia Zevi.
Una volta introdotti nell’area dedicata all’artista, si entrerà in contatto con la sua poetica, alle cui radici si fanno avanti tre culture ben definite, nelle quali si rispecchia e s’incorpora: la cultura ebraica, la cultura russa e in ultimo quella occidentale, in cui apre un profondo dialogo con pittori come Rembrandt e quelli delle avanguardie. Il percorso espositivo si suddivide in varie sezioni, evolvendosi cronologicamente. Si presentano le opere dell’esordio ideate in Russia, seguite da quelle del primo soggiorno francese e da quelle del rientro in Russia fino al 1921; si proseguirà sulle orme dei suoi passi dal secondo trasferimento in Francia fino a quando nel ’40, con l’arrivo del nazismo, Chagall approderà in America, per terminare seguendolo nel nuovo rientro in Francia quando si stabilirà sulla Costa Azzurra.
La particolarità dello stile, che si lega intimamente alle origini russo-ebraiche, lo discosta dalle altre figure appartenenti all’École de Paris; egli non fu né tra i protagonisti del fauvismo e del cubismo, né tra quelli del surrealismo. È certo che come il cubismo e il fauvismo furono forme d’arte che gli permisero di creare e modulare la propria espressività personale, la simbologia utilizzata nella comunicazione pittorica, segno palpabile di una realtà oscura e nascosta, lo rende un precursore del surrealismo. Il poeta Apollinaire chiamò la sua arte «Soprannaturale», anche se forse sarebbe meglio definire Chagall, “pittore del sogno”, intendendo il sogno non come inquietante rovello della tradizione surrealista ma come eremo dove confluiscono sia l’esperienze terrene che gli stimoli dell’interiorità.
Un mondo dorato dove l’amore per Bella, la prima moglie, trionfa in “Passeggiata”, la leggerezza della felicità si fa viva in “Compleanno”, l’umorismo troneggia in “Mucca con ombrello”. Le ispirazioni di Chagall derivano dalla vita popolare della Russia europea e dagli episodi biblici che rappresentano la cultura ebraica. Nella sua poeticità trapela un’ingenuità propria dei bambini e della fiaba, molto utilizzata in Russia. Nei suoi quadri sono numerosi i riferimenti dell’infanzia. Le colorazioni utilizzate rendono le creazioni colme di vivacità e di brillantezza. Con l’andar del tempo il colore va al di là dei contorni dei corpi, divagando sulla tela tanto da immettere nella composizione dei dipinti macchie o fasce di colore, sullo stile di altri artisti degli anni ’50, appartenenti alla corrente del Tachisme. L’introduzione di fiori e animali, presenze costanti nelle sue opere, incoraggiano all’armonia di una convivenza possibile tra gli esseri viventi. «L’anima di Chagall è un’anima belante, tanto mite quanto invincibile perché sfugge agli orrori, alle insidie, agli oltraggi (…) – scrive Giovanni Arpino Il suo paradiso è un Aldiquà che raccoglie i simulacri della vita, è un luogo fisico che diventa metafisico proprio perché noi tutti l’abbiamo ucciso durante la vita quotidiana».
Valentina Cavera
Didascalie:
Marc Chagall
Il compleanno
1915, olio su cartone
The Museum of Modern Art, New York.
Acquired through the Lillie P. Bliss Bequest, 1949
© 2014. Digital image, The Museum of Modern
Art, New York/Scala, Firenze
© Chagall ®, by SIAE 2014
Marc Chagall
L’ebreo in rosso
1915, olio su cartone
San Pietroburgo, Museo di Stato Russo
© Chagall ®, by SIAE 2014
Marc Chagall
Due Piccioni
1925, gouache, inchiostro e inchiostro di china su carta colorata blu
Collezione Privata
© Chagall ®, by SIAE 2014
MARC CHAGALL. Una retrospettiva 1908‐1985
Palazzo Reale
Milano
Dal 17 settembre 2014 al 1° febbraio 2015
Orari lunedì 14.30 – 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30; giovedì e sabato 9.30 – 22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
Info e prenotazioni
www.mostrachagall.it
Biglietti: intero 12 €; ridotti 10/6 €