Mi piace l’idea proposta da Fernand Braudel di un “più grande Mediterraneo”: un’area culturale – non soltanto geografica – che estende i suoi confini ben oltre quelli del mare che un tempo chiamavamo nostrum; un mondo che si spinge al di là della linea dell’ulivo. Mi piace perché mi ci riconosco come brianzolo mediterraneo. Soprattutto in occasioni come lo spettacolo Ulisse andato in scena qualche sera fa nel parco di Villa Borgia a Usmate Velate, all’interno del ricco programma de L’Ultima Luna d’Estate.
Michele Fiocchi ha portato gli spettatori in giro per il bacino mediterraneo, senza farli alzare dalla sedia (purtroppo di plastica…). Gli sono bastati una tenda bianca che faceva da vela e un bastone che di volta in volta si trasformava in sostegno da mendico, albero di nave a cui farsi legare con nodi sempre più stretti per resistere all’incantevole (ma mortale) canto delle Sirene, arma di distruzione di massa per quei mascalzoni di proci riuniti in casa sua per dissiparne il patrimonio e insidiarne la sposa.
Il resto – cioè tutto – l’ha fatto la parola di Omero, il racconto dei racconti. E così per una sera la Brianza (i cui confini peraltro sono incerti e ignoti a gran parte dei suoi abitanti, orgogliosi o meno di esserlo che siano) è stata spruzzata dalle onde del mare colore del vino e noi presenti l’abbiamo corso in lungo e in largo, sballottati dall’ira del terribile Poseidone. Impersonando Femio il cantore e insieme lo stesso Ulisse, Fiocchi ci ha accompagnati a ripercorre l’avventura delle avventure, il viaggio dell’eroe per eccellenza. A fargli da complici voci femminili di divinità e una colonna sonora particolarmente intrigante. E nella sua Odissea, di cui è regista Luca Radaelli, direttore artistico della manifestazione giunta quest’anno alla diciassettesima edizione, emerge prepotente l’afflato etico. Gli ospiti e gli stranieri sono protetti da Zeus e dunque devono ricevere adeguata accoglienza (“venerando l’uomo che arriva sperduto” era il titolo e il tema di un bell’incontro organizzato l’anno scorso dal Piccolo Teatro, a cui hanno partecipato Moni Ovadia, Paolo Rumiz e Giulio Giorello).
Il mondo di Ulisse è regolato da norme e valori solo in parte comuni ai nostri, ma in altri assai diversi. E la sacralità dello straniero nella cultura greca arcaica è forse l’aspetto che maggiormente la distingue dalla nostra. Ma a ben vedere, l’insistenza con la quale il poeta ci ritorna, è la spia che le cose, nella realtà reale, andavano in modo ben diverso. Come fossero gride manzoniane ante litteram. E il riferimento ci riporta a casa, in Brianza.
Saul Stucchi
Michele Fiocchi in
Ulisse
regia di Luca Radaelli
Usmate Velate
Parco di Villa Borgia
27 agosto 2014
L’Ultima Luna d’Estate
www.teatroinvito.it
Tra i prossimi spettacoli segnaliamo:
Lunedì 1° settembre ore 21.30
L’Âge mûr nié (dalle lettere di Camille Claudel)
drammaturgia Maddalena Mazzocut-Mis
con Federica D’Angelo
regia Paolo Bignamin
Carnate
Parco di Villa Banfi
via C.A. Dalla Chiesa
ore 20.30 introduzione di Michele Tavola, critico d’arte
Giovedì 4 settembre, ore 21.30
Antonia Pozzi, la poesia ha questo compito sublime
Lucilla Giagnoni – Teatro in-folio
Missaglia, Monastero della Misericordia, via della Misericordia
Domenica 7 settembre, ore 21.30
Io, Ludwig Van Beethoven
Corrado D’Elia – Teatro Libero
Bulciago, Villa Taverna Pegazzano Riccardi, via Volta 1 (in caso di pioggia palestra Scuola Primaria, via Roma)
Il programma completo della manifestazione lo trovate sul sito www.teatroinvito.it