La lettura “a tappe” della “Guerra del Peloponneso” di Tucidide si conclude con il libro 8.

- p. 110: il libro 8 si apre con lo sbigottimento degli Ateniesi alla notizia del disastro siciliano. La città accusa il colpo
- p. 111: altre brutte notizie per Atene: alla defezione di Chio e poi di Mileto segue l’alleanza tra Sparta e il Gran Re
- p. 112: a Samo s’impone il regime democratico, mentre a Mileto gli Ateniesi vincono sui Peloponnesi e i Milesi sugli Argivi
- p. 113: i Peloponnesi stipulano un secondo trattato con il Gran Re, ritenendo che il primo non fosse vantaggioso per loro
- p. 114: gli Ateniesi replicano a Chio la tattica spartana di Decelea: le loro razzie provocano la fuga degli schiavi
- p. 115: Alcibiade consiglia il Gran Re di lasciare che Ateniesi e Spartani si logorino da soli. Preparativi per abbattere la democrazia
- p. 116: terzo trattato tra i Lacedemoni e il Gran Re. Gli Ateniesi di Samo decidono di rinunciare al supporto di Alcibiade
La crisi del 411 a.C.
- p. 117: la crisi dell’anno 411, ovvero l’abbattimento della democrazia da parte di Pisandro e degli altri congiurati
- p. 118: Atene è divisa in due corpi: nella polis si è imposto il governo dei Quattrocento, a Samo resiste il regime democratico
- p. 119: la strategia di Alcibiade: spaventare gli Ateniesi servendosi di Tissaferne e Tissaferne servendosi degli Ateniesi
- p. 120: assassinio di Frinico. Il governo dei Quattrocento è sempre più traballante, ma la minaccia esterna compatta la città
- p. 121: la ribellione dell’Eubea prostra gli Ateniesi peggio del disastro siciliano. Abbattimento del governo oligarchico dei Quattrocento
- p. 122: l’ottavo libro si conclude con la vittoria della flotta ateniese a Cinossema, nel Chersoneso Tracico, nel settembre del 411 a.C.
A cura di Saul Stucchi
Nella foto: l’Acropoli di Atene (estate del 2017).